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Aspark Owl: proseguono i test della hypercar elettrica prodotta a Torino

aspark owl
Tempo di lettura: 2 minuti

Altezza? Meno di un metro, velocità massima? Circa 400 km/h. Leggendo questi due dati, cresce la curiosità attorno all’hypercar elettrica Aspark Owl, giapponese d’origine, ve la presentammo a novembre, ma con molta Italia dietro le quinte. Sappiamo che verrà prodotta a Torino, in soli 50 esemplari, e sappiamo che i test stanno proseguendo, emergenza sanitaria permettendo. 

Owl significa gufo in inglese, non è dato sapere il motivo di chiamare così una hypercar da quasi 3 milioni di euro. In realtà la Aspark Owl non è una novità inedita, anche se avrebbe dovuto esserlo, in Europa, finchè non è stata presa la decisione di sospendere il Salone di Ginevra. A novembre, debuttò a Dubai davanti agli occhi affascinati degli emiri. 

In epoca di Coronavirus e di futuro incerto per l’automotive, fa piacere notare come ci sia Manifattura Automobili Torino, già protagonista con la produzione della New Stratos, dietro la Aspark Owl, specie per quanto riguarda la costruzione e i test: l’azienda torinese non fa mancare di informare i suoi follower, sulla pagina Instagram, circa lo sviluppo della Aspark Owl, con tanto di scatto improvvisato su un kartodromo a pochi chilometri da Torino. 

Si sa che i motori della Aspark Owl saranno quattro, di tipo sincrono a magneti permanenti, per circa 2.000 CV di potenza massima e conseguenti 2.000 Nm di coppia. Numeri impressionanti che si traducono in uno 0-100 che lascia sbalorditi (1,69 secondi dichiarano in Manifattura Automobili) e 400 km/h di velocità massima, a fronte, ovviamente, di un’autonomia necessaria giusto il tempo di segnare…il record. 

Volutamente, i progettisti hanno curato particolarmente, e le foto ne sono un’evidenza, l’aspetto aerodinamico della vettura. Come accade in F1 e in altre categorie, è stata avvicinata il più possibile la vettura al terreno ed è stata ridotta l’altezza, appena 99 centimetri. 

aspark owl

L’abitacolo, molto simile a quello di una vettura prototipo di fine anni ‘90, propone due sedili mentre salta all’occhio, in vista posteriore, il vistoso alettone mobile, utile come stabilizzatore ma anche come aerofreno per rallentare la vettura una volta superato il muro dei 300 km/h. 

Infine, un’ultima curiosità. Dietro lo sviluppo della Owl c’è il contributo di Vicky Piria, pilota protagonista in pista e sui social, ora costretta a casa, come tutti, per la quarantena. Manifattura Automobili Torino ha infatti scelto lei, unica pilota italiana nella W Series, per mettere a punto questa inedita hypercar con un po’ d’Italia da raccontare.

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