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Assetto auto: come cambiare molle e ammortizzatori

Tempo di lettura: 7 minuti

C’è una grande confusione attorno a cosa sono gli ammortizzatori e a cosa servono. Molte persone li confondono addirittura con le molle. In realtà, ammortizzatori e sospensioni sono pezzi diversi, seppure collegati tra loro.

Molle, ammortizzatori: facciamo chiarezza sulla sospensione

Le sospensioni sono le componenti che separano i pneumatici dalle “masse sospese”, ovvero carrozzeria, interni e motore. Sono elastiche in alcune parti come le molle e collegano il telaio alle ruote, assorbendo eventuali sollecitazioni durante la guida. In questo modo mantengono il veicolo stabile e rendono il viaggio più confortevole.

Di molle ne esistono di diversi tipi:

  • Elicoidali. Sono le sospensioni più comuni, hanno la forma di una molla e operano per compressione.
  • A balestra, oggi usate in prevalenza sui treni e sui camion meno sofisticati.
  • A barre di torsione, nelle quali c’è una barra che attraversa il veicolo in larghezza. Sono sospensioni rigide, usate soprattutto per i mezzi blindati.
  • Pneumatiche o idropneumatiche. Agiscono mediante una pompa pneumatica, che assorbe l’azione di eventuali ostacoli e mantiene l’assetto dell’auto anche in curva.

Gli ammortizzatori sono componenti delle sospensioni, ma non vanno confuse con esse. Hanno una forma a cilindro e servono ad attenuare il movimento delle sospensioni. Dopo una sollecitazione, evitando che le sospensioni tornino allo stato iniziale in modo troppo brusco. Rendono la guida più fluida e, insieme a una buona bilanciatura delle gomme dell’auto, anche più stabile.

Sostituire gli ammortizzatori auto è un intervento con il quale prima o poi occorre fare i conti, se si ha intenzione di tenere l’auto per parecchio tempo. All’aumentare dei chilometri percorsi, essi si scaricheranno progressivamente fino a quando arriverà il momento di sostituirli.

Come sono fatti gli ammortizzatori

Gli ammortizzatori hanno una forma a cilindro e sono formati da due camere, una dentro l’altra. Dentro la più interna ci sono un liquido oleoso e un pistone, collegato in maniera diretta con la scocca dell’auto.
Essendo molto viscoso, l’olio esercita una pressione sul pistone e gli consente di attenuare le sollecitazioni provenienti dall’esterno. Nei modelli più recenti, le camere contengono anche un gas inerte, che ridurre la presenza di bolle d’aria nel liquido. Cosa comporta tutto questo?
Mettiamo che ti imbatta in una buca mentre si sta guidando. Le sospensioni assorbono le sollecitazioni provenienti dal brusco cambiamento nella superficie. Le ruote si abbassano e si sollevano, mentre le sospensioni si allungano e si ritirano di nuovo. Durante tutto questo, gli ammortizzatori evitano che le sospensioni tornino troppo velocemente alla loro posizione iniziale e che “rimbalzino” troppe volte una volta finito l’avvallamento.

Il cilindro si allunga o si comprime. L’olio all’interno passa da una camera all’altra e sottopone il pistone a una forte resistenza. In questo modo il pistone fa da freno idraulico per le sospensioni, così da rallentarne il movimento. Man mano che l’olio diminuisce, il sistema si fa sempre meno efficiente.

Perché cambiare gli ammortizzatori e come capire se occorre cambiarli

Ti chiederai perché sia così urgente cambiare gli ammortizzatori quando iniziano a usurarsi. E vero: rendono la guida più confortevole, ma non sono importanti come la pulizia degli iniettori GPL o la bilanciatura delle gomme dell’auto. Oppure no? Come accennato sopra, in realtà gli ammortizzatori sono essenziali per una guida sicura.

Ma di solito quando si va dal meccanico/gommista le ragioni sono sempre le stesse: controllo per la revisione dell’auto, equilibratura delle gomme dell’auto e così via. Nonostante siano molto nominati, gran parte degli automobilisti ne sottovaluta l’importanza. Ecco quindi come capire cosa sono, a cosa servono e perché è importante cambiarli periodicamente.

Quali sono i rischi di ammortizzatori usurati?

