L’ultima katana, non troppo affilata.

 

Il fatto che sia (e rimarrà) un prodotto di nicchia è inconfutabile. Nonostante abbia tutte le credenziali per far concorrenza diretta a Bmw serie 3 coupé, Audi A5 o Mercedes classe E coupé la giapponese non ha mai strappato grossi consensi di vendite in Europa (discorso diverso per l’America). Eppure oggettivamente le qualità per non sfigurare le ha tutte: sportività coniugata al comfort, linee audaci e eleganti, interni di lusso e ben assemblati e poi soprattutto ha il pregio di esser accessoriata con tutto il meglio della tecnologia disponibile, senza dover pagare costosi optional.

Facciamo un esempio: compro un coupé tedesco di pari motorizzazione (e lo pago già di più), non posso non dotarlo di sedili in pelle (2000 €), se mi capita di far retro in centro e tocco la Panda posteggiata? sai che figura? (500 € sensori posteggio), i cerchi da 17” stanno molto bene su una Golf ma sul mio coupé da 50mila € … (1800 € per quelli da 19”) e continuando così: cruise control, sedili elettrici con memorie, Bluetooth, tetto apribile. Alla fine esco dal concessionario che ho pagato un Coupé più una Smart, ma alla consegna ricevo le chiavi solo del primo. La giapponesina invece offre tutto di serie e chiede ti “tirar fuori il portafoglio” solo per 3 optional: un (ottimo) cambio  automatico a 7 velocità con modalità manuale e comandi al volante in magnesio, un cruise control adattivo (di serie quello normale) e  un Multimedia Pack comprendente sistema di navigazione satellitare DVD e comandi vocali, telecamera posteriore, sistema audio Bose premium sound system con 11 altoparlanti.

LINEE E INTERNI:

Cofano allungato, sbalzi corti e linea del tetto fortemente inclinata: la G37 Coupé ha una silhouette unica. Grazie alla carrozzeria più corta, la linea posteriore della coupé è ancora più grintosa di quella della berlina (ricordiamo che esiste anche la cabrio), e lo spoiler posteriore integrale è più pronunciato. Le luci di coda a LED rafforzano l’impostazione “high-tech” della vettura.

Gli interni sono curati e ben assemblati, sanno unire il classico allo sportivo. Un trionfo d’allumino misto ad eleganza. Le finiture interne delle porte, dolcemente incurvate, sono ispirate alle antiche spade cerimoniali giapponesi, mentre gli inserti sono lavorati a effetto “washi”, un elegante tipo di carta giapponese fatta a mano. Tipici di Infiniti sono anche l’elegante orologio analogico sul cruscotto e la retroilluminazione violetta di quadranti e controlli. Lo schermo del navigatore da 7” completa l’opera. Il bagagliaio ha in volume pari a quello di una Grande Punto 275 dm3:  caduta di non poco conto per una macchina, ideale per i viaggi e con 4 comodi posti.

MECCANICA, TELAIO E MOTORE:

Il propulsore è un vigoroso bialbero V6 a 24 valvole da 3,7 litri, che sviluppa 320 CV (235 kW) a 7000 giri e ben 360 Nm di coppia a 5200 giri.

Costruito in alluminio leggero, poggia su una piastra base costituita da due parti e molto più rigida rispetto a un monoblocco ricavato da un’unica fusione. Le vibrazioni sono dunque ridotte e sale il limite dei regimi di rotazione: per questo V6 la linea rossa è posta a 7500 giri, range particolarmente elevato.

Il propulsore è quindi dotato di correttore dell’alzata delle valvole. Il sistema aumenta la resa della fase di combustione per incrementare potenza e coppia. Sono le valvole a controllare l’aspirazione e non una normale farfalla: la risposta agli input dell’acceleratore è immediata. Un sistema che ha una logica di funzionamento simile al Mutiair Fiat. La mappatura precisa della centralina elettronica aiuta il motore a fornire un crescendo di potenza e coppia, che genera un’onda di accelerazione progressiva, piuttosto che un picco di potenza repentino. Anche qui notiamo la configurazione sportiva del motore, senza un erogazione eccessivamente brusca e pistaiola.

