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PROVA SU STRADA: HONDA CR-V
Il SUV nipponico dalla griffe italiana di Vincenzo Attamante Categoria : Honda, Prove su strada

| POSIZIONE DI GUIDA |
GRAFICA SISTEMA AUDIO |
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SISTEMI DI SICUREZZA |
RUMOROSITA' MANIGLIE |
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INSONORIZZAZIONE |
ASSETTO MORBIDO |
D’origini nipponiche, nata e cresciuta in Inghilterra, ama vestire all’italiana. Letto così potrebbe sembrare l’identikit di una giovane studentessa di Cambridge, invece è il ritratto dell’auto che abbiamo appena testato: l’Honda CR-V, nell’edizione limitata by Harmont&Blaine.
La vettura, riservata al mercato italiano, è il frutto della collaborazione tra la Casa giapponese e la nota azienda d’abbigliamento napoletana, caratterizzata dalla griffe del “Bassotto”. E allora eccolo comparire, con le sue quattro corte zampette, sul portellone del bagagliaio e sui montanti laterali della vettura; per poi ritrovarlo, all’interno dell’abitacolo, inciso a fuoco sulla pelle marrone scuro dei poggiatesta anteriori, perfettamente abbinata alla livrea bianco perla dell’auto in prova.
E l’Inghilterra, direte voi? Beh, se gli Europei delocalizzano per abbattere i costi della manodopera [non tutti a dire il vero], i Giapponesi producono in Europa per avvicinarsi il più possibile ai gusti dei palati fini del Vecchio Continente. E, infatti, forte del lusinghiero risultato commerciale ottenuto, Honda ha recentemente confermato che sia la nuova Civic che la prossima generazione del crossover CR-V saranno assemblate presso l'Honda Manufacturing UK di Swindon, nella contea di Wiltshire.
Mise da passerella
Canto del cigno della terza generazione CR-V, la limited edition by Harmont&Blaine si caratterizza già nell’aspetto per la sua forte vocazione stradale. Ruota di scorta ancorata al portellone del bagagliaio e plastiche nere dei paraurti inferiori sono appannaggio dei tempi che furono: la prima, in verità, abbandonata già dal 2007, le seconde con il restyling m.y. 2010.
Come la studentessa di Cambridge che, nel suo bianco vestito da festa, ricca di accessori glamour e con la giusta scarpa col tacco, archivia le esuberanze da teenager e si prepara all’ingresso in società, questa CR-V tira fuori la sua anima seducente. Luci bixeno con lavafari, lunotto e vetri laterali posteriori oscurati, ampio tetto panoramico, cerchi in lega da 18’’, specchietti retrovisori con freccia integrata ripiegabili elettricamente e riscaldabili e telecamera di ausilio al parcheggio posteriore, sono solo alcuni dei tanti optional presenti di serie in questo esclusivo allestimento.
All’interno climatizzatore automatico bizona, volante in pelle a tre razze con comandi audio integrati, specchietto di conversazione/controllo bambini seduti nei sedili posteriori, sedili anteriori riscaldabili, sistema audio e navigazione con schermo touchscreen. Insomma tutto ciò che si possa desiderare da un crossover per sentirsi coccolati quando ci si mette alla guida.
Anche se proprio nei contenuti multimediali, dove ci si aspetterebbe di veder emergere il miglior spirito “made in Japan” dell’Honda, la CR-V inciampa per la prima volta: la grafica del navigatore non è all’altezza del contesto, sgranata e tutto sommato poco intuitiva, così come quella del sistema audio. Il tutto ben sintetizzabile nella frase di un amico che, nel vedere quest’ultima schermata, ha sentenziato: “Sembra quella della PlayStation 1 se utilizzata come lettore CD. Solo che la PS1 è stata lanciata nel ’94!”. Insomma, non proprio un complimento.
Sistemi di sicurezza all’avanguardia
La proverbiale familiarità dei giapponesi con la tecnologia, tuttavia, non tarda ad emergere: alla grafica deludente dell’interfaccia video del navigatore e sistema audio fa da contraltare l’altissimo livello di tecnologie orientate a garantire la sicurezza a bordo.
L’auto dispone, infatti, oltre che del sistema di controllo di stabilità (VSA), dell’Adaptive Cruise Control (ACC) e del Collision Mitigation Brake System (CMBS). Il regolatore di velocità adattivo permette, grazie a un sistema radar di controllo che dialoga con freno e acceleratore, di mantenere automaticamente la distanza di sicurezza dal veicolo che ci precede; il sistema anticollisione, invece, invia una serie di avvertimenti al conducente se la distanza dal veicolo davanti a noi si riduce al di sotto del livello di sicurezza. Se la situazione si fa critica, poi, applica una frenata decisa e tende le cinture di sicurezza anteriori per attutire l’urto.
Entrambi i sistemi sopra illustrati, nell’utilizzo su strada, non hanno certo deluso le aspettative, anzi: rilevato il veicolo che ci precedeva a velocità inferiore rispetto alla nostra, l’intervento sul pedale del freno è sempre stato dolce e rassicurante. Alla guida della CR-V, pertanto, non si è mai attanagliati dall’atroce dubbio “frena o non frena da sola?”, ma anzi invogliati a lasciar gestire in automatico alla vettura anche i rallentamenti autostradali dovuti a restringimenti di carreggiata o altro. Complice la buona accoppiata motore-cambio automatico, anche il recupero della velocità di crociera avviene senza strappi e senza esitazioni. Unico neo, ad essere pignoli, qualche lieve rallentamento ingiustificato a causa dell’interferenza, nei curvoni autostradali verso sinistra, degli autoarticolati presenti ad esterno curva: la loro mole imponente, rilevata dal radar, fa sì che il cruise control adattivo intervenga sull’impianto frenante, per poi accorgersi repentinamente che il mezzo individuato non ostacola in alcun modo il nostro percorso, essendo su un’altra corsia. Una possibile soluzione a questo problema potrebbe essere mutuata dal sistema di orientamento automatico degli anabbaglianti anteriori AFS (Active Front Lighting), peraltro presente sulla vettura in prova; così da garantire una perfetta lettura della carreggiata anche nei tratti di autostrada meno rettilinei.
