martedì, 17 ottobre 2017 - 19:09
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Al Salone di Ginevra con Eugenio Franzetti, Direttore relazioni esterne Peugeot Italia

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La Peugeot 308 è Auto dell’anno 2014, complimenti. Quali impatti può avere sul mercato italiano questo riconoscimento?

Grazie, è una grandissima soddisfazione. Il tutto parte da un progetto vincente, nuovo e innovativo, basato su una piattaforma totalmente nuova, la MP2, frutto di uno sforzo economico in ricerca e sviluppo da parte del Marchio. È un progetto nuovo anche per il design, per lo stile, per il concetto di guida, l’i-cockpit, e per la tecnologia con il touchscreen da 9,7″. Tutto questo ha creato una magica miscela che ha creato la nuova 308.

Ci godiamo questo premio, che si accompagna a un buon successo iniziale di vendite: sono già 50.000 i pezzi venduti in tutta Europa, contando che siamo partiti dal mese di ottobre. L’Auto dell’anno è un grande strumento di soddisfazione e, soprattutto, di comunicazione, poiché sono stati proprio gli addetti ai lavori che l’hanno votata come migliore vettura del 2014 davanti a due vetture elettriche e a diverse concorrenti dirette. A prescindere dal premio, la soddisfazione commerciale sta arrivando anche in Italia e ci auguriamo che questo riconoscimento porti un ulteriore aumento dei flussi di vendita.

Sempre in tema 308, qui a Ginevra presentate la versione station wagon. In Italia il mercato delle famigliari è un settore difficile, la 308 SW potrà dire la sua, sull’onda dell’entusiasmo provocato dalla vittoria di 308 berlina nel COTY 2014?

Assolutamente. Anzitutto la famiglia 308 si allarga e mantiene i quattro pilastri fondanti di questo modello: qualità, design, efficienza e driving experience. A questi quattro fondamenti se ne aggiunge un quinto, la funzionalità, propria delle vetture station wagon. Il bagagliaio, con 660 litri di capienza, è il più grande della sua categoria. Offre inoltre una grande modularità e una soglia di carico bassa. Con questo modello fanno il loro debutto, inoltre, nuovi motori Pure Tech 1.2 tre cilindri turbo da 110 e 130 CV, già EURO 6, e nuovi propulsori Blue HDi – sempre EURO 6 – che sono dotati del SCR, un nuovo sistema di purificazione dei gas di scarico. Questa tecnologia è composta da un filtro, posto tra il catalizzatore e il FAP, dove viene iniettato un liquido sulla linea di scarico, che permette di abbattere l’ossido di azoto e di ridurre di molto le emissioni nocive.

In Italia, ma anche in Europa, la parte station wagon pesa il 10% del Segmento C, che non è tanto ma non è neanche poco, nel senso che è un mercato molto libero e i competitor sono molti meno in rapporto ad altri segmenti.

La famiglia 308 non si ferma e arriva qui a Ginevra con la versione cattivissima R Concept. Se e quando diventerà un modello di serie?

Qui al Salone è ancora Concept, e oggi spiega che 308 ha anche un’anima sportiva. La gamma si allargherà ancora: sicuramente arriveranno dei modelli sportivi, sia con motore benzina sia con il diesel, che saranno protagonisti nei prossimi saloni e nei prossimi mesi di commercializzazione. La 308 è una vettura chiave e deve essere in grado di soddisfare tutte quelle che sono le richieste della clientela e del mercato.

Il Sistema Hybrid Air. Ci sono sviluppi e quali sono le vostre previsioni?

Hybrid Air è una tecnologia che abbiamo portato qui a Ginevra un anno fa e sulla quale si sta lavorando con grande intensità, perché riteniamo che sia veramente una soluzione per il futuro. Dopo Hybrid4, Pure Tech e Blue HDi, Peugeot sta investendo molto in questo progetto di mobilità ecosostenibile come è nella nostra tradizione.

Hybrid Air è il futuro, un futuro parallelo, con un sistema molto semplice e molto versatile che abbina un motore termico, nel nostro caso il propulsore tre cilindri a benzina della 2008, a un motore pompa idraulico. In accelerazione l’aria compressa mette in funzione un circuito d’olio, che a sua volta agisce sulla pompa del motore e muove le ruote. Nelle fasi di rilascio il sistema agisce al contrario: l’olio porta l’aria a ricomprimersi all’interno del serbatoio. Da qui a due anni speriamo di poterlo vedere esordire nei Segmenti B, C e anche sui piccoli veicoli commerciali, poiché è un sistema molto leggero, più semplice di un ibrido standard e quindi anche più economico.

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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