  • Tempi di frenata più lunghi: bastano ammortizzatori scarichi del 50% per allungare la frenata di 2,6 metri.
  • Sistemi ABS ed EPS meno efficienti.
  • Aumento dell’aquaplaning del 10%: in caso di pioggia, l’auto diventa meno stabile e meno sicura.
  • Meno controllo in curva o in presenza di vento laterale.
  • Aumento dei tempi di reazione del 26%, essendo la guida più faticosa e più stancante.
  • Pneumatici più usurati del 7%.
  • Assetto fari irregolare, il che aumenta il rischio di abbagliare i veicoli provenienti dalla direzione opposta.

Tutti questi punti si riassumono in tre parole: guida più pericolosa. Più pericolosa per te, per chi sta in auto con te e per chi viaggia sulla tua stessa strada. Pertanto controllare gli ammortizzatori dell’auto è importante quanto sostituire pneumatici e pastiglie.

L’usura e la perdita di tenuta degli ammortizzatori è graduale. Magari non ci si rende neanche conto di star guidando un’auto con gli ammortizzatori consumati, se non addirittura scoppiati. Ci sono però dei piccoli indizi che possono aiutare a capire se c’è qualcosa che non va:

  • Quando si guida su strade accidentate la carrozzeria vibra.
  • Sulle strade sconnesse si sobbalza in continuazione.
  • In fase di accelerazione, si percepisce un saltellamento della carrozzeria.
  • Si ha la sensazione che l’auto aderisca male sulla strada.
  • Si sbanda in frenata.
  • Si hai poca stabilità in curva.
  • Si hanno tempi di frenata più lunghi.
  • Si consuma più carburante.
  • Guidare è diventato meno piacevole.

Sono tutti piccoli indizi che indicano che potrebbe esserci un problema. La verifica definitiva tocca al tuo meccanico di fiducia, però. Se hai in mente di fare un controllo per la revisione dell’auto, qualche test sugli ammortizzatori è d’obbligo. Assicurati di controllarli anche in caso di bilanciatura delle gomme dell’auto. Una cattiva bilanciatura, infatti, aumenta l’usura degli ammortizzatori.

Ogni quanto controllare e sostituire gli ammortizzatori auto?

Nella vita degli ammortizzatori devi considerare questi termini per i controlli e la sostituzione:
mediamente ogni 20.000 km è necessario far ispezionare gli ammortizzatori  per assicurarsi che siano ancora efficienti, al superamento dei 60.000 km entrano in una fase critica dove iniziano ad essere molto  inefficienti, mediamente al raggiungimento degli 80.000 km circa vanno assolutamente sostituti in quanto risultano totalmente pericolosi, ossia come se fossero assenti.
Esistono situazioni in cui sostituire gli ammortizzatori auto è un intervento da fare  prematuramente per cause diverse dalla normale usura.

Quali ammortizzatori sostituire? Nuovi o rigenerati? E la garanzia?

Gli ammortizzatori auto sono venduti singolarmente, anche se è consigliabile sostituirli tutti e quattro contemporaneamente o almeno in coppia per lo stesso assale. Sostituendone solo uno o solo quelli di un assale, si innescano dei pericolosi trasferimenti di carico verso quello o quelli più scarichi, rendendo l’auto instabile: le ruote collegate agli ammortizzatori più scarichi tenderanno a staccarsi dal terreno, perché su di esse grava un peso minore.
Sostituire gli ammortizzatori auto può essere un intervento consigliato dai meccanici anche in fase di revisione del veicolo, quando risultano particolarmente usurati compromettendo la tenuta di strada all’auto.

Dopo aver sostituito gli ammortizzatori è consigliabile recarsi presso un gommista qualificato per una convergenza con un banco laser di ultima generazione.
Trattandosi di un ricambio soggetto ad usura non è possibile usufruire dei 2 anni previsti dal codice del consumo. In genere le case automobilistiche offrono su questo articolo una garanzia legata al chilometraggio: mediamente si tratta di 10.000 / 20.000 km.
I ricambisti indipendenti più seri e professionali possono offrire una garanzia commerciale superiore a quella legale. Occorre informarsi prima di procedere con l’acquisto e chiedere un documento che specifica le condizioni per il riconoscimento della garanzia.
Conservate sempre la fattura di acquisto e la ricevuta di montaggio del meccanico.

La crisi dell’ultimo decennio e la spietata concorrenza tra i produttori ha portato ad abbassare i prezzi di vendita di questo ricambio, per cui puoi si può trovarli nuovi ad ottimi prezzi evitando di affidarsi come accadeva in passato al mercato del rigenerato.

Sostituzione ammortizzatori auto: come farlo nel proprio garage

Sostituire gli ammortizzatori della propria auto “in casa” è un lavoro difficile, ma fattibile, se si dispone della giusta manualità e degli attrezzi giusti, magari affidandosi ad un partner come Beta.

