lunedì, 17 dicembre 2018 - 5:36
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abitacolo del futuro

Bosch presenta l’abitacolo del futuro al Salone di Detroit 2018

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Touchscreen, riconoscimento della scrittura e comandi gestuali sono il nuovo che avanza nell’abitacolo del futuro. Questi sistemi stanno gradualmente sostituendo i convenzionali pulsanti e interruttori all’interno dell’auto a vantaggio della sicurezza.

Al CES 2018, a Las Vegas, Bosch ha presentato un innovativo cockpit che consente al conducente di concentrarsi solo ed esclusivamente sulla guida. Gli occhi possono essere rivolti esattamente dove servono: sulla strada. “Stiamo riconfigurando l’abitacolo. Più la tecnologia diviene complessa nei veicoli moderni, più semplici e intuitivi devono essere i sistemi di controllo” ha dichiarato Steffen Berns, presidente di Bosch Car Multimedia.

L’intelligenza artificiale dell’abitacolo del futuro aiuta a trasformare l’interfaccia uomo-macchina (HMI) in un centro di comando che pensa in anticipo, base fondante per lo sviluppo della guida autonoma. Ancora una volta, la HMI rappresenta l’elemento centrale che consente l’interazione ottimale tra le persone e i veicoli. 

Se è vero che più del 50% degli automobilisti si distrae interagendo con il sistema infotelematico della propria vettura, tre le prime e più disastrose cause di incidenti, il lavoro di Bosch consiste nel eliminare questi problemi creando un’alternativa praticabile.

Ad esempio nel caso dell’interfaccia HMI il suo “cuore” è rappresentato da un assistente vocale che risponde al linguaggio naturale ed è persino in grado di comprendere i dialetti. