Siamo ad Affalterbach, nel parcheggio di AMG, e siamo in mezzo a un doppio concerto. In uno dei tanti tempi morti, fisiologici in un viaggio del genere, mettiamo su un cd. Led Zeppelin II, Moby Dick. Perché le situazioni, per essere godute, devono essere esasperate: aggiungere sacro al sacro, tono su tono, calcare la mano fino a lasciare un segno nell’animo. E dunque, mentre siamo immersi in una sinfonia incredibile – davvero - di vibrazioni basse, di eruzioni ottaniche, di scoppi sordi e ciclici e ripetuti; mentre un motore AMG ci passa accanto ogni quaranta secondi, ruggendo tutta la sua ferocia, cerchiamo la colonna sonora ideale nella furia di John Bonham.