Menu
Mag31

Prova su strada: Kia Sportage R

Puntare in alto di Massimo Buonocore, Foto - Alessandro Altavilla Categoria : Prove su strada - Test Drive, Kia, Kia, Prove su strada

Prova su strada: Kia Sportage R

In mano ho un telecomando marchiato Kia, attaccato al quale c’è una “R” rossa, numerata. Nel parcheggio mi aspetta una Sportage.

La sua linea è inconfondibile: sguardo cattivo, grazie alle luci diurne a LED e alla grande bocca della mascherina. Fianchi muscolosi e slanciati dalla linea di cintura alta che sale verso la coda, dove i finestrini posteriori si assottigliano; coda alta e raccolta. A renderla ancora più affascinante, quattro bei cerchi da 18 pollici lucidati a specchio, grandi, ma in perfetta armonia con il corpo del SUV coreano. Sulla mascherina c'è un elemento in più rispetto a una normale Sportage: la stessa R rossa che ho come portachiavi, infatti, campeggia sulla presa d'aria del motore; è un dettaglio, ma stuzzica la mia immaginazione. La smart key è una comodità, con la chiave in tasca mi avvicino alla vettura e posso aprire le portiere semplicemente tirando la maniglia.

Camera con vista

Gli interni in pelle sono belli alla vista e al tatto oltre che comodi. Trovo subito la corretta posizione di guida: non sono troppe le regolazioni disponibili del sedile, ma bastano per essere a proprio agio. Premo sul pulsante start e il motore prende vita in contemporanea al sistema di navigazione, questo in un attimo si connette via bluetooth al mio smartphone ed alla relativa rubrica; non solo, in modalità "media" il sistema riproduce tutti i file Mp3 che ho sul telefono. Non male. Al centro del tunnel, dietro la leva del cambio automatico, c'è una targhetta col numero dell'esemplare di cui sono alla guida: questa Sportage è una serie limitata! Sulla plancia, dal lato passeggero, campeggia la stessa R rossa del portachiavi e della mascherina, quasi a distogliere l'attenzione dai materiali di cui sono composti il fascione centrale della plancia stessa, i pannelli porta ed il tunnel centrale, purtroppo non così appaganti e piacevoli al tatto come la parte superiore. A parte questa piccola caduta di stile, ad ogni modo, le finiture sono buone.

Imposto la temperatura del clima automatico dual zone, sperando che questo riesca a soddisfare anche chi occupa i sedili posteriori, nel caso in cui capiti di dover trasportare degli amici. Le bocchette di aerazione per la seconda fila, infatti, non sono presenti. Alla peggio sfrutterò l'ampio tetto panoramico apribile elettricamente per distrarre i compagni di viaggio e rinfrescare loro le idee. Ed anche le loro gole, giacché nonostante i numerosi vani porta bottiglie o bicchieri e l'ampia cubatura del "pozzetto" sotto il bracciolo centrale, non c'è a disposizione un vano refrigerato. In un paio di manovre comode, grazie alla telecamera posteriore abbinata ai sensori posteriori ed anteriori, sono fuori dal parcheggio, pronto per mangiare qualche chilometro.

Sportiva liscia

Il cambio automatico sequenziale a 6 rapporti asseconda con fluidità i 184 cavalli di cui dispone questo motore 2.0 CRDi, un turbodiesel con ben 383 Nm di coppia massima disponibili da 2.500 giri: una piacevole spinta che abbiamo già avuto modo di incontrare, essendo questa l'unità che equipaggia anche la cugina Hyundai iX35, a livello meccanico gemella della Sportage R. I consumi del "cuore condiviso" si attestano in 7,2 litri/100km in circuito combinato, 9,1 l/100 km in città e 6,1 l/100 km in extraurbano.

La cambiata è fluida e veloce in Drive; provo a spostare il selettore su +/- per gestire manualmente i rapporti, ma la spugnosità in scalata del comando e l'indole non troppo corsaiola della vettura (non scordiamoci che la Sportage è pur sempre un SUV lungo 4,44 metri e pesante 1.800 kg circa) mi fanno desistere: meglio tornare sulla rassicurante e piacevole "D". Carattere, questo, che emerge anche in frenata, dato che il pedale centrale risulta un po' spugnoso se premuto con forza, ma la frenata, comunque, è accettabile.
In poco più di 11 secondi la singola turbina a geometria variabile ci porta a cento chilometri orari partendo da fermi, e la velocità massima dichiarata è di 195 km/h. Regna in ogni condizione un piacevole silenzio, garantito dall'ottima insonorizzazione dell'abitacolo: in Kia stavolta vogliono fare sul serio.

