Ci sono auto che emozionano senza neanche guidarle, basta vederle ferme al semaforo, nella vetrine di qualche concessionaria, o anche solo in una brochure. Non devono essere per forza sportive, costose o raffinate, possono essere anche utilitarie, famigliari, monovolumi, ma hanno in comune una cosa: una linea che fa voltare le teste e strega lo sguardo. Poi ci sono altre auto che non sono così “magiche” e per questo, spesso, vengono snobbate. La i30cw (cw sta per Cross Wagon) appartiene a questa seconda categoria; la linea piuttosto anonima, complice il vecchio centro stile made in Corea (ricordiamo che dalla ix35 in poi le auto saranno disegnate e costruite in Europa e per l’Europa), la accomuna al gruppo delle famigliari compatte senza lodi e senza infamia. In livrea nera (come il nostro esemplare) e con i dovuti cerchi in lega sa appagare. Come è vero che l’auto non sa catturare l’attenzione dei passanti è altrettanto vero che la sue migliori qualità emergono solo dopo un’accurata analisi e dopo i primi chilometri alla guida.
SPAZIO E COMODITA’ ABBONDANO
Ancora dubbiosi ci accomodiamo al volante di questa station wagon. Mettiamo a posto il sedile e ci accorgiamo che questo è ampiamente regolabile in ogni posizione. L’altezza varia di quasi 20cm portando, nella maggiore escursione, la seduta quasi al livello del volante (ideale per le stature più basse), seduta che, peraltro, rimane un po’ alta solo per coloro che amano una guida rasoterra e per quest’ ultimi il bracciolo diventa scomodo, non essendo regolabile.
Ci mettiamo poco a familiarizzare con i comandi: i pulsanti sono raggruppati per funzioni tutte abbastanza intuibili. Ciò che più stupisce è l’abbondanza di vani svuota tasche nel tunnel centrale: un vano chiuso sotto il climatizzatore; un altro aperto davanti al cambio, dove vi sono ben 2 prese 12v o accendisigari e la connessione AUX e USB per la pen-drive; 2 portabicchieri vicino al freno a mano; un vascone sotto il bracciolo centrale. A ciò si aggiungono le tasche-portiere con un portabottiglia ognuna. Guardando in alto davanti alla plafoniera troviamo un portaocchiali con l’interno rivestito in moquette antiscivolo (aumenta la sensazione di qualità). Salendo nei posti posteriori troviamo un ampio divano con 2 comodissimi posti, il 3° centrale invece è infastidito dal tunnel alto e ingombrante e dalla seduta e schienale rigido. Quest’ultimo infatti ripiegato diventa un bracciolo con ulteriori portabicchieri annessi. I viaggi lunghi in 4 non sono un problema anche visto l’abbondante spazio tra le file di sedili. Le ginocchia non verranno mai a contatto con lo schienale anteriore neanche se questo è nella posizione più arretrata.
IN PARTENZA: BAULE FUNZIONALE E RICCO DI SOLUZIONI
Apriamo il portellone e troviamo un bagagliaio grande, ma non molto profondo se caricato fino alla cappelliera. 415 litri, poco più di una Bravo (che non è station wagon), sono comunque sufficienti ad una famiglia competa per le vacanze. Ci stupisce trovare di serie accessori per la ritenuta del carico, offerti da molte concorrenti solo come optional: ganci e reti ferma carico, pozzetti porta guanti e portaombrelli, persino 2 appendiborse. Il divano è frazionato a 2/3 e nella configurazione “tutto giù” libera 1395 litri. Manca però un tunnel passasci.
