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La nuova compagna di Romeo
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Mentre la 156 venne sostituita qualche anno dopo dalla 159, la 147 fino ad oggi ha continuato la sua battaglia quasi in solitaria. Cari Autoappassionati, forse qualcuno di voi si chiederà il perché di questa lezioncina di storia. E la risposta è semplice. Proprio come accadde per la 147, la nuova Alfa Romeo Giulietta rappresenta un’àncora di salvezza. Per la seconda volta la nuova arrivata deve far breccia nel cuore degli automobilisti, in un settore dove la concorrenza è molto più che agguerrita. La sostituzione di 156, GTV e Spider (rispettivamente con 159, Brera e Spider) non ebbe esattamente gli effetti sperati, con la conseguenza che molti clienti optarono per altre marche. Tutti e tre i modelli guadagnarono una linea a mio parere stupenda, ma insieme un peso proporzionale alla loro bellezza. Assieme alla 147 è destinata a sparire anche la sua derivata GT, unica coupé 4 posti veri attualmente nella gamma. Insomma, la Giulietta è chiamata a fare seriamente la primadonna, e per questo dovrà darsi da fare per conquistare il Romeo che c’è in ogni Autoappassionato.
Esterni
La linea della nuova Giulietta, di cui abbiamo già parlato in un recente articolo, è ormai nota a tutti grazie anche alle foto che girano da molto tempo. Lo stile è un’evoluzione di quello inaugurato dalla più piccola Mito, con forti richiami alla punta di diamante 8C Competizione (da noi provata: leggi articolo). Con un sapiente mix tra linee aggressive e tratti eleganti, la Giulietta non fa nulla per passare inosservata. Il frontale è inconfondibilmente Alfa, con il grande scudetto che sembra sospeso tra le prese d’aria. E non possono ovviamente mancare proiettori con luci diurne a LED, ormai un must per le auto di nuova progettazione. La vista laterale si conferma fluente ed elegante, con maniglie posteriori nascoste nei montanti come da tradizione e taglio dei finestrini quasi da coupé. Le linee si chiudono poi nel posteriore, che sfoggia fari anch’essi a LED e almeno per le versioni più potenti, due scarichi cromati posti alle estremità del paraurti.
Ammirarla dal vivo è stata un’esperienza incredibile e pur avendo potuto vederla già in occasione dell’ultimo Salone Internazionale di Ginevra, la sua presenza in un ambiente esterno ad un asettico showroom fa battere il cuore. Tutte le altre automobili vengono eclissate dal suo fascino, sorellina Mito inclusa. Sono alfista è vero, ma le foto non le rendono giustizia. ![]()
Con una lunghezza di 4,35 metri, lievita di 12 cm rispetto alla sua antenata ed anche altezza e larghezza aumentano leggermente, misurando rispettivamente 1,46 m e 1,80 m. Ma un dato importante è il passo, cioè la distanza tra mozzo anteriore e posteriore. Con la Giulietta arriviamo a quota 2,63 metri, quindi 8 cm in più rispetto alla 147. Se da un lato l’abitabilità migliora notevolmente permettendo ad una persona alta 1,90 metri di non sedere con le ginocchia in gola, dall’altro l’agilità potrebbe risultarne penalizzata. Ma per scoprirlo dovrete attendere il resoconto della prova in pista, di cui parleremo prossimamente.
Interni
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Stando a quanto si narra, gli interni ed in particolar modo la plancia sono stati uno tra i più grossi grattacapi per ingegneri e designer dell’Alfa Romeo. Pare che il solo cruscotto sia stato rifatto sei o sette volte causa insoddisfazione ai “piani alti”. Il risultato di questo travagliato parto è un mix di linee tese che corrono orizzontalmente davanti agli occhi del pilota, con strumentazioni circolari dall’impronta marcatamente sportiva. L’aspetto è gradevole quanto controverso. Per alcuni sembra che a disegnarla siano state più mani, ciascuna con un proprio gusto. Ad altri è parsa come un intreccio perfetto tra eleganza e sportività. Quel che quindi non si può negare è l’originalità e la personalità del complesso. Basta dunque a plance funzionali ma senza la minima traccia di passione, finalmente un po’ di emozioni in un ambiente dove ormai l’italiano medio passa parecchio del suo tempo “libero”, ingabbiato dal traffico.
Meccanica ed elettronica
La Giulietta porta al debutto il nuovo pianale sviluppato da FIAT per i suoi modelli futuri e destinato a sostituire quello di 159 Brera e Spider, troppo grosso, pesante e poco adattabile. Non si è adottata quindi la stessa politica utilizzata per la Mito, di fatto una Grande Punto col biscione sul cofano e qualche dettaglio per nascondere il trucco. Chi riteneva che si trattasse di una FIAT Bravo con una carrozzeria diversa e un costo più alto, dovrà dunque ricredersi. Arriviamo poi al capitolo sospensioni, che tanto ha animato le discussioni riguardanti la nuova nata. Lo schema a quadrilatero alto all’anteriore e McPherson al posteriore sfruttato dalla vecchia 147 è stato abbandonato per la nuova nata. La cosa è ovviamente fin da subito apparsa strana. Non per nostalgia, ma per il fatto che tutte le recenti Alfa Romeo, ad eccezione della Mito, lo hanno adottato dimostrando poi di avere eccellenti doti di stabilità e tenuta di strada. Non ultimo, a molti la nuova soluzione è parsa più una strategia di contenimento dei costi che uno sviluppo dell’intero comparto.
