martedì, 24 aprile 2018 - 14:37
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Avventura Gialla Citroen C4 Cactus

Avventura Gialla: da Milano a Pechino con una Citroen C4 Cactus. Il racconto dell’impresa

Tempo di lettura: 3 minuti.

Una cosa è certa: l’ Avventura Gialla 2017 del marchio del Double Chevron non ha coinvolto 43 uomini e 14 autocingolati (le famose e straordinarie “autochenille”) come fu per quella del 1931, ma solo Franco e Massimo Gionco, due trentini (padre e figlio) viaggiatori per vocazione e le loro rispettive compagne.

Nessuno, inoltre, è finito ostaggio di qualche paese ostile (come successe quando questa avventura, per esplorare l’Estremo Oriente, fu portata a termine per la prima volta) anche se qualche scoperta (ed imprevisto) non sono certo mancati pure in questa spedizione dell’era moderna.

Parlare (solo) di emozioni in un viaggio del genere è un eufemismo; meglio paragonarlo alla trama di un romanzo “giallo”, dove la vera protagonista del viaggio è la Citroën C4 Cactus Pure Tech 110 S&S (strettamente di serie), insieme ai 9 paesi attraversati, le 15 tappe affrontate, i 40 giorni trascorsi all’interno della sua personalizzata livrea esterna con i loghi Avventura Gialla, che abbiamo visto da vicino alla partenza lo scorso 28 aprile.

E’ stata proprio lei, con tanto di mappa che sintetizza il tragitto percorso e il suo inconfondibile colore giallo (per renderla ancor più esclusiva, come solo un prodotto Citroën ci ha abituato ad essere) che ha creato curiosità tra le moltissime persone incontrate; e, si sa, quando si innesca questa forma di vicinanza, il rapporto umano (al di là di quelle che possono essere le problematiche linguistiche) diventa sempre più immediato e semplice.

Le magnifiche strade di Grecia, le piste della selvaggia Cappadocia,  l’incredibile Monte Nemrut ed il Kurdistan Turco, le rive del Mar Nero, il Mar Caspio, la solitudine del Kazakistan, dal deserto alle vette innevate del Kirghizistan, il Kirghizistan e, finalmente, il confine cinese.
Avventura Gialla

Perché questo viaggio è, soprattutto, Cina dall’immenso territorio, che occupa tutta la seconda parte del tragitto; paese dalle mille contraddizioni, dai sorpassi a destra e dal traffico caotico, dove 18 km di coda (a Pechino) possono essere percorsi in due ore e vengono descritti dalle autorità (solamente) come “traffico intenso”.

La Via della Seta, il deserto di Taklamakan, dallo Xinjiang al Gansu, la Muraglia Cinese, l’esercito di Terracotta e, finalmente, l’arrivo a Pechino: emozionante, liberatorio e, come dicevamo, impegnativo!

I selfie, il desiderio di conoscere dei ragazzini, i video girati con gli smartphone dalle auto incrociate lungo la strada e un’accesa curiosità.

Al resto ha pensato la moka, per reggere i 500 km giornalieri percorsi di media in questa Avventura Gialla grazie ad un buon caffè e l’aiuto di una guida locale incuriosita dalle usanze occidentali (obbligatoria quando si viaggia con mezzi propri su territorio cinese) tra infinite attese alle frontiere, pazienza, sorrisi e un po’ di stress.

Aiuti preziosi, oltre all’innovativo grip control e gli Airbump che proteggono la C4 Cactus dai piccoli urti, i pneumatici Michelin CrossClimate+ che, portati anche come scorta nel bagaglio posteriore, sono riusciti ad affrontare tutto il viaggio (a 70 Km/h di media) roteando su una superficie da -145 a + 4.000 metri sul livello del mare, con un solo treno e senza nemmeno una foratura.

Il percorso ha consentito, quindi, di attraversare scenari di immensa bellezza che raccontano storie di migliaia di anni a cavallo di due continenti.

Strade in mezzo al deserto che, essendo in continua mutazione, possono essere percorse solo grazie a delle siepi che ne delimitano la carreggiata, curate da uomini che vivono in mezzo al nulla per permette ai viaggiatori di non perdere mai la direzione.

Insomma, anche se siamo certi che la vera essenza di questo incredibile viaggio chiamato Avventura Gialla rimarrà, soprattutto, impressa nelle mente dei protagonisti (qui rappresentati, durante l’incontro milanese alla Terrazza Citroën, dai simpatici Max e Chiara) è anche vero che, se il viaggio passa, beh, l’opera resta e, anche questa volta è stata oggetto di un reportage fotografico e video che ben rappresentano la voglia di esplorare (dopo 86 anni) ancora una volta questi territori.

Mi chiedo, a questo punto, cosa succederà nel 2.103 quando, sono certo, qualcuno ripenserà a questa fantastica avventura e la ripercorrerà, ancora una volta, su un’innovativa e unconventional Citroën!

Autore: Marco Longhini

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