di Mr. Wrooom

 

Lamborghini_gallardo_superleggera

LP:\> Longitudinale Posteriore
570:\> Cinquecentosettanta Cavalli
4:\> Quattro ruote motrici
Nome File:\> Superleggera

No, non stiamo programmando un nuovo videogame sul buon vecchio DOS. Anche se, fino a qualche tempo fa, le caratteristiche di un’auto del genere potevano esistere solo nei videogiochi. Si tratta dell’ultimo gioiello nato negli stabilimenti di Sant’Agata: la Gallardo LP 570-4 Superleggera

Esterni

gallardo_superleggera

Lo stile di questa street legal car deriva pesantemente dalla più “tranquilla” sorellina: la Gallardo LP 560-4. Sembra una follia definire “tranquilla” una supercar da 560 CV, ma persino uno sguardo distratto riconoscerebbe nella Superleggera qualcosa che la pone nettamente su un altro piano. Saranno i componenti a vista in carbonio: l’ala posteriore fissa, le minigonne, il diffusore posteriore, i gusci degli specchietti retrovisori e la parte inferiore del front end. Saranno i grossi cerchi da 19” in alluminio forgiato o la scritta Superleggera su sfondo nero che corre su tutta la fiancata: tutto contribuisce a definire l’impostazione “corsaiola” di questa Lamborghini elegantemente palestrata. Se poi consideriamo che la vettura da noi provata era di colore Arancio Borealis, la questione si chiude, il design race-oriented è completo. L’avevamo vista vestita di un bellissimo Verde Ithaca alla presentazione ufficiale avvenuta quest’anno al Salone di Ginevra, ma questo arancione, secondo il nostro parere, le dona un aspetto assai più bello, valorizzando il contrasto cromatico con la fibra di carbonio a vista. È giusto inoltre ricordare a coloro che stessero già per entrare in un concessionario Lamborghini per fare l’ordine, che in listino sono anche presenti: Giallo Midas, Grigio Telesto, Nero Noctis e Bianco Monocerus.

Per il resto, per quanto riguarda il design, è la Gallardo presentata nel 2008. Molto più bella ed elegante del modello precedente del 2003. Infatti, se pur non furono stravolti gli stilemi tipici del modello, alcuni accorgimenti stilistici la resero più omogenea nei tratti e più proporzionata nelle forme. Molto belli sono oggi le bocche poligonali anteriori, i proiettori anteriori che hanno assunto la giusta proporzione con il cofano e i fari posteriori che sono bassi e larghi come la vettura, integrati con essa e che formano con il loro design interno un bel bilanciamento estetico con i quattro scarichi.

Il risultato finale è un misto di pochi ma bei tratti curvilinei, collegati tra di loro da segmenti che vanno a definire in modo marcato, ma senza eccessi, il tipico design Lamborghini.

 

Interni

interni_gallardo_superleggera

Anche negli interni il design racing non viene abbandonato. I materiali usati sono prevalentemente due: fibra di carbonio lucida a vista e alcantara nera con cucitore arancioni (ma si può anche scegliere tra un verde, un giallo e due tonalità di grigio). Entrambi sono usati per esasperare la ricerca della leggerezza, l’alcantara infatti è più leggera della pelle. Il pannello porta, semplice nei contenuti e ricco nelle forme, è un elemento unico in fibra di carbonio; come anche il rivestimento del tunnel centrale e la plancia comandi del cambio robotizzato. La vettura dai noi provata era anche dotata del “pacchetto carbonio” che comprende la console centrale, l’inserto cruscotto, l’impugnatura della leva freno a mano, inserti del volante e gli apriporta interni. Il colore dominante è il nero che esalta la sportività della vettura senza però andare a penalizzare la sensazione di abitabilità. Proprio quest’ultimo aspetto, l’abitabilità, ci ha stupiti in positivo: vista da fuori la Gallardo potrebbe dare la sensazione che i “poveri” passeggeri siano costretti ad assumere posizioni innaturali per poter, anche solo, entrare nell’abitacolo. Niente di più sbagliato: chiusi gli sportelli entrambi i passeggeri hanno tutto lo spazio necessario per godere di un buon confort di viaggio, anche se, ben inteso, per andare in vacanza dovranno fare un’attenta analisi di ciò che vorranno portare con se.

Le finiture sono eccellenti, come per gli assemblaggi; i rumori degli interni sono quelli giusti, non ci sono scricchiolii (ci mancherebbe!!!), tutte le parti mobili producono i tipici rumori sordi e smorzati che lasciano intendere un’ottima qualità. L’unica cosa che ci ha lasciati un pochino perplessi è la caratterizzazione degli interni e in particolare del quadro strumenti. Spieghiamo. Immaginando di coprire o togliere il marchio Lamborghini dal volante e l’elegante scritta sulla plancia posta di fronte al passeggero, questi interni rilasciano poca emozione, in particolare la strumentazione tecnica di bordo. I tondi a sfondo bianco con caratteri arancioni e rossi sembrano una nota leggermente stonata nei confronti di tutto il resto dell’abitacolo, nato da una ricerca esasperata e perfettamente riuscita di una raffinata sportività.

