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Giu05

Prova su strada: Renault Twingo RS 2012

Quando due consonanti trasformano l’utilitaria sbarazzina in un missile terra-terra di Mauro Giacometti, Foto - Marco Picchiarallo Categoria : Prove su strada - Test Drive, Renault, Prove su strada

Prova su strada: Renault Twingo RS 2012
Le francesi, si sa, non sono auto rinomate per l’handling o per la sportività estrema, ma bastano due lettere R.S. sul posteriore delle Renault per capovolgere totalmente questo luogo comune.
Giusto un anno fa la Megane Rs Trophy al vecchio Nürburgring metteva al palo sportive ben più blasonate e potenti a trazione posteriore. Questo la dice lunga sul fatto che, quando gli uomini del reparto Renault Sport mettono le mani su una vettura, nulla è lasciato al caso. Stessa storia per la sempreverde Renault Clio e perché quindi dovremmo aspettarci un finale diverso per la più piccola e agile Twingo?
Se volete conoscere le doti interne di abitabilità e flessibilità della Twingo RS vi rimando alla versione 1.2 da noi recentemente provata. Continuando a leggere questo pezzo si parlerà solo di argomenti da zona rossa del contagiri, quindi non aspettatevi il volume del bagagliaio espandibile o la larghezza del divanetto posteriore. Siete stati avvisati: da qui in poi solo emozioni forti!

Attira gli sguardi

Partiamo dal primo elemento che ci ha fatto innamorare di questo gioiellino, la linea. La stravagante linea della Twingo due, versione restyling, è impreziosita in modo specifico per l'edizione race. L'immagine dinamica è forte dei quattro fari e dalla lama F1 anteriore, una caratteristica che rimanda ai successi delle monoposto Renault. Dietro un alettone, grande quanto una fioriera, ottimizza l'aerodinamica, lo stile e, perché no, rimarca quello meno elaborato della 500 Abarth, la principale avversaria. Completano il quadro dei passaruota allargati atti a contenere la gomme formato gigante, le minigonne sottoporta e gli strip adesivi in opzione. Anche il paraurti posteriore è ridisegnato e da lì esce uno scarichino timido timido, sia come voce che come look. In Abarth hanno osato di più e non hanno fatto una scelta sbagliata.

All'interno invece i sedili supercontenitivi in tessuto con bordi di pelle bianca, le cuciture gialle in contrasto, il logo RS sul poggiatesta, il volante con la tacca di centratura e il fuori giri a 7.500 ci fanno intuire che non stiamo salendo sulla Twingo turbodiesel. Il cambio in alluminio è proprio come lo si vorrebbe e il nostro esemplare è dotato di RS Monitor (+250€): appena avviato il motore ci istruisce su quando la Twingo sarà alla temperatura giusta per esser strapazzata. Il Monitor è un optional che consigliamo vivamente a chi prevede di fare un uso dell'auto prettamente pistaiolo. Infatti sono previste cinque schermate: oltre alle già citate temperature olio e acqua, abbiamo i parametri di coppia, potenza e apertura farfalla, poi l'accelerazione laterale, inoltre lo scatto 0-100 e 0-400 e in ultimo i tempi per registrare le tornate in pista. Un po' da impallinati lo so, ma anche di grande effetto scenico.

Amici della zona rossa del contagiri

Una volta che l'acqua e l'olio sono intorno agli 80°, oltre che buttare la pasta, possiamo spremere a fondo il millesei vitaminizzato. Questo motore deriva dalla gamma Renault, ma non ha origini gloriose. È il motore della Scenic e Megane che, potenziato di 20 cavalli, tocca quota 130. Questa potenza, come ogni buon aspirato sportivo che si rispetti, è sviluppata nell'Olimpo dei 6.750 giri. La coppia di 160Nm trova il suo picco ideale a ben 4.400giri e prima dà solo timidi accenni della sua presenza. L'impressione che ci ha dato è di un motore molto progressivo, privo di guizzi di genio, che esprime il meglio solo in prossimità della zona rossa. E' il classico metodo di guida del "vecchio" aspirato, se cercate una ripresa a 2.000 giri avete tutto il tempo per un caffè al bar, ma se siete già al giro di boa dello strumento allora la strada è tutta discesa. Così quando il vostro avversario, con lo scorpione sul cofano, dovrà cambiare rapporto poiché è già in pieno fuori giri, voi avrete ancora duemiladuecento giri per staccarlo! Salvo poi esser ripresi dai 40Nm in più mannaggia. Sullo 0-100 i tempi dell'italiana 500 e della francese si equivalgono, con circa 8 secondi puliti e infatti alla prova pratica solo in allungo l'Abarth mette le zampe davanti.