MOTORE E CAMBIO IMPECCABILI
Mettiamo in moto l’auto. Il motore è l’unità che mi generava più dilemmi: riuscirà un 90cv diesel a spingere dignitosamente quest’auto che a piano carico arriva a pesare ben 1900kg? Beh questo 1.6 CRDi si è rivelato più che ottimo per quest’auto. Accelerazioni dignitose e riprese vigorose fanno venire dubbi sul fatto che sotto il cofano ci siano solo 90cv oppure qualche ventina in più. Il cambio è rapportato ottimamente e solo per questa versione è a 6 marce. Anche nel rapporto più lungo riprendere velocità in autostrada è un gioco da ragazzi. Basti pensare che al ritorno da Ginevra, nelle salite autostradali francesi prima del Tunnel del Monte Bianco, il motore supportava la 6a marcia e manteneva i 110km/h con l’auto a pieno carico e ¾ di acceleratore premuto. Un motore da 5 stelle, che pecca solo nella rumorosità a freddo, ma si rifà alla voce consumi (davvero bassi) e un cambio che presenta qualche impuntamento a motore freddo, ma dopo pochi chilometri si fa preciso e per nulla spugnoso. La meccanica è la vera sorpresa di quest’auto.
TRA LE CURVE SE LA CAVA
Non è l’auto da strapazzare tra le curve o mettere alla frusta tra i cordoli, perche è una station wagon. Beh, vero, allora ci diamo una calmata. Però a volte una soddisfazione ce la si deve togliere, non portarla ai track day certo, ma se capita un misto magari si può affrontarlo con andatura allegra. Noi ci abbiamo provato nelle colline dove passa il rally città di Torino. La Huyndai non disdegna le strade tortuose, la base meccanica c’è, e il reparto sospensioni è più sofisticato di molte concorrenti: Mc Pherson all’anteriore e raffinati multilink dietro (come Golf, Focus). Nel misto il motore viene meno: 90 cv per quanto possano sembrare ottimi in autostrada nel misto danno tutto il possibile senza grandi risultati. L’assieme è comunque convincente: in curva si arriva veloce, si pinza senza che l’auto scomponga, si curva e il posteriore è incollato a terra, il rollio è modesto. Esagerando emergono i grossi limiti che per lo più vengono dai pneumatici a spalla alta /65 che cedono al peso dell’anteriore allargando la traiettoria. Vigila comunque su tutto l’ESP (escludibile) che tira le briglie e lega il motore e ci ricorda che l’auto va scelta per la funzionalità e per la famiglia piuttosto che per le curve “allegre”.
QUANDO VIAGGIARE E’ UN PIACERE
Sia che ci troviamo ad affrontare un lungo spostamento, sia nel casa ufficio la i30cw sa sempre appagare. In città per l’ottima maneggevolezza del cambio, per la frizione leggera e gli ingombri percepibili anche se mancano i sensori di parcheggio . In autostrada dove l’assorbimento delle traversine è ottimo (qui i cerchi da 15” con spalla alta aiutano), la rumorosità è nella media e la sicurezza percepita (anche in panic-stop) è alta. La strumentazione blu ci colpisce, un colore piacevole e rilassante. Per non dar fastidio la radio ha la funzione “dark” che oscura il display continuando a diffondere musica nell’abitacolo. La i30cw sa sempre gratificare e i viaggi più lunghi non sono mai un problema, grazie alla 6a marcia, si scopre che i consumi sono introno ai 19 km/l e, con i prezzi del carburante alla pompa, il portafoglio ringrazia.
OK IL PREZZO E’ GIUSTO!
Arriviamo al capitolo costi, la parte più gratificante dell’auto: 17.290 €, un prezzo decisamente basso per la versione 1.6CRDI 90cv 6m Active Special. Non ci sentiamo di consigliare altre versioni più potenti, poiché con la 116cv si perderebbe il cambio a 6 rapporti in favore del 5 e poi la spinta del 90 cv è più che sufficiente.
La versione da noi provata ha, di serie, una dotazione buona, ma migliorabile, anche se le uniche 2 aggiunte disponibili sono solamente: la vernice metallizzata 460€ e il filtro anti-particolato 500€. All’acquisto sulla vettura sono quindi presenti: 4 alzacristalli elettrici, climatizzatore manuale, comandi audio al volante, computer di bordo, fendinebbia, presa USB + AUX , lettore CD e MP3, portaoggetti refrigerato, sedile guida con regolazione lombare, volente regolabile in altezza e profondità e rivestimento dello stesso in pelle così come il cambio, accessori di ritenuta del carico.