 

Prestazioni e Caratteristiche

Senza nulla togliere agli aspetti di Styling Esterni ed Interni, entriamo ora nel vivo di questa Lamborghini Gallardo Superleggera.

L’obbiettivo che i tecnici di Sant’Agata hanno voluto perseguire, come denota il nome, è la riduzione del peso. Negli ultimi anni l’attenzione dei progettisti di tutte la case automobilistiche nei confronti di questo aspetto si è declinata in due diversi modi: verso la riduzione dei consumi, e quindi delle emissioni, e l’esasperazione delle performance, se pur comunque sempre accompagnata da un’attenzione nei confronti dell’ambiente. Lamborghini, ovviamente, ha voluto esaltare questo secondo aspetto con la sua ultima creazione. L’impiego massiccio della fibra di carbonio e l’attenzione all’uso di componenti esclusivamente improntati ad un scopo funzionale ha portato ad una riduzione di 70 Kg nei confronti della Gallardo LP560-4, raggiungendo un peso a secco di 1.340 Kg. Oltre a tutte le parti estetiche in carbonio e all’uso dell’alcantara citati precedentemente, gli ingegneri sono riusciti a raggiungere questo importante traguardo grazie all’uso di policarbonato per il lunotto posteriore, i voletti laterali e la superficie trasparente del cofano motore, nonché grazie alla riduzione di 13 Kg mediante l’impiego di cerchi  in alluminio forgiato. Inoltre, l’impianto frenante carboceramico (optional) consente una riduzione di 12 Kg.

Passando agli aspetti motore-cambio, l’aumento di 10 CV di potenza del motore V10 di 5204cc e la riduzione del peso a vuoto hanno permesso di raggiungere i ragguardevoli rapporti di 109,6 CV/l e 2,35 Kg/CV. Il potente propulsore e l’eccellente sistema di trazione integrale permanente permettono di accelerare questa Gallardo Superleggera alla velocità di 100 Km/h in 3,4 secondi, a 200 Km/h in 10,2s e consentono una velocità massima di 325 Km/h.

Come abbiamo detto, anche tra i produttori di supercar si è imposta una logica che non tralascia l’attenzione nei confronti dell’ambiente: in questo caso l’uso di un sistema ad iniezione diretta in camera di combustione con pressione fino a 100 bar e l’alto rapporto di compressione pari a 12,5:1 hanno permesso una miglior efficienza della combustione determinando una riduzione del consumo combinato del 20,5%.

Per i più esigenti, nonché i più autoappassionati, alleghiamo la tabella delle caratteristiche tecniche. I numeri a volte parlano più di mille parole.


 

Al volante

Le condizioni meteo non sono le migliori per provare una vettura da 570 CV, la strada è bagnata, e di tanto in tanto qualche nuvola ci regala l’ebbrezza di portare la più prestazionale delle Gallardo sotto la pioggia. Inizialmente l’umore non è alle stelle, con tutte le giornate di sole che ci sono state, proprio oggi doveva piovere? Ma curva dopo curva e guidando nel traffico delle pianure emiliane scopriamo un’anima della Superleggera che mai ci saremmo aspettati di trovare. Quella di una vettura facile da guidare anche in condizioni avverse. Merito della trazione integrale, di un buon bilanciamento delle masse e di un efficiente gestione dell’elettronica, questa Lamborghini sotto la pioggia risulta perfettamente gestibile anche sfruttando buona parte della cavalleria. Spesso vetture ad alte prestazioni risultano scorbutiche e sembrano non apprezzare le condizioni di traffico sostenuto. Non è così la Gallardo, sembra si trovi pienamente a suo agio nonostante percorrenze decisamente lente, continue variazioni di velocità in marce basse e stop and go frequenti. Anche il confort degli occupanti non ne risente, viaggiando senza la modalità sport inserita le cambiate sono veloci quanto basta ma morbide e ben raccordate. Se poi si vuole viaggiare come su una berlina, la gestione completamente automatica della cambiata asseconda in modo egregio quelle condizioni di traffico o di volontà che impongono una guida morbida e confortevole.

Le sospensioni svolgono un lavoro importantissimo su questa vettura: nelle condizioni sopra citate si sono rivelate estremamente confortevoli, sempre considerando che ci troviamo su un bolide da oltre 300 Km/h. Smorzano bene le asperità della strada riallineando nel più breve tempo possibile la scocca.

L’albero motore definito “common pin”, ovvero, la configurazione che permette di avere lo stesso perno di manovella per le bielle di ogni coppia di cilindri contrapposti, regala alla Gallardo un suono molto caratteristico e facilmente distinguibile, carico di frequenze basse che però lasciano spazio a suoni un po’ più acuti ad alti regimi di rotazione. Abbiamo sperimentato comunque che in condizioni di viaggio “tranquille”, se pur il sound raggiunge l’orecchio degli occupanti con un bel timbro distintivo (guai se non ci fosse) non risulta invadente e quindi alla lunga stancante, tutto a vantaggio del comfort a bordo.

