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Auto ibride: vantaggi e svantaggi da tenere in considerazione

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Tempo di lettura: 3 minuti

Sempre più auto ibride in arrivo: vediamo quali sono i veri vantaggi, e gli dovuti svantaggi, legati all’acquisto di una nuova auto elettrificata.

Da febbraio 2020 saranno nei concessionari le versioni Hybrid delle Fiat 500 e Panda, citycar dal prezzo non eccessivo – quello promozionale è di 10.900 euro – che porteranno migliaia di persone in Italia a valutare la scelta dell’alimentazione ibrida per l’auto nuova.

Vero è che l’ibrido sta prendendo piede nel nostro Paese, ma l’anno scorso il 93,4% del venduto è stato di auto a benzina, gasolio o gas (dati del Ministero dei Trasporti). Milioni di automobilisti, perciò, non si sono mai avvicinati all’ibrido, o lo hanno fatto senza una vera intenzione d’acquisto, nonostante le “hybrid” avessero già diritto a considerevoli benefici e agevolazioni a livello fiscale. Più cresce l’offerta, più cresce la domanda? Vediamo, nel dettaglio, quali sono.

Che cos’è un’auto ibrida?

Le auto ibride sono dotate di un motore ausiliario elettrico a supporto di quello a pistoni, che può essere benzina (in prevalenza) o Diesel. Ne esistono di tre tipi.

Nelle ibride leggere, MHEV o mild hybrid, il motore elettrico non trasferisce il moto alle ruote ma aiuta quello a scoppio nelle accelerazioni e riprese, facendogli consumare meno carburante: sono di questo tipo le Audi A4, Fiat Panda e 500 Hybrid, Mazda 3, Suzuki Ignis e Swift Hybrid, Volkswagen Golf eTSI.

Le ibride, o full hybrid, dove il motore elettrico permette all’auto di viaggiare a zero emissioni, anche se per pochi chilometri: fanno parte di questa categoria le Hyundai Kona e Ioniq, Kia Niro, Lexus UX, Toyota Yaris e C-HR.

Le ibride con batterie ricaricabili (PHEV) da una colonnina o presa di corrente, o plug in hybrid, più costose ma in grado di percorrere decine di chilometri spinte dal solo motore elettrico, alimentato da batterie di capacità (e peso) maggiore rispetto alle mild e full hybrid: sono le Audi A6, BMW Serie 3, Mercedes Classe A, Peugeot 3008 e Volkswagen Passat

Vantaggi per tutte

La legge italiana al momento equipara i tre tipi di auto ibrida, quindi le mild hybrid – benché meno ecologiche, perché non viaggiano mai spinte dal motore elettrico – hanno gli stessi vantaggi delle plug in.

Fra questi il più “ghiotto” è sicuramente l’esenzione del bollo, previsto ad esempio in Campania, Emilia Romagna, Lazio e Veneto: non va pagato per i primi 3 anni di “vita” della macchina. In Liguria si sale a 4 anni e in Basilicata e Valle d’Aosta a 5, mentre in Lombardia è previsto uno sconto del 50% per i 5 anni successivi all’immatricolazioni.

Il Piemonte concedere l’esenzione per 5 anni a patto che la potenza totale del sistema ibrido non superi i 136 CV. In alcune città, come ad esempio Campobasso, Cosenza e Trieste non si paga la sosta nelle strisce blu, mentre a Palermo e Torino è prevista una tariffa agevolata per l’accesso alla ztl (l’ingresso è gratuito ad Arezzo). Le auto ibride infine possono circolare durante le giornate di blocco del traffico.

Prezzi salati per le plug in

Il risparmio sui costi del bollo può fare “digerire” il prezzo d’acquisto più salato delle auto ibride, che hanno listini superiori a quelle di pari potenza con motori diesel o benzina: di poche centinaia di euro nel caso delle ibride leggere, anche di 6.000 euro per le ibride plug in.

Un altro svantaggio è rappresentato dalla maggiore complessità tecnica, che può tradursi in possibili rotture e malfunzionamenti, mentre nel caso delle ibride plug in è opportuno dotarsi di una wallbox da parete: non si consiglia infatti di tenere in carica a lungo le batterie da una classica presa di corrente domestica, perché l’impianto potrebbe sovraccaricarsi. Bisogna considerare perciò, almeno circa 1.500 euro di spesa ulteriori all’acquisto.

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