martedì, 15 Ottobre 2019 - 21:51
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70 anni Abarth

70 anni Abarth: buon compleanno Scorpione!

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Il giorno esatto è il 31 marzo, ma è giusto festeggiare con discreto anticipo. Era l’ultimo giorno del terzo mese dell’anno di settant’anni fa quando Carlo Abarth, scomparso nel ’79, fondava l’Abarth & C., dando vita a un’autentica leggenda nel mondo delle quattro ruote. Per i 70 anni Abarth, fervono i preparativi per i grandi festeggiamenti e noi, oggi, vogliamo ricordare i punti salienti nella storia dello Scorpione.

In un anno così importante, lo Scorpione si è presentato con la gamma “70esimo Anniversario” caratterizzata, all’esterno, dal logo specifico che rende uniche ed esclusive le vetture immatricolate nell’anno 2019, ma le novità non finiscono qui. La nuova 595 essesse e la 124 Rally Tribute (che festeggia i risultati nell’europeo FIA R-GT) sono ulteriori due versioni speciali che faranno felici gli appassionati del brand.

Celebra il compleanno anche il record di vendite raggiunto in Europa nel 2018 con quasi 23.500 unità e una crescita del 36,5% rispetto al 2017, crescita che coinvolge anche i quasi 110.000 fan iscritti alla community Scorpionship di Abarth.

Celebrare l’anniversario di un brand che ha dato tanto alla storia delle auto sportive in Italia, legato a doppio filo alle vicissitudini di mamma Fiat, significa rafforzare quel legame indissolubile che unisce le diverse generazioni di clienti, sempre all’insegna della filosofia del fondatore: massime prestazioni, cura artigianale e costante affinamento tecnico.

“Raccontare le tappe salienti del marchio Abarth permette di scoprire auto da record, kit di elaborazione rivoluzionari e corse leggendarie che hanno segnato il progresso tecnologico e le vicende sportive – spiega. Tutto questo appartiene alla storia e al presente di Abarth, insieme con il lavoro e l’orgoglio delle persone che nel tempo si sono avvicendate nelle fabbriche, negli uffici e sui circuiti di gara, ma con una peculiarità in più: aldilà dei trionfi sportivi, infatti, per gli ingegneri e i tecnici dello Scorpione le competizioni rappresentano un severo banco di prova dove testare, nelle condizioni più avverse, le soluzioni tecnologiche più innovative, per poi trasferirle sulle vetture stradali Abarth. Solo così è possibile raggiungere il massimo in termini di prestazioni, sicurezza e affidabilità e offrirlo ai nostri clienti”.


Luca Napolitano, Head of EMEA Fiat and Abarth brand
Luca Napolitano al fianco della 124 e della 131

Proprio Napolitano, non più tardi di qualche settimana fa, al Salone di Ginevra, ci ha anticipato gustose novità che attendono tutti i fan nel corso del 2019, molte delle quali attendono solo una conferma ufficiale a mezzo stampa. Dunque, festeggiare i primi 70 anni Abarth è un vero e proprio viaggio alle radici del mito, l’unico modo per capire dove nasce e come si è formata quell’inimitabile personalità che sulle strade di ogni giorno ci fa immediatamente distinguere un’auto dello Scorpione da tutte le altre che incrociamo.

1949-2019: i primi 70 anni Abarth

La prima vettura prodotta da Carlo Abarth a portare il suo nome è stata la 204 A, derivata da una Fiat 1100, e subito nella storia perché un certo Tazio Nuvolari la usò per partecipare alla sua ultima gara assoluta, la Palermo-Monte Pellegrino. In realtà Carlo Abarth inizia a mettere le mani su un’altra sua passione, le moto. Prima da pilota delle due ruote e poi di sidecar, specialità nella quale coglie fama e successo.

Siamo appena dopo la guerra e, dal 1945 al 1949, l’idea di fondare un Marchio col suo nome trova compimento, immaginandosi già a creare kit di elaborazione per macchine di serie. Elementi di spicco nei kit sono le marmitte di scarico che, nel corso degli anni, diventano una vera propria icona dello “stile Abarth”. In pochi anni l’Abarth & C. raggiunge livelli globali: nel 1962 produce 257.000 marmitte, delle quali il 65% è destinato all’esportazione.

L’apice del successo lo raggiunge alla fine degli anni Cinquanta e lungo tutti gli anni Sessanta. Un esempio? Con una Fiat Abarth 750, carrozzata da Bertone nel 1956, il marchio firma un primato di durata e velocità: il 18 giugno, sulla pista di Monza, batte il record delle 24 ore percorrendo 3.743 km a una velocità media di 155 km/h.

Nel 1957 arriva la Cinquecento e Abarth cosa fa se non modificarla rendendola la prima, vera, piccola hot hatch, come diremmo ai giorni nostri? Da quel momento in poi il legame con Fiat si intensifica fino alla completa acquisizione datata 1971. Una storia che continua nei rally (titolo europeo con 124 e mondiale con la 131 nel 1977, ’78 e ’80).

Parlando di tempi moderni, come dimenticare la prima Abarth Grande Punto e Abarth 500, cinquant’anni dopo la prima piccola Abarth derivata dallo storico cinquino. Da allora i modelli si sono succeduti a ritmo incessante: dall’Abarth 695 Tributo Ferrari (2010) all’Abarth 595 Yamaha Factory Racing (2015), dall’Abarth 695 Biposto Record (2015) all’Abarth 695 Rivale (2017), dall’Abarth 124 spider (lanciata nel 2016), all’Abarth 124 GT e alla nuova gamma Abarth 595 (entrambe nel 2018).

Autore: Redazione Autoappassionati.it

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