Per fortuna però, dopo una mezzoretta, la pioggia ci concede una tregua e ci dà la possibilità di sfruttare un po’ di più la vettura, sempre comunque nel rispetto del codice della strada.

Il propulsore è molto elastico, grazie ai dieci cilindri e all’alta coppia motrice a disposizione, spinge fin dai bassi regimi e continua in un allungo che sembra non finire mai. Il contagiri non ci aiuta molto in questa fase, la sua posizione defilata e la scelta cromatica dei caratteri non è abbastanza di immediata lettura in condizioni in cui si gioca sul limite dei decimi di secondo. Poco male, ci godremo una guida più intuitiva legata alla lettura della voce del motore.

Inserendo la funzione Sport con il tasto sul tunnel, andiamo a velocizzare la cambiata che, pur non essendo ai livelli dei cambi doppia frizione, risulta comunque velocissima per quanto riguarda sia il tempo di riposta alla richiesta di cambio marcia, che il tempo effettivo di cambio rapporto. Con la funzione Sport andiamo a variare anche la profondità del sound, ora più avvolgente e invadente.

Gallardo_superleggera

Purtroppo non essendo in pista non possiamo sfruttare al pieno le potenzialità della vettura, si riescono comunque a intuire le grandi qualità di handling: il rollio è minimo, si viaggia quasi “piatti”, il beccheggio è quasi azzerato dagli alti valori di anti-dive e anti-squat delle sospensioni, tutto a vantaggio di una guida pulita e, se fossimo stati in pista, improntata alla ricerca del best lap. L’inserimento in curva è preciso come anche il mantenimento della traiettoria. Se però la precisione e il mantenimento hanno trovato la loro miglior configurazione legati alla trazione integrale, ciò non è avvenuto con la velocità di inserimento che risente un po’ dell’effetto quattro ruote motrici e un po’ della maggior massa all’anteriore necessaria per la trasmissione del moto. Ben inteso, non è un difetto, è una scelta di layout che privilegia alcuni aspetti rispetto ad altri. Infatti, se la velocità di inserimento è leggermente penalizzata dalla trazione integrale, l’accelerazione ne riceve un notevole guadagno, sia su rettilineo che in uscita dalle curve.

valentino_balboni

Ecco che mentre analizziamo questi diversi stili di guida, mi viene in mente di guardare nello specchietto per immaginare quali differenti emozioni può dare l’altra Lamborghini che ci sta seguendo, e che di lì a poco avremmo testato, la Gallardo LP550-2 Valentino Balboni, che, per chi non avesse ancora acquisito dimestichezza con le sigle Lamborghini, è a trazione posteriore. Ma ecco che scoviamo il più grande difetto della Superleggera, la grossa ala fissa disturba parzialmente la visuale. Chiedendoci cosa mai si potrà fare nel caso in cui una Panda in autostrada faccia i fari per chiedere strada, iniziamo a pregustarci l’idea di una trazione posteriore by Sant’Agata. Se volete anche voi assaporarne le emozioni, continuate a seguirci!!!

 

 

 

Ulteriori Foto del Test Drive della Lamborghini Gallardo LP 570-4 Superleggera

 

Share/Save/Bookmark
Commenti
Aggiungi nuovo Cerca
+/-
Commenta
Nome:
Email:
 
sito web:
Titolo:
UBBCode:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:D:angry::angry-red::evil::idea::love::x:no-comments::ooo::pirate::?::(
:sleep::););)):0
 
Inserisci il codice anti-spam che vedi nell'immagine.
Saumel |2010-07-05 11:45:48
Veramente cattiva la Superleggera, anche se per i veri confronti ci sarà da
aspettare con la versione alleggerita della 458, che già è un osso molto duro. A
detta di molti comunque la prima impressione che emerge scendendo da una Ferrari
e salendo su una Lambo è che quest’ultima sia dura come un camion da guidare.

PS
Gran Video
Giuseppe_78 |2010-07-05 11:46:44
ma è piu performante la balboni o questa?

Sono stra curioso di leggere il test anche della Balbo che avete provato
Roby  - re: |2010-07-05 11:47:21
Saumel ha scritto:
Veramente cattiva la Superleggera, anche se per i veri confronti ci sarà da
aspettare con la versione alleggerita della 458, che già è un osso molto duro. A
detta di molti comunque la prima impressione che emerge scendendo da una Ferrari
e salendo su una Lambo è che quest’ultima sia dura come un camion da guidare.

PS
Gran Video


ascolterei quel rombo cosi cupo per ore…
Giova |2010-07-05 15:50:33
Quanto è bella :0

Dite quel che volete ma auto del genere sono delle opere d'arte.