Cercheremo di spiegarvi passo passo tutti i passaggi da effettuare, le varie difficoltà che si incontrano e come possono venire superate.
Partiamo da alcuni presupposti prima di passare alla guida vera e propria: non è un lavoro da far da soli, ma già in due persone è fattibile, farlo da soli richiede molto più tempo e fatica quindi ci sentiamo di sconsigliarvelo. In termini di tempo con un po’ di pratica ci si impiega circa un’ora e mezza per gli ammortizzatori posteriori e circa tre o quattro ore per gli anteriori.

Non serve necessariamente attrezzatura particolare, a parte uno smontamolle che è indispensabile. Alcuni attrezzi invece vi semplificano molto la vita, e se anche in futuro effettuerete altre operazioni sull’auto ve ne consigliamo caldamente l’acquisto. Attenzione: c’è il rischio di farsi male se non si prendono le giuste precauzioni!

Per prima cosa procediamo alla sostituzione degli ammortizzatori posteriori, molto più semplici in quanto non sarà necessario smontare le molle. Utilizziamo un cric idraulico per sollevare l’auto e smontare la ruota del lato dove andremo a lavorare. Consigliamo anche di posizionare un cavalletto tre piedi in parallelo al cric, per sicurezza.

Potrete utilizzare la chiave in dotazione con l’auto per togliere la ruota, ma con una pistola pneumatica o una a batteria Beta si fa sicuramente prima.

A questo punto trovate subito l’ammortizzatore davanti a voi, occorre quindi svitare il bullone che lo tiene ancorato al braccetto senza rimuoverlo completamente. Ora se aprite il portellone posteriore dell’auto e cercate l’attacco superiore dell’ammortizzatore (probabilmente sotto la moquette), per sganciarlo dovrete tener fermo il perno centrale con una chiave inglese e svitare il bullone con una chiave inglese a S. Potrebbe essere molto duro, quindi consiglio per la prima mandata di tener fermo direttamente l’ammortizzatore con una chiave a pappagallo grande e girare il bullone con la chiave a S, in questo modo non lo sviterete ma lo allenterete. Finita quest’operazione potrete rimuovere l’ammortizzatore.
Il rimontaggio è molto semplice, dovrete effettuare le stesse operazioni al contrario.

Noi non abbiamo sostituito le molle, in caso voi stiate montando l’assetto completo una volta rimosso l ammortizzatore dovrete bloccare la molla con un serramolle e rimuoverla, poi con una pressa chiudere la nuova, bloccarla con il serramolle e inserirla. Se non la bloccate rischiate vi schizzi via mentre la montate, facendovi male.

Bene, la parte facile del lavoro è finita, rimontate la ruota e procedete con l’altro ammortizzatore. Se avete difficoltà nel tirar su il braccetto della sospensione aiutatevi con il cric a tirarlo su.

Per gli ammortizzatori anteriori principalmente le operazioni di smontaggio sono identiche, solo che avrete due bulloni da svitare in prossimità del braccetto (invece che uno) e dovrete semplicemente alzare il cofano anteriore dell’auto per arrivare all’attacco superiore, stavolta non dovrete svitare la molla ma solo i bulloni che tengono l’ammortizzatore al telaio, cosi potrete lavorare comodi su banco.

Occcorre utilizzare una pressa (o portare il componente da qualche professionista) cui abbiamo prima assicurato l’ammortizzatore, svitato il bullone centrale tenendo fermo il perno (come nell’ammo posteriore) e sostituite quindi la molla. Il rimontaggio è molto difficoltoso e delicato, l’ammortizzatore per chiudersi bene deve essere perfettamente dritto, dovrete pressarlo molto piano facendo attenzione a non farlo sganciare e a far scorrere il perno perfettamente dritto nelle varie boccole, poi appena avrete modo di avvitare il bullone cominciare a svitare dal perno centrale (così per riflesso il bullone si avviterà) per poter chiudere l’ammortizzatore. Mi raccomando di assicurare l’ammortizzatore in modo che se qualcosa va storto non schizzi via.

Il rimontaggio da qui è molto semplice, i consigli sono gli stessi per gli ammo posteriori.
Una volta rimontato tutto e sostituiti tutti gli ammortizzatori provvedete a regolare bene i perni e choudere il tutto secondo coppia prescritta con una chiave dinamometrica e il prima possibile andate a farvi controllare la convergenza dal vostro gommista di fiducia.

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