venerdì, 24 Maggio 2019 - 17:15
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Z3 M Coupè

BMW Z3 M Coupé, la bavarese imbizzarrita

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Se per voi guidare un’auto sportiva è come montare un toro imbizzarrito, stile rodeo texano, nel vostro garage dovrebbe esserci assolutamente una BMW Z3 M coupé.

Non ce ne sono tantissime in giro, perché è stata prodotta solo per quattro anni (1998-2002) e i proprietari tendono a tenersela stretta, visto che è una delle poche automobili di carattere prodotte negli ultimi venti anni. La Z3 M Coupé è un’auto piccola, lunga poco più di quattro metri e nemmeno troppo larga (174 cm). Si potrebbe perfino usare come citycar se non fosse che l’altezza di 1,26 metri richiede movimenti molto elastici per scendere e risalire dall’abitacolo.

Ma questa scomodità si accetta volentieri quando sotto il lungo cofano anteriore – il riferimento estetico più cogente è quello alla leggendaria Jaguar E-Type – fa le fusa l’ultimo 6 cilindri aspirato sportivo prodotto da BMW. Il mitico 3,2 litri proveniente direttamente dalla M3 urla i suoi 343 CV (o 325 a seconda delle versioni) a quasi 7.500 giri. Un aspirato vecchia scuola come se non se ne fanno più da un pezzo.

Con 350 Nm di coppia i 14 quintali di peso non hanno mai rappresentato un problema. Semmai c’è da fare qualche considerazione in più su come sono distribuiti. Il cambio, infatti, è in blocco con il motore, mentre il pilota e il passeggero – i posti sono solo due – sono seduti praticamente sul retrotreno.

Anche se BMW all’epoca dichiarava di rispettare le distribuzione dei pesi 50:50, i numeri reali probabilmente sono un po’ più sbilanciati. Ma questo non è esattamente un problema. Il vero guaio è la geometria dell’asse posteriore, che è ancora l’ultima evoluzione di quello della Serie 3 degli anni Ottanta, cioè i famigerati bracci oscillanti. E questo nonostante la Serie 3 coeva della Z3 M Coupé avesse già il multi-link.

Z3 M Coupè

Misteri della produzione industriale, fatto sta che il carattere bizzoso della Z3 M Coupè dipende principalmente da quello. Di fatto si tratta di un ponte semi-rigido che non riesce a essere efficace sui diversi tipi di movimento della ruota quando si trova sotto stress.

In parole povere, a un certo punto la Z3 M Coupé vi molla e senza nemmeno darvi troppo preavviso. A quel punto è facile vedere la targa posteriore che vuole scambiarsi con quella anteriore e ci vuole un certo “manico” per controsterzare prontamente ed efficacemente. E il controllo della stabilità? Non pervenuto, se non sulle ultime versioni. Il massimo degli ADAS qui è l’ABS, tutto il resto è in mano vostra.

Z3 M Coupè

Una volta che si ha presente come domarla tra le curve, si può anche scatenare in rettilineo, provando lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 5,3 secondi e spingendosi poi fino ai 250 km/h limitati elettronicamente. La guida è impegnativa anche perché l’auto è molto rigida, visto che la scocca della coupé è stata realizzata partendo da quella morbida della Z3 originale.

Autore: Alessandro Vai

Le auto e i motori, una passione diventata una ragione di vita. Volevo fare il pilota ma poi ho studiato marketing e ora il mio mestiere è scrivere

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