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Mar08

Peugeot 508 RXH: impressioni di guida

Uno sguardo al futuro di Vincenzo Attamante Categoria : Peugeot, Prove su strada

Peugeot 508 RXH: impressioni di guida

Il futuro dell’auto secondo Peugeot? L’ibrido diesel, non c’è dubbio. E così, dopo il lancio ufficiale sulla 3008 ibrida (da noi provata a Dinard, in Bretagna), l’innovativo propulsore 2000 HDi FAP HYbrid4 (prima motorizzazione full ibrida diesel al mondo) sbarca anche sulla nuova 508 RXH.

“Sbarca”, si, perché il nostro itinerario di prova prende il via da Marsiglia, per poi perdersi (anche questa volta nel vero senso della parola!) all’interno dell’affascinante cornice del parco nazionale del Luberon: tra i massicci viola dipinti da Cézanne e incantevoli tenute vinicole in grado di folgorare anche il più spudorato dei broker londinesi (per chi, come me, fosse rimasto sedotto dalla bellezza esotica di Marion Cotillard in "Un'ottima annata").

 

Trucco impeccabile

Carreggiate allargate di 40 mm ed altezza da terra aumentata di 50 mm, inserti color grigio satinato che circondano nella parte bassa l’intero corpo vettura: ecco come si presenta la nuova 508 allroad agli occhi degli appassionati. Lievi ma efficaci migliore, come i nuovi proiettori a LED che arricchiscono la calandra di tre elementi verticali assimilabili a degli artigli, conferiscono alla vettura un linguaggio al contempo deciso e seducente, perfettamente in linea con i nuovi codici stilistici della Casa del Leone.

Il risultato non lascia adito a dubbi: l’RXH è bella e convince, sin dal primo sguardo. Tanto da farmi pensare che saranno pochi i clienti che chiederanno di provarla prima dell’acquisto: si tratta, infatti, di un’auto “magnetica”, di quelle che è sufficiente guardare per pochi minuti, per desiderarne subito una. Anche il prezzo di vendita è all’insegna della competitività: 43.000 €. Non sono pochi, è vero, ma si acquista un’auto dove quasi tutto è di serie, che si candida a rappresentare il nuovo top di gamma del Marchio d’oltralpe.

Al volante

Una volta impostato il navigatore (la nostra destinazione è l’incantevole Château La Coste, Le Puy-Ste-Réparade) e trovata la propria posizione di guida ideale, grazie alle numerose regolazioni elettriche dei sedili in pelle di ottima fattura, premiamo il pulsante d’avviamento alla sinistra del volante e il 2.0 litri diesel da 163 CV e 300 Nm prende vita silenziosamente. Così l’unità elettrica nascosta sotto il piano di carico, in grado di trasmettere ulteriori 37 CV e 150 Nm di coppia massima alle ruote posteriori (il termico agisce solo sull’asse anteriore), e così garantire, all’occorrenza, un surplus di motricità. Beneficiano della presenza dell’elettrico non solo le prestazioni ma anche i consumi e le emissioni di CO2. I primi si attestano, nel ciclo misto, attorno a quota 4 l/100 km; le seconde sono limitate a 107 g/km.

Superato il centro abitato di Manosque, dopo aver avere apprezzato le ottime doti da passista della 508 RXH nei percorsi autostradali ed esserci compiaciuti per la grande fluidità di marcia che l’accoppiata cambio – “Manettino” (entrambi in modalità automatica) è in grado di garantire, è giunto il momento di distrarre per un attimo l’occhio dai consumi e ruotare su Sport la manopola collocata nella consolle centrale.

Ed è proprio a questo punto, tra le curve che da Manosque conducono fino ad Apt, che emergono i deficit di sportività della RXH. Nel misto stretto una leggera cedevolezza dell’assetto porta alla luce un rollio piuttosto marcato e, se si forza l’andatura, il sottosterzo non tarda a manifestarsi. La percezione degli stessi all’interno dell’abitacolo non è mai tale da pregiudicare la sensazione di sicurezza di guidatore e passeggero (l’elettronica è sempre vigile e fa la sua parte), ma certamente non induce a scoprire i limiti dinamici della vettura; semmai a ricollocare la manopola su Auto e tornare a godersi la guida in souplesse, che poi è quello per cui la 508 RXH è stata studiata.

Anche sul cambio permane qualche perplessità: rapido nello scalare in modalità manuale, il robotizzato sequenziale a 6 marce (ad attuatori elettro-idraulici) sembra “assorbirsi” gran parte della coppia motrice nel passare al rapporto superiore. A sua discolpa c’è il forte contenimento dei pesi, e dei costi (!), rispetto alla più moderna tecnologia a doppia frizione: con ogni probabilità gli elementi che hanno fatto propendere i “cugini” ingegneri per la scelta del manuale automatizzato.

Tirando le somme

La 508 RXH è una vettura che affascina, e alla quale va riconosciuto il merito di aver tradotto in realtà quello che molti aspettavano: l’introduzione di un propulsore ibrido-diesel su una vettura di successo come la 508 SW, con in più l’aggiunta del sistema 4WD. Si candida, dunque, a rappresentare una valida alternativa per quanti, scendendo da un crossover o da una station della concorrenza, siano incuriositi dall’acquisto di un’auto “tecnologicamente avanzata”, che unisce il contenimento dei consumi nel casa-ufficio all’affidabilità della trazione integrale per i week-end sulla neve con la famiglia o gli amici.

Un’auto vincente, nel lungo periodo, che si rivolge a una clientela ampia e variegata: a chi, nell’auto, cerca una valida compagna per tener testa agli impegni quotidiani, nel rispetto dell’ambiente e beneficiando dei bassi costi di gestione che questa sa garantirgli. Anche a costo di qualche sacrificio in termini di puro divertimento di guida.