il Leone ruggisce ancora di Alberto Sega Categoria : Prove su strada
PEUGEOT RCZ 1.6
Caratteristiche Benzina 156 CV |
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| LINEE ORIGINALI, PER DISTINGUERSI
Qualcuno, un certo Arthur Conan Doyle, sosteneva che una volta eliminato l’impossibile, ciò che restava, per quanto improbabile che fosse, dovesse essere comunque verità. Può essere racchiusa in questa frase l’anima della Peugeot RCZ, la 2+2 del Leone il cui arrivo sul mercato è stato salutato come una sfida vera e propria all’Audi TT. |
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INTERNI CURATI, MA PECCANO DI ORIGINALITA’
Si diceva delle somiglianze nascoste con la 308 e gli interni in effetti rendono più chiaro l’albero genealogico della RCZ, sfoggiando un’anima piuttosto sobria, con pochi ma precisi particolari che la rendono unica nel suo genere, come il grande orologio analogico con finiture in finto carbonio. Peccato però che qui si fermino le novità “sportive”, perché se è da apprezzare l’ampio ricorso alla pelle per rivestire plancia e cruscotto, ciò non può bastare a regalare la classica atmosfera di sedere non su una Peugeot qualsiasi, ma su una RCZ. La plancia infatti richiama il classico modello utilizzato dal gruppo PSA, con qualche piccolo ritocco. Stesso display a scomparsa, stessa dislocazione dei comandi, ma l’accesso ad alcuni comandi, come la modalità silenziosa dell’autoradio o la schermata principale del display, sono stati modificati in modo tale da non creare troppo affollamento. Chiaro e ben leggibile il tachimetro, con l’indicazione dei giri del motore e del carburante rimanente: da apprezzare l’illuminazione a luce “fredda”.
Per quanto riguarda la questione comfort, la difficoltà stava proprio nella sua coniugazione con le esigenze sportive cui l’RCZ non può rinunciare. La guida è più bassa rispetto alla 308, con la quale la coupé condivide il pianale, e i sedili anteriori sono molto comodi e morbidi, con spalle contenitive, e possono memorizzare due diverse regolazioni, mentre negli altri casi, se si opta per la regolazione elettrica dei sedili (optional), in nemmeno un minuto si potrà trovare la giusta posizione. I poggiatesta sono integrati al sedile e per chi sceglie il rivestimento in pelle, vi troverà impresso il Leone.
Minor comfort per chi siede dietro, sempre che vi riesca: già l’accesso è piuttosto difficoltoso e lo spazio non è granché, né per le gambe né per la testa: anche per i meno alti sarà facile toccare la doppia curvatura del tetto.
Nonostante l’esiguità dei sedili posteriori, tra i punti di forza della RCZ si trova ciò che meno ci si aspetterebbe: il bagagliaio è infatti spazioso e ben profondo con i suoi 330 litri, ma la capacità massima può essere portata a 639 litri abbattendo i sedili posteriori con un semplice comando.
NON UN SEMPLICE COUPE’
Il motore da noi testato è il 1.6 THP da 156 cv, al cui confronto appaiono quasi esagerati i cerchi da 19 e le sospensioni leggermente più rigide, più vicine a quelle di una vettura sportiva che non ad una vettura da città e quindi passibili di troppa sensibilità sulle sconnessioni del manto stradale. A rendere non sempre comoda la guida in città, accanto alle sospensioni, si aggiunge la visibilità anteriore e laterale piuttosto ridotta, mentre quella posteriore grazie al grande tetto rende quasi superflui i sensori di parcheggio.
Il propulsore, il 1.6 156 cv, è l’ideale per chi vuole divertirsi senza svenarsi dal benzinaio e nel ciclo combinato chi gode di una guida tranquilla potrà vantare circa
15 km/l. L’accelerazione è ottima e l’erogazione della potenza non è mai brusca come questo motore ci ha già insegnato, mentre la tenuta di strada è garantita, oltre che da un assetto formidabile e dallo stabile retrotreno, dalla presenza del già citato alettone, la cui gestione è automatica o manuale, a piacimento del guidatore. Per chi si vorrà divertire in pista, inoltre, è possibile disinserire l’ESP, la cui presenza, quando attivo, non è troppo invadente. In termini di sicurezza è poi d’obbligo sottolineare i due sollevatori pirotecnici, utili, in caso di incidente, a sollevare il cofano affinché il pedone possa scivolare lungo la vettura anziché subire l’urto contro la lamiera.
Consumi ridotti, dunque, se però ci si attiene a una guida attenta e mai esagerata, grazie ai regimi piuttosto ridotti cui il motore lavora superati i 100 km/h. Particolare attenzione, invece, dovrà prestare chi ha il piede pesante, perché il motore è capace di prestazioni degne dell’RCZ anche ai regimi più alti: accanto però a prestazioni di un certo tenore (il 1.6 conosce ben pochi limiti), le soste al benzinaio aumenteranno vertiginosamente. Oltre al 1.6 da 156 cv, il cui prezzo di listino parte da27.500€, la versione a benzina vanta anche il 1.6 200 cv (a partire da 30.300€), mentre a gasolio è disponibile da 29.900€ il 2.0 163 cv. L’allestimento è unico per tutte e tre le motorizzazioni e ricco di serie, cui consigliamo di aggiungere come optional il rivestimento in pelle per respirare un’aria da vera sportiva.
Rubrica | di approfondimento
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Analisi semiseria del caro carburante e delle sue conseguenze. Ci spingerà (finalmente) ad usare l’automobile solo quando serve?
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leo.78