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500 elettrica debutta in Brasile, uno dei mercati più importanti per Fiat

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Prima di tutti, è stato Israele a ospitare, fuori dall’Europa, la nuova 500 elettrica. Il debutto al di là dell’Atlantico è però riservato al Brasile, paese caro a Fiat, non fosse altro perché la terra di Pelè è il secondo mercato extra-europeo per la Casa torinese ed è lì che vengono lanciati importanti nuovi modelli come il nuovo pick-up Strada, il SUV medio Toro e presto la nuova Fiat Pulse. 

Sono orgoglioso di partecipare a questa importante giornata che vede il debutto della Nuova 500 in Brasile, il primo mercato oltreoceano per l’icona di FIAT, dopo il primo passo fuori dall’Europa nel più vicino Israele – ha dichiarato Olivier Francois, FIAT Chief Executive Officer e Global CMO Stellantis–. Questo passo si inserisce perfettamente nella lunga storia di FIAT in Brasile e sono due gli aspetti che lo rendono speciale. Primo, il Brasile è la seconda casa di FIAT, basti pensare al legame secolare che ci unisce e all’importanza strategica di questo mercato; un mercato in cui FIAT è leader con una quota di mercato del 22%. La seconda ragione è che proprio qui, più di 40 anni fa, abbiamo iniziato a sviluppare la tecnologia Flex-Fuel per l’utilizzo di carburanti alternativi come l’etanolo, anticipando di molti anni le tematiche relative alla sostenibilità alla base della strategia e del percorso green del Brand – continua Francois –. Proprio la 500 è infatti icona del cambiamento: nata per ridisegnare la mobilità urbana sostenibile e protagonista di una svolta importante, interpreta un ruolo chiave nella “conversione al green” e alla fidelizzazione all’elettrico degli utenti, secondo noi infatti “è green, solo se è green per tutti” e questo è il nostro impegno”. 

Le vendite per Fiat in Brasile sono cresciute del 52% tra 2020 e 2021 e oggi la sua quota di mercato tocca il 22%: quasi un’auto su quattro venduta in Brasile è una Fiat. Forte di questi risultati, è arrivato il battesimo del fuoco anche per la 500 elettrica in allestimento Icon. 

Fiat e Brasile: una storia che affonda le radici nel passato

A Betim, nello stato di Minas Gerais, nel 1976 viene inaugurato il primo stabilimento di FIAT per produrre in loco e la prima vettura ad uscire dalle linee fu la Fiat 147, versione derivata dalla famosa Fiat 127. Rinnovata di recente, oggi la fabbrica rappresenta una delle realtà più importanti del Paese e qui vengono prodotti diversi modelli Fiat, tra cui i nuovi modelli sopra-citati. Se torniamo indietro nel tempo, più precisamente al 1908, Silvio Alvares Penteado, a bordo di una Fiat 40HP, vinse la prima corsa di auto disputata in Brasile. 

Nel 1930 Fiat aveva già un suo concessionario a San Paolo e nel 1950 fu aperta una sede per l’importazione e la distribuzione dei trattori Fiat. Da allora molto è cambiato ma il legame si è ulteriormente rafforzato, tanto che nel 2015 è sorto il nuovo stabilimento di Goiana, nello Stato di Pernambuco, uno dei siti produttivi più avanzati del mondo automotive, dove nasce Fiat Toro. Ma va anche ricordato che proprio in Brasile, fin dagli anni Settanta, il marchio FIAT ha sviluppato tecnologie alternative finalizzate a ridurre le emissioni in atmosfera offrendo alla propria clientela prodotti affidabili, accessibili e sostenibili. 

L’esempio lampante è dato dall’uso dell’etanolo, sostanza quasi del tutto sconosciuta qui da noi ma importantissima in Sud America per il rifornimento dei veicoli. Si ricava dalla canna da zucchero e, grazie alla tecnologia Flex-Fuel, funziona come un qualsiasi motore a doppia alimentazione, basti pensare al GPL. A livello ambientale, il vantaggio dell’etanolo sta nel fatto che è una fonte di energia rinnovabile e contribuisce a limitare le emissioni di gas a effetto serra, in quanto le biomasse di origine vegetale riassorbono l’anidride carbonica emessa dal veicolo.

Si tratta quindi di una delle soluzioni automobilistiche più sostenibili oggi disponibile sul mercato. E ora, guardando al futuro, la nuova 500 inaugura un nuovo capitolo dell’innovazione firmata Fiat con cui rendere la mobilità sempre più accessibile e rispettosa dell’ambiente.

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