Silenzio: si viaggia… in punta di piede
Comfort acustico da top di gamma e un propulsore diesel elastico e parco nei consumi, che si sposa perfettamente con il cambio automatico a 5 marce presente sulla vettura in prova: questi i principali punti di forza dell’Honda CR-V. Sin dai primi metri, infatti, si apprezza la rumorosità di marcia molto contenuta: merito dell’impiego massiccio di pannelli fonoassorbenti e delle efficaci guarnizioni. Soddisfacente la chiusura delle portiere anteriori, morbida e silenziosa, da vera vettura premium; peccato per quelle posteriori, dove la sensazione di solidità risulta in qualche modo intaccata dalla rumorosità delle maniglie.
L’elastico turbodiesel 2.2 i-DTEC da 150 CV di potenza e 350 Nm di coppia massima si distingue anch’esso per il tono di voce sommesso, anche a freddo, e per la quasi totale assenza di ruvidità. Caratteristica, quest’ultima, che condivide con il cambio automatico, un “normale” (nell’epoca dei doppia frizione) convertitore di coppia che brilla per la pulizia degli innesti e per l’assenza di particolari ritardi nella risposta alle sollecitazioni dell’acceleratore. Sono sufficienti pochi metri con il piede felpato sul pedale del gas per iniziare ad apprezzarne la dolcezza e la perfetta sintonia con il motore cui è associato. Quando la pressione sul pedale si fa più decisa, poi, il cambio scala una o due marce: giusto il tempo per il solito apprendistato, necessario per entrare in sintonia con la centralina che ne regola il funzionamento, e non è difficile ottenere dalla trasmissione il rapporto e lo spunto desiderati.
Se si aumenta un po’ il ritmo nel misto stretto, la macchina reagisce prontamente agli input del conducente e, se si sfrutta a dovere la generosa coppia del propulsore diesel, ci si può togliere anche qualche soddisfazione. Nella guida in surplace l’assetto fa bene il suo dovere e assicura un buon assorbimento delle asperità; se si forza l’andatura nel misto ampio, però, il peso della vettura e la più elevata velocità d’inserimento in curva fanno emergere una tendenza al coricamento abbastanza accentuata, specie sull’anteriore.
Artefici di un comportamento dinamico non sempre proverbiale, oltre all’assetto un po’ morbido ad andature sostenute, il cambio automatico, restio a scalare le marce anche in modalità D3 (leggi Sport) e i pneumatici all-season “Dunlop Grandtrek” che, di fronte alle fredde temperature del manto stradale, in più occasioni non si sono rivelati all’altezza della situazione: non in grado, cioè, di fornire quella sicurezza su strada che l’acquirente medio di un crossover non solo pretende di avere, ma esige. Facile soluzione al problema, neanche a dirlo, un bel treno di gomme invernali “dure e pure”, quelle con i fiocchi di neve e piccole montagne stilizzate sulla spalla del pneumatico, per intenderci.
Ci mancherà?
Sì, ci mancherà la CR-V… al punto da farmi richiedere un preventivo per l’acquisto della vettura in prova.
Perché tra tecnologia orientale, aplomb britannico ed eleganza italiana, il crossover con gli occhi a mandorla convince: nel look, elegante e sportivo, e nella ricca dotazione di serie che vi accoglie una volta seduti al posto guida. Persuade nell’adozione di sistemi di sicurezza all’avanguardia, nei consumi parchi, nella quiete all’interno dell’abitacolo, nella perfetta posizione di guida (gli altri crossover giapponesi se la sognano e insieme a loro anche qualche tedesco). Non ultimo nel prezzo: 33.700 € per la versione L.E. H&B Plus che abbiamo avuto in prova. Anche se, come sempre, i prezzi di listino sono destinati a lievitare nella configurazione del proprio veicolo “ad personam”, ahinoi! E così se si mette mano alla lista degli optional, per allestire una vettura paragonabile alla “nostra”, si possono superare tranquillamente i 35.000 €. Prezzo cospicuo, non c’è dubbio, ma perfettamente in linea con quello delle sue dirette concorrenti: tre connazionali (Toyota RAV4 Crossover 2.2 D-CAT 150CV Executive, Nissan Quashqai 2.0 dCi 4WD Tekna e Mazda CX-7 2.2 Diesel 173CV) e un’americana (Ford Kuga Titanium 2.0 TDCi 163CV Powershift).
Tanto più che, se non siete dei modaioli della peggior specie e nelle auto siete abituati a guardare alla sostanza, potreste approfittare dell’imminente debutto sul mercato della nuova CR-V m.y. 2012 per “strappare” un prezzo da saldo al vostro venditore di fiducia: vi metterete in garage un’auto senza dubbio accattivante, che non teme la concorrenza e che anche sotto il profilo stilistico ha ancora molto da dire.
Rubrica | di approfondimento
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