Ma la nonna diceva che non tutto il male vien per nuocere, e aveva ragione! Se però all’anteriore è sparito il quadrilatero alto in favore di un più semplice McPherson seppur profondamente rivisto, al posteriore fa la sua comparsa un raffinato Multilink che garantisce stabilità e allo stesso tempo comfort. A completare il quadro delle innovazioni, c’è lo sterzo attivo denominato “Dual Pinion”. Si tratta di un sistema a due pignoni calettati sulla cremagliera dello sterzo. Uno è collegato direttamente al volante in modo tale da non filtrare le informazioni provenienti dalla strada, l’altro alla servoassistenza collocata all’interno del vano motore, al fine di ridurre il pericolo che questo componente possa invadere l’abitacolo in caso di urto. Non poteva poi mancare l’ormai famoso DNA di casa Alfa Romeo. Il funzionamento di questa specie di manettino è ormai noto ed è praticamente identico a quello della sorella più piccola. Unica innovazione al sistema è data dalla funzione “Pre-fill”, che si attiva automaticamente una volta selezionata la modalità Dynamic. Obiettivo di quest’ aggiunta è quello di fornire immediatamente al pilota la massima potenza frenante, mantenendo l’impianto sempre in pressione e quindi migliorandone la prontezza. Come ciliegina sulla torta che verrà introdotta in seguito, arriverà il primo cambio doppia frizione del gruppo FIAT, che qui verrà denominato “TCT”. Sarà un 6 marce con frizioni a secco, scelta quest’ultima legata ai costi di manutenzione inferiori rispetto alle soluzioni in bagno d’olio. Sarà però reso disponibile solo per le motorizzazioni 1.4TB Multiair e 2.0 JTDM.
Motori ed allestimenti
Com’era ovvio aspettarsi in un momento in cui regna sovrano il concetto di downsizing, la Giulietta si presenta con motori tutti sovralimentati di piccola cilindrata, omologati EURO 5 e con dispositivo “Start&Stop” di serie. Al momento del lancio saranno disponibili 4 motorizzazioni, 2 benzina e 2 diesel. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che la casa di Arese ha deciso di uscire con potenze tra loro opposte.
Sul fronte benzina troviamo l’ormai noto 1.4TB con 120CV ed il 1.4TB Multiair da 170 CV, gli stessi adottati dalla sorella Mito. Per quel che riguarda le versioni gasolio invece, la scelta ricade tra il 1.6 JTDM da 105 CV ed il 2.0 JTDM da 170 CV. Data la situazione quindi, è facile aspettarsi l’introduzione in un prossimo futuro di livelli intermedi di potenza, per entrambe le alimentazioni naturalmente. Ma per i palati più fini Alfa Romeo ha già annunciato l’arrivo dell’allestimento “Quadrifoglio Verde”, che porterà al debutto il 1750 TBi da 235 CV EURO 5 in veste di unico motore disponibile. Quest’ultimo propulsore porta con sé tutto il meglio delle competenze di Fiat Powertrain Tecnologies, compresa la funzione “scavenging”. Dietro questo nome apparentemente oscuro, si nasconde una tecnologia legata all’eliminazione del turbo lag, ovvero quel fenomeno che rendeva i motori sovralimentati, specie se di piccola cilindrata, affetti da un ritardo nella risposta ai comandi dell’ acceleratore. Grazie a particolari soluzioni ed un preciso controllo del moto delle valvole, la prontezza di questo propulsore può essere paragonata a quella di un normale aspirato. Gli Alfisti potranno dunque gioire, la mai dimenticata 147 GTA avrà una degna erede. O almeno sulla carta. Unica nota a mio avviso stonata è che su questa versione non sarà disponibile il nuovo cambio doppia frizione, ma non se ne conosce il motivo. Gli allestimenti offerti al lancio saranno i tradizionali “Progression” e “Distinctive”. Il primo è già abbastanza completo a livelli di accessori ma deve rinunciare alla possibilità di avere i diversi Pack disponibili. Per quanto riguarda il secondo invece la dotazione è completa, anche se farsi tentare dai vari optional potrebbe essere piuttosto semplice. Va sottolineato comunque, che tutti i dispositivi di sicurezza sono di serie sull’intera gamma, comprese cinture anteriori con doppio pretensionatore e sedili anteriori con sistema anti colpo di frusta.
Ultimo verdetto alla strada e alla pista
Questa nuova Giulietta sembra essere all’altezza delle aspettative, ma per un giudizio finale bisognerà aspettare la prova su strada ed il parere del mercato, che potrà averla già dai prossimi giorni. Vi diamo quindi appuntamento alla “prossima puntata”, per una prova che possa dirvi finalmente come si comporta nella vita di tutti i giorni. A breve però, vi racconteremo anche come se la cava in pista, versione “Quadrifoglio Verde” inclusa.
Matteo Zunino
Ulteriori foto della nuova Alfa Romeo Giulietta
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