Andare a prendere l'aperitivo, passando per uno sterrato

Intravedo una strada piena di curve: è qui che voglio divertirmi! La Sportage R mi fa subito sentire a mio agio: riesce a seguire i cambi di direzione in maniera dinamica, senza tradire mai. Sottosterza quando si spinge, forse proprio per questo può rassicurare chiunque la guidi in maniera più "frizzante". E' morbida, il giusto. Le curve passano veloci, senza procurare grattacapi, quando sulla destra una strada sterrata mi chiama: beh, in fondo è un fuoristrada. Ha la trazione integrale, il sistema di controllo di trazione TCS, il sistema di controllo della stabilità ESC, il sistema elettronico di assistenza alle partenze in salita HAC e quello per il controllo della vettura in discesa (DOWHILL CONTROL SYSTEM); perché non strapazzarla?

Intravedo dal lunotto posteriore il polverone che sollevo al mio passaggio, ma davanti la strada è molto chiara: buche, dossi, curve a gomito e pozzanghere profonde. Nulla di tutto ciò mi preoccupa, anzi. Non esito a tenere giù quando, tra un cambio di direzione e un avvallamento, la Sportage R "si siede" e mi invita a controsterzare: i controlli elettronici (viva chi li ha inventati), ma soprattutto il differenziale a gestione elettronica Dynamax AWD (un sistema che raccoglie le informazioni dinamiche di diversi parametri e in base ad esse elabora in anticipo il trasferimento di coppia alle ruote posteriori) mi aiutano nel riportare in carreggiata la vettura, ancor prima che mi prenda il batticuore. E allora giù il piede e continuo a divertirmi senza problemi, finché la strada non torna d'asfalto. Peccato non dover affrontare tutti i giorni una prova speciale di qualche chilometro su sterrato per tornare a casa dal lavoro, vien voglia di cambiare casa...

Ritorno alla realtà

Se comprassi questa Kia Sportage R sono sicuro che sparirebbe spesso dal garage, vittima del "furto" ad opera di... mia moglie! La linea accattivante piace, anche a lei; la sua unica preoccupazione è svanita quando ha scoperto che lo Smart Parking System, una volta trovato parcheggio, compie automaticamente la "difficilissima" manovra. E allora non rappresenta più un problema neppure il fatto che, caricando il passeggino nel bagagliaio, lo spazio restante per lo shopping non sia eccezionale: la soglia di carico è molto alta a causa della ruota di scorta in lega da 16 pollici. Forse potrebbe rappresentare un difetto agli occhi della mia consorte la visibilità in ingresso di rotatoria, compromessa a causa dello specchietto esterno sinistro molto grande che oscura chi sopraggiunge con precedenza. Ma credo che neppure questo potrebbe farla desistere.

Niente accessori

La Sportage R viene offerta in quattro colorazioni: grigio scuro "dark gun", nero "black pearl", grigio chiaro "machine silver" e bianco "cassa white". Per i primi tre c'è da aggiungere un sovraprezzo di 610 euro, per il bianco nessun costo aggiuntivo a quello di base.

Quello per i colori particolari è l'unico esborso aggiuntivo rispetto al prezzo di vendita. Certo, perché tutti i dispositivi e allestimenti sopra descritti sono di serie sulla Sportage in configurazione R. E' anche vero che il prezzo a cui viene proposta, 37.000 euro, giustifica tutti gli accessori presenti, offerti come segno distintivo di questa serie limitata insieme alla R rossa. E compresi ci sono anche gli ormai noti 7 anni di garanzia offerti da Kia per tutte le sue vetture in commercio. Dunque questa Sportage R sarà un'astuta mossa del marketing Kia, per mettere in vetrina il gioiello più brillante e costoso al fine di attirare chi, poi, sceglierà quello simile ma meno pregiato? Probabilmente sì, ma l'idea ci piace, perché mette in risalto il potenziale che questa vettura ha.

 

  • Tags: Kia Sportage, Massimo Buonocore