martedì, 26 Maggio 2020 - 22:39
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50° anniversario dell’Autodelta a Monza

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Weekend da cardiopalma per gli appassionati dell’Alfa Romeo: prima la presentazione ufficiale della 4C a Balocco, poi i 50° anniversario dell’Autodelta a Monza. Per celebrare il mezzo secolo di vita di quello che per oltre vent’anni è stato il reparto corse del Biscione, non vi è modo migliore che riportare in pista, tutte assieme, le vetture che hanno corso, vinto e tenuta alta la bandiera dell’Alfa Romeo sui circuiti e le strade di tutto in mondo, in ogni categoria.

E proprio Sabato e Domenica scorsa a Monza erano presenti tutte le “vecchie glorie” del Biscione di Arese. Dalle leggendarie Tipo 33 – che hanno dominato due Campionati del Mondo – alle indimenticabili GTA. Dalle Giulia TZ e TZ2 alle Formula 1 e Formula Indy. Dalle monoposto di Formula 3 e Formula Alfa Boxer alle Alfasud Trofeo. E l’elenco sarebbe ancora lungo, comprendendo vetture da Turismo, da Rally, Sport e GP, le mitiche 155 DTM e le 156 da campionato turismo. Tutte accomunate dal marchio orgogliosamente portato sul cofano e dalla passione con cui oggi i proprietari le custodiscono e mantengono in efficienza a conferma di uno stile e di una eccellenza tutti italiani.
Provenivano infatti da tutto il mondo le vetture che hanno fatto riecheggiare sull’asfalto della “loro” Monza le sinfonie dei propri motori. Con 4, 6, 8 o 12 cilindri! Fianco a fianco – ruota a ruota – con i famosi esemplari del Museo Storico Alfa Romeo.
E con loro, in questo evento eccezionale, anche le splendide vetture della Scuderia del Portello e del Museo Collezione “Cafè Velocità” del noto pilota e appassionato Gianni Giudici.
Per i partecipanti e gli appassionati è stato un grande evento per rivivere forti emozioni insieme agli uomini e ai piloti dell’Alfa Andrea De Adamic in testa, di ieri e di oggi, per il pubblico un’occasione straordinaria per ammirare, vedere, sentire le Alfa Romeo da competizione che hanno scritto la storia dell’automobile. Tutte insieme e tutte nel loro habitat naturale: la pista.
Non mancavano gli esemplari degli appassionati, dalle più vintage Giulia e Giulietta alle arzille 75, 33 e GTV, per passare alle 147 e 156 GTA e 8C fino alle contemporanee Giulietta e Mito in versioni Quadrifoglio Verde.
alfa 50autod2Passato e presente quindi, ma a Monza c’era anche il futuro di Alfa Romeo, dopo un lungo periodo di sofferenza e incertezza: è infatti arrivato a bordo di una 4C appena presentata a Balocco (vedi la nostra prova) il direttore operativo di Alfa Romeo Harald Wester, segno che il gruppo è vicino agli appassionati del Biscione.

Autodelta 1963 – 2013
Nata come società indipendente in collaborazione con l’Alfa Romeo, l’Autodelta diventerà in seguito un vero e proprio reparto corse per il Biscione ed accumulerà in poco più di dieci anni un immenso palmares in ogni categoria. Verranno curati lo sviluppo, la gestione sportiva, l’assistenza ai clienti e la progettazione di nuove vetture da competizione.
1963. Dopo l’esperienza con l’ATS, Carlo Chiti, insieme ai fratelli Ludovico e Gianni Chizzola, decise di fondare una piccola società con sede a Feletto Umberto, nei pressi di Udine, al fine di collaborare con Alfa Romeo nella costruzione delle Giulia TZ. Alfa Romeo era infatti intenzionata – per volontà di Giuseppe Luraghi – ad affidare all’esterno la costruzione e la gestione delle vetture da corsa, che sarebbero tornate in pista, dopo il ritiro della squadra ufficiale nel 1951, con il Campionato del Mondo di Formula 1 vinto da Juan Manuel Fangio al volante della Tipo 159 “Alfetta”.
Dopo aver utilizzato per poco tempo il nome “Delta-Auto”, il 5 Marzo 1963 Chiti e Ludovico Chizzola registrarono la nuova società con il nome “Autodelta”. Al termine dell’incarico per la costruzione della TZ e TZ2, la collaborazione continuò per la gestione sportiva e per la preparazione delle vetture da competizione, mentre si avvicinava l’epoca delle GTA. Carlo Chiti godeva infatti di grande considerazione e influenza nei confronti dei vertici Alfa Romeo per la sua creatività e genialità.
alfa 50autodL’attività dell’Autodelta/Udine diveniva sempre più intensa e le difficoltà logistiche iniziavano a pesare sull’efficienza del rapporto con Alfa Romeo. Quindi nel 1965 Chiti trasferì l’Autodelta in alcuni – anonimi – capannoni a Settimo Milanese, poco lontano da Arese. Chizzola decise invece di abbandonare l’impresa e continuò a gestire la concessionaria di famiglia
a Udine.
L’anno successivo, il 14 Gennaio 1966, l’Autodelta fu acquisita dall’Alfa Romeo e Chiti divenne Direttore Generale di quello che, a tutti gli effetti, venne trasformato in un reparto corse della Casa.
Dopo i successi con la gestione delle TZ, ed in seguito delle GTA, all’Autodelta venne affidato lo sviluppo anche della neonata Tipo 33, che nel 1975 e 1977 vincerà il Campionato Mondiale Marche. L’Autodelta si occuperà, in seguito, della gestione di tutti i programmi sportivi del Biscione, dal Trofeo Alfasud alla Formula 1. Saranno anni di successi, di speranze, di delusioni cocenti, ma comunque di grandi automobili, grandi sfide e veri campioni.
Nel frattempo Autodelta era stata incaricata della costruzione di alcune versioni speciali, destinate ad una clientela di nicchia. Prima fra tutte la piccola serie di 33 Stradale, ma anche le GTV e le Giulietta sovralimentate, battezzate “Turbodelta”.
Nel 1984 i consueti problemi finanziari, politici e sindacali uniti alle pesanti delusioni della F1 e alle fasi di vendita dell’Alfa Romeo, impongono il cambiamento delle iniziative sportive della Casa. Carlo Chiti lascerà la società, due anni dopo l’Autodelta verrà sciolta e i capannoni di Settimo Milanese, come buona parte del personale, daranno vita alla nuova Alfa Corse.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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