Al di là dei freddi numeri, in questi tempi di motori piccoli ma turbocompressi, il 1.6 ci sembra un po' anacronistico, ma dipende dalle filosofie di pensiero. Se siete puristi dell'aspirato le soddisfazioni sono molte, ma se volete il calcio alla schiena e la coppia del turbo lasciate stare, rischiereste di non emozionarvi abbastanza.

Arrivano le curve e... spunta il sorriso

Il momento più atteso è arrivato, il percorso è tortuoso con curve di vario raggio e una marea di tornantini. E' il momento di mettere alla frusta la più piccola delle RS. Qui non abbiamo differenziali autobloccanti (neanche elettronici), ma la coppia sviluppata non lo richiede. La motricità è garantita da un ottimo telaio e da un sistema sospensivo esemplare. Ecco che i più attenti si saranno accorti, visti i cerchi maggiorati, che il nostro peperino monta il telaio Cup. Spieghiamo ai meno informati: la Twingo monta di serie il telaio Sport con carreggiate allargate, rispetto alla Twingo Gt, di 60mm all'anteriore e 59 al posteriore (ora 1520/1492mm). Inoltre la scocca è più bassa di 10mm e gli le molle più rigide del 30%, con una barra di rollio più spessa che da 22,5mm passa a 24.

Questo assetto è un compromesso tra la sportività pura e l'uso quotidiano. Aggiungendo 500€ vi verrà consegnata l'auto con telaio Cup: molle ancora più rigide del 10% assetto ribassato di ulteriori 4 mm e gomme 195/40 17" in luogo dei 195/45 16". A mio avviso il carattere cambia totalmente e avrete un rasoio tra le mani. Personalmente, per quel che costa (Abarth lo fa strapagare), ve lo consiglio, ma non venite a lamentarvi quando vostra suocera sbatterà la testa sulla capotte ad ogni singolo dosso.

Le premesse ci sono tutte ma su strada? Beh il comportamento tra le curve è esemplare. La Twingo sembra un go-kart da come affronta le chicane piatta e precisa. Il rollio è pari a zero, non vi sono inerzie nei cambi di direzione e l'appoggio è fulmineo. Le sospensioni marmoree e i pneumatici a spalla super ribassata mettono l'auto proprio dove il comando di sterzo ha impartito. Sterzo che viene comandato elettricamente e a nostro avviso poteva esser più duro, così da trasmettere più informazioni alle mani del pilota. Nei primi angoli il comando non è poi così preciso e diretto come ce lo saremmo aspettati, ma non toglie nulla al divertimento, anzi il feeling alla guida è comunque elevato, se non fosse per il motore poco sfruttabile se non in zona rossa. L'esp, disinseribile, interviene solo al limite e non è mai invasivo. Se non fosse per la spia lampeggiante, due volte su tre non ci saremmo accorti della sua entrata in servizio.

Panic stop da brividi, prezzo da sorriso

La frenata della piccola Twingo è decisiva complice l'impianto a quattro dischi, anteriori ventilati da 280mm e posteriori pieni da 240mm con pinze monopistone. Poche altre piccole possono contare su un mordente e una progressività del pedale esemplare seppur con una corsa corta. Basta pestare con veemenza (il pedale è un po' duro) per fermarsi in meno di 36metri da 100orari. Solo su superfici non perfettamente piane l'assetto marmoreo incide negativamente sugli spazi d'arresto. I più esperti poi potranno poi farsi aiutare, per l'entrata in curva, dal posteriore nervosetto nelle staccate più violente. Un bel gioco il culetto ballerino, ma nulla che desti preoccupazione a controlli attivati.
Il prezzo della creatura? Meno di quanto vi aspettereste: 14.450 € esattamente 4.500 € in meno dell'Abarth 500 che su questi prezzi significa quasi il 24% di sconto! Ok sono due filosofie, blasoni, motori diversi, ma a prestazioni siamo vicine, con l'Abarth in vantaggio per la generosa coppia a bassi regimi, ma indietro tra le curve strette dove la Twingo ha una carta in più. I consumi sono molto simili. La francese si attesta intorno ai 12km/l per una guida tranquilla, salvo poi scendere a 8 se imitate le gesta di Sebastian Loeb tra le colline.
La nostra versione con metallizzato, telaio Cup con 17pollici, vetri scuri e RS monitor viene 15.600€. Sempre la meno cara, sempre la più affilata. Il reparto Renault Sport ancora una volta convince.

  • Tags: Mauro Giacometti, Renault Twingo