Nella città dell'arte approfondiamo il tema dello stile della Ypsilon Categoria : News, Lancia, News Home Items

Nella nostra seconda tappa siamo giunti a Firenze, ospiti a Villa Bardini Peyron. Lo splendido complesso, sito sulla collina sopra Firenze, venne costruito nel 1641 ed è circondato da quattro ettari di bosco, giardino e orto frutteto a contatto con le mura medievali della città, tra Costa San Giorgio e Borgo San Niccolò. Attualmente la Villa è gestita dalla Fondazione Parchi Monumentali Bardini costituita nel 1998 dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze
La seconda capitale d'Italia: Firenze.
Tappa obbligata per chiunque voglia scoprire le meraviglie del Bel Paese. Seconda Capitale dello Stato Italiano dal 1865 (cinque anni dopo l'annessione del Granducato di Toscana al Regno di Sardegna voluta per plebiscito) fino a 1 luglio 1871, con la proclamazione di Roma Capitale.
Una scelta, quella di Firenze, dettata non solo dalla nota clausola segreta posta in calce alla Convenzione di Parigi del 1864 per allontanare la Capitale Italiana di confini Francesi e avvicinarla al centro del Regno d'Italia, ma dettata anche e soprattutto del glorioso passato della città.
Nata nel 59 a.c. come villaggio di Florentia, ebbe fortune alterne e diversi dominatori sino a quando iniziò a svilupparsi dopo la sua proclamazione come Comune autonomo nel 1115. Fu straziata dalle lotte interne tra Ghibellini e Guelfi e poi tra quelle tra Guelfi bianchi e neri, sviluppò un'aspra rivalità con la vicina Pisa, ma seppe crescere fino a diventare una delle città più importanti d'Europa, sotto la signoria della famiglia de' Medici.
Importantissima città d'arte, è stata proclamata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO ed è considerata il luogo d'origine del Rinascimento. Diede i natali ad alcuni tra i più noti artisti e studiosi italiani, tra cui Dante, Michelangelo, Pico della Mirandola, Botticelli, Brunelleschi e Leonardo da Vinci.
Design scolpito e originale
In questa illustre cornice costellata di monumenti e musei, tra cui il Duomo, la chiesa di Santa Croce, gli Uffizi e Palazzo Pitti, ci viene quasi naturale parlare di ciò che rende bella ed affascinante la protagonista di questo nostro viaggio Sulle Orme dei Mille: il design.
La piccola di casa Lancia (ma sarebbe meglio dire Lancia-Crysler) colpisce innanzitutto per il suo aspetto chic ed elegante, teso a trasmettere un senso di lusso per quella che alla fine dei conti è -e non può non essere- un'utilitaria. Praticità, quindi (vedi le cinque porte da molti desiderate), ma anche raffinatezza, su un'auto accessibile per tutti; in fondo “il lusso è un diritto”, no?
Ecco quindi un design piuttosto ricercato, con un anteriore sul quale trovano posto linee forti e delicate; partendo dal cofano (ora non più integrato con i fari, ma semplicemente “appoggiato” sul frontale) e scendendo progressivamente, si nota una perfetta alternanza di elementi dritti e curvi, in una ragionata disarmonia che risulta paradossalmente accattivante e piacevole all'occhio.
Seguendo lo svilupparsi del profilo del cofano (che divide la vettura non solo idealmente, ma anche cromaticamente, grazie alla possibilità della carrozzeria bi-colore) arriviamo quindi alla fiancata, tipica da coupè, ma con la sorpresa delle maniglie per le portiere posteriori, nascoste proprio dove la linea della vetrata e quella del tetto si intersecano in una X da cui si originano lo spoiler e l'ampio portellone del bagagliaio.
Infine, poco più in basso notiamo i gruppi ottici posteriori: la chiara evoluzione di quelli della Delta, con una base che si allarga per rendere la loro presenza più importante da un punto di vista del design globale della vettura, senza per questo sconvolgere gli stilemi tipici di Lancia.

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