La qualità delle plastiche non è ottima in assoluto, ma buona se consideriamo il prezzo della vettura, molte parti sono rigide al tatto, però l’accostamento dei motivi, l’ergonomia delle soluzioni adottate e il disegno della plancia la rendono, alla vista, molto piacevole. L’assemblaggio è buono: gli scricchiolii non si manifestano neanche nelle strade più dissestate. Manca un climatizzatore automatico bizona, di serie nella versione Dynamic e qui non ordinabile neanche a pagamento. Però il manuale è potente e ha di serie l’utile filtro antipolline.
La dotazione di sicurezza è invece ottima: 6 airbag, ESP+ASR, poggiatesta anteriori attivi, sensori cinture allacciate in tutti e 5 i posti, 3 attacchi ISOFIX per sedili posteriori. E come la sorella berlina è plausibile che la i30cw ottenga le 5 stelle nei crash test Euro NCAP. La garanzia è invece di 5 anni e chilometri illimitati (solo la cugina Kia Cee’d Sport Wagon offre lo stesso), le concorrenti si fermano 2 o 3 anni prima.
Le avversarie oltre alla già citata Cee’d (17.451€) con cui condivide il motore e gran parte dell’allestimento di serie sono la Ford Focus SW (18.901€), l’Opel Astra SW (da 20.251€), la Peugeot 308 SW (da 19.176€), la Renault Megane Sportour (da 19.421€), la Skoda Octavia Wagon (da 21.771€) e la Golf Variant (da 21.751€). Molte più blasonate e rivendibili, ma nessuna che arriva al prezzo della coreana.
Se avete l’obbiettivo di acquistare una auto valida, sicura, funzionale, comoda, con un ottimo rapporto qualità-prezzo e l’intenzione è di tenerla a lungo (la svalutazione è maggiore delle principali concorrenti), la coreana è senz’altro la scelta più oculata, certo bisogna chiudere un occhio su qualche finitura e su una linea non sensazionale, però l’i30cw saprà ripagarvi con vantaggi alla pompa, nell’estensione della garanzia e con una comodità interna da classe superiore.
Mauro Giacometti
Ulteriori Foto della prova su strada della Hyundai i30 CW
Cercate una buona vettura da poter utilizzare in città con disinvoltura, consumi ragionevoli e dal prezzo concorrenziale? Allora la Nissan Pixo potrebbe fare per voi.
La linea non è di quelle che ti fanno impazzire: il posteriore, con quei fari così grandi tanto da riempire buona parte del portellone non è tanto armonico e stona con la linea laterale, piuttosto dinamica grazie alla nervatura nella parte bassa delle portiere ed all’andamento verso l’alto dei finestrini posteriori. Piace invece il frontale, pare che sorrida. Lo so sono forse troppo romantico ma alla vista anteriore, guardandola bene questa Pixo trasmette una sensazione di allegria.
E cosa non meno importante, piace al gentil sesso: i single sono avvisati.
Ottima abitabilità, bagagliaio minuscolo
Stupiscono le cinque porte, veramente comode in città e quando si “caricano” spesso gli amici di sempre. Aprendole si notano delle lamiere piuttosto sottili che non danno certo una grande impressione di solidità e robustezza, così come le cerniere che le sostengono.
Nota positiva è l’abitabilità, ottima per quattro persone nonostante la lunghezza di soli 357 cm; l’unico problema lo possono avere gli spilungoni alti oltre il metro ed ottanta che toccano facilmente l’imperiale e che nei dossi devono stare attenti a non battere la testa.
I sedili, con una stoffa ben fatta, sono rigidi il giusto e non affaticano nei lunghi viaggi autostradali anche se però non sono regolabili in altezza (al contrario del volante) e la regolazione dello schienale non è con la classica manopola ma è a scatti con una leva. Piacevoli i poggiatesta integrati, che danno quel tocco sportivo che non ti aspetti da una citycar e rendono l’abitacolo un po’più giovanile.
Criticabile la scelta di non mettere delle maniglie di appiglio (va bene l’economia ma vetture della stessa categoria le hanno) e la mancata regolazione delle cinture di sicurezza in altezza, dato che per i guidatori “diversamente alti” (ebbene si, rientro in questa categoria) possono infastidire nella zona del collo.
