A Napoli ed in Costiera per le impressioni di guida di Federico Ferrero Categoria : News, Lancia, News Home Items

Napoli gemma del sud
Inizialmente fondata da coloni greci nel VII secolo a.C., la vera Neapolis vide però la luce nel 475 a.C. per opera degli abitanti di Cuma. Con il crollo dell’Impero Romano, fu prima ducato autonomo e poi capitale del Regno di Napoli fino al 1816. E’ un periodo in cui la città di Napoli conobbe una forte fioritura
a livello culturale, soprattutto grazie all’opera di Roberto d’Angiò, detto il “Savio” che, apprezzato da intellettuali dell’epoca come Boccaccio, diede vita ad un gruppo di teologi scolastici.
Del periodo angioino, oggi si può ammirare il Castel Nuovo (conosciuto anche come Maschio Angioino), edificato per volere di Carlo I d’Angiò, dopo la vittoria sugli Svevi nel 1266. Oggi è sede della Società Napoletana di storia patria ed è una delle attrattive principali per i turisti. L’importanza della città di Napoli nell’ambito culturale è rimarcata poi dal fatto che alcuni dei migliori poeti italiani, come Virgilio e Leopardi, riposano oggi proprio nell’antica Neapolis, precisamente presso il Parco Vergilliano.
Ma la città di Napoli è anche altro. La sua vocazione di città di pescatori si respira oggi nel “Borgo Marinari”, popolato in prevalenza da pescatori, che circonda il Castel dell’Ovo, il castello più antico della città, il cui nome la tradizione affida proprio al poeta Virgilio. Raso al suolo dai duchi di Napoli nel X secolo per evitare che i Saraceni lo usassero come testa di ponte per invadere la città, nel 1128 ripresero le fortificazioni e il Castel dell’Ovo fu sede del tesoro reale di Federico II; Carlo I d’Angiò decise poi di spostare la propria corte a Castel Maschio Angioino, relegando Castel dell’Ovo a compiti di custodia dei propri beni.
Nel 1816, con l’unione del Regno di Napoli al Regno di Sicilia, la città di Napoli divenne capitale del Regno delle Due Sicilie, vedendo poi arrivare la propria fine nel 1861 con l’annessione al Regno d’Italia. Da questa annessione, gran parte dello splendore della città conobbe un inevitabile ed irreversibile declino.
Impressioni di guida nuova Lancia Ypsilon
La nuova Lancia Ypsilon, che ci ha accompagnato nel nostro lungo viaggio è dotata del nuovo propulsore bicilindrico 0.9 Turbo benzina da 95 cv, che rappresenta la miglior espressione di downsizing.
Limitandoci ai freddi numeri il connubio tra la vettura di segmento B e il bicilindrico potrebbe far sorgere qualche perplessità, soprattutto dovendo compiere più di 2000 km. Nulla di più sbagliato; sia per consumi che per piacevolezza di guida l’auto non delude anzi, salendo di giri risulta anche divertente.
Al volante emerge l’ottimo feeling di guida; sterzo, telaio e il buon cambio a cinque marce rendono l’auto piacevole da guidare. I cerchi da 16” (presenti sulla nostra vettura) aiutano nella tenuta di strada senza ridurre eccessivamente il comfort. Silenziosa e comoda la nuova Lancia Ypsilon permette di affrontare anche lunghi percorsi, come il nostro, senza provare il conducente grazie alla seduta ottimale. Più sacrificato chi si trova ai posti posteriori.
Coloro che si aspettavano una Ypsilon maggiormente votata alla città dovranno nuovamente ricredersi, il nuovo modello pur mantenendo intatti i pregi del vecchio nel traffico cittadino, non fa rimpiangere vetture di classe superiore nell’extraurbano.
Come anticipato il motore è pigro ai bassi regimi mentre sopra i 3 mila giri sa dare il meglio di se con una buona spinta fino a 5500 giri. La situazione cambia in modo percepibile premendo il tasto ECO il motore assume un erogazione più omogenea. Dopo oltre 2 mila km di viaggio il consumo medio si attesta intorno ai 17.8 km/l , con picchi di 20 km/l nell’extra urbano ad alto scorrimento.

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