Il V6 è montato nella parte anteriore dell’auto, ma nella posizione più bassa e arretrata possibile, con gran parte del blocco dei cilindri dietro la linea dell’asse anteriore. Questa disposizione contribuisce ad abbassare il baricentro e ad assicurare la distribuzione ottimale del peso tra avantreno e retrotreno.

Le sospensioni totalmente indipendenti fanno ricorso a componenti in alluminio leggero per non gravare sul peso. Sono sofisticatissimi triangoli sovrapposti sull’anteriore e multilink in coda, montate su telaio ausiliario. La taratura è il giusto mix tra sportività ed eleganza. Mai l’Infiniti si sognerebbe di far sobbalzare i suoi passeggeri.

La velocità massima è di 250 km/h e l’accelerazione da 0 a 100 km/h impiega 5,8 secondi (sulle versioni con cambio manuale). I consumi nel ciclo combinato si attestano su 10,5 l/100 km (9,5 km/l), mentre le emissioni di CO2 sono di 249 g/km. Il motore è conforme alla normativa antinquinamento Euro 5.

La versione G37S ha subito una serie di modifiche sia nel differenziale, qui viscoso autobloccante, sia nel telaio. Prima fra tutte, l’adozione del sistema integrale di sterzata attiva 4WAS (4-Wheel Active Steer) che ottimizza la docilità di manovra variando l’angolo di sterzata delle ruote anteriori e regolando la geometria delle sospensioni di coda in base agli input del volante e alla velocità del veicolo. La concorrenza non offre tanto.

SICUREZZA:

Per migliorare la sensibilità in frenata (l’impianto frenante si serve di pinze anteriori a quattro pistoncini e posteriori a due) la centralina aumenta progressivamente lo sforzo del pedale all’aumentare delle accelerazioni laterali e della velocità del veicolo. Il guidatore ha quindi una percezione più diretta delle forze che agiscono sulla vettura nelle frenate ad alta velocità, e riceve una maggiore assistenza. A velocità inferiori, il pedale del freno è più compiacente e allunga la sua corsa.

Le dotazioni di sicurezza sono senza dubbio di alto livello: sei airbag, con airbag frontali a doppio stadio, sensori alle cinture di sicurezza, poggiatesta attivi. I sedili anteriori incorporano airbag per fianchi e torace, mentre gli airbag a tendina proteggono l’intera lunghezza della vettura negli impatti laterali.

Tutti i modelli di G37 Coupé sono dotati di cofano a scatto “pop-up” per salvaguardare l’incolumità dei pedoni. In caso di incidente, una piccola carica pirotecnica solleva il bordo del cofano alla base del parabrezza, creando una “zona tampone” fra il cofano stesso e il vano motore, dove sono presenti elementi rigidi che potrebbero causare seri danni alla testa del pedone.

PREZZI:

La G37 Coupé viene offerta in tre versioni: G37 Coupé con dotazioni già complete, G37 GT che aggiunge il lussuoso dettaglio degli interni in pelle, e la versione sportiva S (48.550 €). La base se così si può chiamare

non ha in dotazione interni in pelle, cerchi da 19”, sospensioni sportive,  4 ruote sterzanti e differenziale a slittamento limitato, costa si 4.100 € in meno, ma non conviene risparmiare perché la dinamica di guida ne risentirebbe eccessivamente. Meglio puntare sulla S aggiungendo il Multimedia Pack e il cambio automatico-sequenziale.

L’Infiniti Coupé è un’auto per chi non cerca la sportività estrema, ma può comunque dire la sua davanti alle rivali tedesche (specialmente la versione S, tagliente anche in pista) e rimane comoda e versatile per l’uso quotidiano. Con 4 posti veri e di facile accessibilità e un bagagliaio…giusto.

 

Mauro Giacometti

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