Ma il vero punto dolente è il bagagliaio, davvero piccolo (129 litri) e con una bocca di carica stretta ed alta da terra (ben 80 cm) che costringe a contorsioni non indifferenti, un po’ per sollevare le borse ed un po’ per tenere sollevata la cappelliera, dato che non è collegato al portellone con alcun filo. Per fortuna, Nissan è stata furba ed ha dotato la Pixo (nella versione Active come quella in prova) del divano posteriore reclinabile frazionato in due parti simmetriche, permettendo di aumentare la capacità di carico fino a 774 litri.
Plancia
Un po’ troppo austeri e dalle forme troppo spigolose, gli interni sono caratterizzati da plastiche molto rigide e che si graffiano facilmente, soprattutto nella zona davanti al passeggero. Buona la qualità d’assemblaggio, anche nei punti più critici come la zona superiore del cruscotto che, nonostante fosse composta da numerose (troppe) parti, non presenta disallineamenti o variazioni di spessore delle fessure.
Ben fatti i comandi della climatizzazione, composto dalle solite tre manopole che gestiscono un impianto davvero ben fatto e piuttosto potente, tanto che anche nelle condizioni più umide permette un disappannamento veloce.
Molto semplice il cruscotto, privo di contagiri e termometro dell’acqua e dotato di un indicatore del livello di benzina digitale decisamente impreciso: mi è capitato di rimanere in riserva nonostante pochi chilometri prima avessi a disposizione tre tacche (non riporto le dolci parole pronunciate quando ho letto che la successiva area di servizio era ad oltre 25 km di distanza).
Parecchie le tasche dove poter riporre gli oggetti e le bibite (due davanti ed una per ogni porta posteriormente) e persino illuminato il pozzetto ricavato tra radio e comandi climatizzazione, dotato tra l’altro di gomma antiscivolo. Si nota però l’assenza di un vero e proprio cassetto portaoggetti, dato che la tasca davanti al passeggero nonostante possa contenere molti oggetti non è dotato di sportello, lasciando tutto alla vista dei passanti.
Piccola tutto pepe
Passando all’aspetto meccanico si ha la vera sorpresa. Tutto ciò che non ti aspetti da una vetturetta di questa categoria, la Pixo lo possiede: motore molto allegro, che consente di disimpegnarsi piuttosto facilmente agli incroci e di effettuare sorpassi con la dovuta sicurezza. Ovvio, non è una mostro di coppia e forse i rapporti sono un po troppo lunghi, però per essere un 1.0 a tre cilindri è piuttosto graffiante. Anche i consumi si sono rilevati abbastanza bassi, con una media di 16 km/l si compete ad armi pari con le altre “tre metri e mezzo”. A voler proprio trovare l’ago nel pagliaio, c’è da far notare che il serbatoio dalla capienza non eccelsa (35 litri dichiarati) costringe a frequenti soste dal benzinaio ed alla lunga stanca.
Il reparto sospensioni è un buon compromesso tra rigidità e comfort: i curvoni presi in allegria non impensieriscono più di tanto nonostante rollio piuttosto accentuato e l’assenza dell’ESP, mentre i dossi ed i crateri stradali vengono digeriti senza troppi scossoni.
Ovviamente in città la piccola della Nissan da il meglio di sè, soprattutto grazie alle ridotte dimensioni che permettono di introfularsi ovunque e di non stressarsi alla ricerca di un parcheggio che, in una metropoli come Torino dove la prova è stata effettuata, è sempre un dramma: è veramente una soddisfazione aspettare che il Pincopallino di turno si demoralizzi nel tentar di far entrare il suo SUV in 4 metri di spazio e poi piazzarsi al suo posto con due sole manovre grazie anche all’ottima visibilità.
Inoltre il motore al minimo è silenziosissimo, tanto che si fa fatica a capire se sia acceso o meno, e nonostante sia un 3 cilindri le vibrazioni non disturbano mai.
