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Prove su strada
PROVA SU STRADA: RENAULT CLIO R.S. GORDINI
Un gradito schiaffo al downsizing di Matteo Zunino Categoria : Renault, Prove su strada

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PERSONALITÀ INTERNI |
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TELAIO |
COMFORT |
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PIACERE DI GUIDA |
SOSTEGNO LATERALE SEDILI |
In un momento buio per l’economia e con i prezzi dei carburanti alle stelle, la decisione di acquistare una piccola peste da 200 cavalli diventa sempre più impegnativa. Per giustificare a noi stessi la scelta di una simile auto, l’unica via non può che essere quella della passione. Il giocattolo da comprare deve colpire il nostro cuore, il nostro sguardo, la nostra mente. Con la Clio R.S. Gordini, Renault cerca di fare centro su tutti questi aspetti, offrendo una vettura praticamente priva di compromessi, con un 2 litri aspirato da 203 CV e 215 Nm di coppia. Il risultato? Un mastino ululante, con un anteriore dal grip infinito e la ruota interna sempre in aria quando è ora di curvare, quasi volesse marcare il territorio ad ogni sterzata dicendo: qui comando io, sono la migliore.
Sobrietà? No grazie
Non appena si posa lo sguardo su questa Clio, la prima impressione è che Renault non abbia fatto assolutamente nulla per far passare inosservata la sua creatura. La vernice speciale “Blu Malta”, accoppiata alle due bande bianche che corrono in senso longitudinale su tutta la vettura, la rendono quanto meno appariscente, ma allo stesso tempo molto incisiva. Il contrasto cromatico è ripreso anche nel paraurti anteriore che, oltre a presentare una generosa apertura per alimentare motore e radiatori, incorpora un deflettore aerodinamico verniciato in bianco e dal disegno ondulato.
Se però tutti questi dettagli non fossero sufficienti a suggerirvi l’indole della macchina, al posteriore trova posto un vistoso estrattore delimitato da due lucenti scarichi. I parafanghi poi sono stati allargati di 30,5 mm ciascuno, quelli anteriori al fine di integrare un sfogo per il calore generato dai freni maggiorati. L’aria è quella di una vettura pronto pista, di una kit car vecchia scuola. La sostanza? C’è tutta.
L’ambiente interno, per contro, si presenta decisamente meno caratterizzato dal punto di vista della sportività, lasciandosi solo tentare da una cuffia del cambio blu con pomello marchiato “Gordini” ed una targhetta, posta proprio sotto il freno a mano, con il numero di serie del modello. Saliti a bordo si viene accolti dall’abbraccio nemmeno troppo “caloroso” dei sedili in pelle nera con fianchi blu, comodi ed abbastanza contenitivi ma che obbligano ad una seduta piuttosto alta. Guardandosi intorno poi, a parte la già citata leva del cambio e la pedaliera in alluminio, nulla distingue questa sportiva in miniatura dalle altre Clio.
Dal punto di vista della disposizione dei comandi e della qualità percepita la sobrietà che si respira nell’abitacolo non è un male. Ma se l’accento si sposta sulla sportività, l’emozione suscitata dall’esterno inevitabilmente si affievolisce. In questo senso i designer francesi avrebbero potuto (meglio, dovuto) impegnarsi di più: si tratta di una versione speciale destinata a chi cerca la sportività. Perché non osare maggiormente dunque? Un paio di sedili a guscio – di cui, peraltro, sono oramai equipaggiate tante avversarie – certamente avrebbe migliorato l’atmosfera percepita.
Comoda o incisiva? Estrema, ovvio.
Una volta premuto il pulsante “Start”, tutte le riflessioni fatte sugli interni svaniscono ed il cuore torna a battere. Forte. La Clio R.S. Gordini vi dà il suo personale benvenuto con un rombo profondo ma non maleducato, facendovi subito capire di che pasta è fatta: guidami dieci minuti e ti dimenticherai di tutte quelle critiche da femminucce sui sedili, sulle plastiche e la caratterizzazione sportiva. Io sono fatta per andare forte, più forte degli altri. Il resto non mi interessa. La frizione relativamente leggera, unita ad un cambio dalla corsa corta e dagli innesti contrastati ma precisi, dà poi una chiara idea della cura messa dai tecnici francesi nella ricerca del piacere di guida: ogni comando ha la giusta consistenza,è progettato perché il pilota possa dirigere al meglio quella maestosa sinfonia meccanica di ingranaggi che è la Clio R.S..
