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Video Test Drive in pista: Alfa Romeo Giulietta
il verdetto per la Quadrifoglio verde e la 1.4 TB Multiair 170 cv
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Giulietta 2.0 JTDM 170 cv
Per cominciare abbiamo testato la versione 2.0 JTDM da 170 cv sul fronte della sicurezza. La prima prova ha visto la Giulietta impegnata in più frenate d’emergenza da circa 50 Km/h su fondo differenziato per i due lati della vettura, le ruote di sinistra erano su marmo bagnato (simulazione di fondo ghiacciato) mentre quelle di destra erano su asfalto asciutto. L’obiettivo era valutare il controllo offerto dalla sempre vigile elettronica, che suggerisce con piccoli impulsi al volante le correzioni da imprimere alla traiettoria del veicolo permettendo il totale controllo anche ai più inesperti. Ma quel che più ha stupito è il fatto che anche ripetendo la prova senza mani sullo sterzo, la vettura ha mantenuto la direzione iniziale deviando solo di poco. La seconda prova si è invece svolta tutta con le ruote sul ghiaccio simulato, prima con il selettore DNA in all weather e poi in dynamic. Se con la prima modalità ogni sbandata viene puntualmente corretta e l’assetto ristabilito, con la seconda viene concesso qualche grado di libertà al posteriore, il quale viene però richiamato immediatamente all’ordine in caso ci si faccia prendere troppo la mano. Tutto questo, come ci ha poi spiegato l’ingegnere con cui abbiamo avuto occasione di parlare, è dovuto alla politica adottata da Alfa Romeo per le sue creature. Devono poter essere guidate da tutti nella massima sicurezza. Motivo per cui l’elettronica non può essere disattivata (ad eccezione del controllo di trazione) ed interviene qualora si esageri nel cercare di far entrare in gioco il posteriore.
Giulietta 1.4 TB Multiair 170 cv
Dopo aver ricevuto un primo assaggio di questa nuova Giulietta, la nostra sete di conoscenza era già schizzata alle stelle. Per fortuna ad aspettarci troviamo la versione 1.4 TB Multiair da 170 cv equipaggiata con Pack Sport, optional che aggiunge alla vostra nuova Alfa Romeo minigonne, spoiler, assetto sportivo, pedaliera in alluminio e altre piccole cose, tra cui un bel volante con parte della corona rivestita in alcantara per una presa ancora più efficace. Una volta aperta la sbarra ed entrati nel circuito con DNA in dynamic, ne approfittiamo subito per valutare le doti di questo propulsore. La spinta che il piccolo 1.4 è in grado di generare ci lascia subito impressionati, la quasi totale assenza di turbo lag permette di accelerare esattamente quando volete. In pista la cosa può sembrare scontata ma in strada la prontezza che il propulsore vi offre, può significare poter eseguire un sorpasso sicuri di non rischiare. Ah, ovvio, non fatelo prima di una curva, lì il motore non garantisce nulla. Ma non vi annoierò oltre con fredde parole, cos’altro meglio di un giro in pista con noi potrebbe spiegare meglio il comportamento di una vettura? Le riprese sono state volutamente fatte tenendo la telecamera personalmente, in modo che possiate fare un confronto tra comportamento della Giulietta e sollecitazioni cui era sottoposta. Buona visione dunque.
Giulietta 1750 TB “Quadrifoglio Verde” 235 cv
Come ad ogni evento che si rispetti, il pezzo forte è sempre tenuto come gran finale. Ad attenderci pronta a partire non appena siamo rientrati alla base con la “tranquilla” 1.4 TB Multiair, troviamo una Giulietta in allestimento “Quadrifoglio Verde” con la storica livrea rossa delle auto da competizione della casa del biscione. Non appena acceso il motore, appare subito evidente che qualcosa è cambiato. Il suono proveniente dallo scarico appare più determinato anche se mai invadente. Quest’ultimo fatto, però, devo ammettere che mi ha un po’ sorpreso. La cara vecchia 147 GTA, con quel suo 3.2 V6 da 250 cv, già dalla messa in moto faceva capire le sue intenzioni. In ogni caso la scelta dei tecnici Alfa Romeo di aumentare il confort acustico è del tutto in linea con lo spirito della nuova auto. La 147 GTA era un toro scatenato da prendere per la corna, la Giulietta “Quadrifoglio Verde” è una signorina ben educata che se provocata sa decisamente bene come difendersi. La prontezza del propulsore in compenso, mette in bella mostra il lavoro svolto dagli ingegneri di Arese per combattere il ritardo di risposta della turbina. L’impressione è quella di avere tra le mani un aspirato, l’entrata in azione della turbina è decisa ed inavvertibile.
Il risultato è un motore ricco di coppia già a basso numero di giri ed incredibilmente lineare. Tutto questo su strada si traduce nel dimenticarsi del cambio, un bel sei marce dagli innesti precisi e senza impuntamenti. Ma noi, come ben sapete, eravamo curiosi di mettere alla prova in particolar modo l’accoppiata telaio-sospensioni. Se per il primo la nostra era semplice curiosità, per il McPherson c’era anche un pizzico di scetticismo. Il circuito in questione come avete potuto notare dal video é un buon mix tra piccoli allunghi, bruschi cambi di pendenza e curvoni da fare in appoggio, con avvallamenti messi ad arte per scomporre l’assetto del veicolo. Le sensazioni avute con gli esperimenti precedentemente descritti, in questo frangente sono diventate delle certezze. La vettura si è rivelata stabile e decisa negli inserimenti in tutte le condizioni, manifestando il tipico sottosterzo di una trazione anteriore solo quando abbiamo deciso di “fregarcene” delle leggi della fisica, affrontando curve relativamente strette a velocità del tutto inadatte. Per il resto la Giulietta, complice anche il differenziale elettronico Q2, è sempre stata puntuale e precisa nell’ eseguire i comandi impartiti dal pilota. Il posteriore grazie al raffinato multilink segue la traiettoria impostata senza apparente fatica e, quel che è più importante, senza mai chiamare in causa l’angelo custode elettronico VDC (controllo della stabilità di casa Alfa Romeo) se non in situazioni davvero al limite. Il telaio ha dimostrato di avere le carte in regola per essere il portabandiera del nuovo corso di Alfa Romeo, mostrando una buona dose di rigidezza nonostante sia stato sollecitato a dovere.
Tirando le somme
La prova in pista di questa nuova Giulietta ci ha mostrato come la casa di Arese abbia fatto le cose per bene, creando una degna discendente per la 147 sotto il profilo dinamico. Ma la vita di tutti i giorni è molto diversa purtroppo, ed è li che la Giulietta dovrà dimostrare di che pasta è fatta. Anche perché la concorrenza lo ha già fatto, e anche molto bene.
La scheda tecnica della nuova Giulietta: qui
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