Nei percorsi extracittadini si apprezza il cambio che permette passaggi di marcia piuttosto veloci grazie alla ridotta escursione della leva ed alla frizione morbida, anche se ogni tanto è soggetto a qualche impuntamento soprattutto nelle scalate più decise. Se mai doveste capitare in autostrada non vi preoccupate: per percorrenze fino a 200 km non ci sono problemi, ma oltre i fruscii provenienti dagli specchietti ed il rumore del rotolamento degli pneumatici potrebbero stancarvi facilmente; d’altronde non è di certo fatta per questo. Non convincente lo sterzo, troppo duro in manovra ed impreciso alle velocità più alte, tanto da dover ricorrere a numerose correzioni che rendono la guida meno fluida.
Sempre all’altezza i freni, che anche se strapazzati hanno mostrato spazi di arresto non eccelsi ma costanti e dalla buona modulabilità fino all’intervento dell’ABS.
Buon prezzo
Il trio Peugeot 107, Citroen C1, Toyota Aygo e la Kia Picanto a parità di allestimento ed accessori vengono a costare tutte di più, addirittura oltre i 10000 euro. L’unica ad avere un costo simile è la Dacia Sandero, mezzo piuttosto valido ma dall’aspetto un po spartano.
Quindi tirando le somme, questa Pixo è conveniente dal punto di vista economico, si guida bene in città, ha un motore reattivo e non consuma tanto. Se chiudete un occhio sulla qualità di qualche materiale e su qualche lacuna nell’equipaggiamento, questa Nissan Pixo è sicuramente appetibile ed a vostra misura.
Roberto Mellace
Scheda Tecnica
Prezzo
Cilindrata
CO2
Kw/CV
Coppia Max
(Nm/giri min)
Peso (Kg)
Velocità
Accelerazione
(0-100 km/h)
Consumo (l/100 km)
9.041
996
103
50/68
90/3400
855
155
14.0
4.4
Dimensioni: (cm)
Bagagliaio (dm3)
Passo (cm)
Serbatoio (L)
Consegna
Crash Test
Lunghezza
Larghezza
Altezza
Vettura
Bambini
357
160
147
129/750
236
35
nd
nd
nd
Equipaggiamento
VERSIONE ACTIVE:
ABS con EBD e sistema di assistenza alla frenata - airbag frontali - airbag laterali - servosterzo - volante regolabile in altezza - immobilizer - sbrinalunotto - cinture di sicurezza con pretensionatori- agganci Isofi x per seggiolini - 4 portabicchieri (2 ant & 2 post) - cerchi in acciaio da 14" - chiusura centralizzata con telecomando - alzacristalli elettrici anteriori - specchietti e maniglie
in tinta carrozzeria - radio con lettore CD/MP3 - fendinebbia anteriori - sedili posteriori reclinabili 50:50
La compatta di Volvo si rifà il look per tornare a conquistare l'Europa, non solo con un'accattivante aspetto esteriore, ma anche con un'anima giovane ed inaspettatamente divertente...
Tutto cominciò circa un anno fa. Dopo anni di dominio del 1.9 Multijet all’interno del gruppo FIAT, finalmente era in arrivo un po’ di novità. Anche se non si trattava di una rivoluzione, bensì di un bell’aggiornamento. E l’uomo si sa, mediamente per queste cose è curioso. Figuriamoci poi un autoappassionato. Abbiamo quindi deciso di mettere la nuova creatura alla prova. Il tempo è quindi passato, insieme ai chilometri. Siamo ormai arrivati a quota 25000.
Nelle logiche imprenditoriali vige una regola ferrea. Non ci si può permettere di affidare anni di lavoro alla volatilità di un breve periodo. Questo impone di continuare ad aggiornare i propri prodotti in modo da tenere alto l’appeal del pubblico, in modo che gli obiettivi delle telecamere non vengano mai spenti. Di qui nascono i sempre più frequenti face lifting, restyling, upgrade e chi più ne ha più ne metta. La cosa importante è il miglioramento continuo. Anche per questo motivo gli allestimenti più pregiati e i motori più prestanti non sempre sono ordinabili già al momento del lancio.