Non appena ci si mette in movimento, comincia a trapelare il carattere senza compromessi di questa Clio, che mostra un assetto rigido ed uno sterzo molto preciso, solo un po’ vago nei piccoli input intorno alla zona centrale. Il motore, nonostante la prontezza nel rispondere ad ogni flessione del piede destro, è incredibilmente sfruttabile e progressivo. ”.
Volendo adottare una guida fluida e rilassata – perché, diciamocelo, andare sempre come se si stesse fuggendo dall’Apocalisse su questa Clio è consigliato, ma non obbligatorio – basta sfiorare i vari pedali per muoversi dolcemente e senza scatti. La Clio R.S. Gordini sa anche essere una civile automobile da passeggio, eccezion fatta per l’assetto che non fa dell’assorbimento delle sconnessioni il suo punto forte. La situazione, poi, è ulteriormente compromessa dal pacchetto “Telaio Cup” presente sul nostro esemplare, che rende ancora più affilato l’handling della piccola peste francese.
L’anima teppista di questa Renault, insomma, viene fuori solo quando la si cerca. Non appena il pedale dell’acceleratore si avvicina al fondo corsa, il rumore che prima era di sottofondo pervade l’abitacolo con una melodia di aspirazione e scarico: oltre i 5000 giri/min la Gordini si scatena, sfidando il pilota a sfruttare tutti i suoi 203 CV e i limiti di tenuta straordinari. In prossimità del limitatore, proprio quando sarebbe il momento ideale per passare al rapporto superiore, un cicalino vi avvisa che è ora di intervenire sul cambio. Dovrete essere molto veloci però, perché la fame di giri di questo 2 litri aspirato è fantastica e – almeno nelle prime due marce – la probabilità di sbattere sul limitatore è alta.
Facendo bene il vostro dovere la Clio R.S. Gordini raggiunge i 100 Km/h in appena 6,9 secondi, fermando la sua corsa a 225 Km/h. Affrontare una strada di montagna non troppo dissestata in compagnia di questa teppista d’oltralpe, è un’esperienza da consigliare come cura per la depressione: scendere senza sorriso sulle labbra è molto difficile, se vi piace il genere. E vi piacerà il genere, fidatevi. Il mix tra sterzo preciso, assetto granitico, motore che ama girare in alto e freni potenti ma modulabili, fa di questa Clio l’arma perfetta per il misto. Quando poi si decide di sfruttare tutto il potenziale in pista, la cosa si fa ancora più interessante, ma ve ne parleremo più avanti.
Il rovescio della medaglia di tutto ciò è ovviamente lo scarso confort di bordo, che specie nei tratti autostradali è compromesso da un’andatura rumorosa e “saltellante” sull’asfalto non perfettamente liscio. Consumi a parte infine, le classiche considerazioni circa bagagliaio, praticità degli interni e visibilità sono le stesse della Clio più comune ed educata (vedi prova).
Se ti vuoi divertire, un po’ devi soffrire
Come detto all’inizio, l’acquisto di un’auto di questo tipo viene normalmente fatto cavalcando l’onda della passione. Un consumo medio di poco inferiore agli 11 Km/l con un uso molto civile, può quindi diventare tranquillamente accettabile, vista la potenza in gioco. Sebbene con un prezzo di 26.200 € (25.900 € di listino + 300 € per l’assetto sportivo) la Clio R.S. Gordini non sia regalata, le emozioni che offre giustificano la spesa e danno un senso al suo look quantomeno appariscente.
Se state cercando un’auto divertente e non vi interessa soffrire sulle buche generosamente offerte dalle nostre strade, potreste aver terminato la ricerca. Ma, già che ci siete, procuratevi anche due bei sedili anteriori a guscio. Continuate a seguirci, la storia d’amore e traversi con questa Gordini non finisce qui.
Foto di Alessandro Altavilla
Rubrica | di approfondimento
Il 2011 dell’automobile è stato un mirabilis et horribilis annus, per dirla come gli antichi romani.
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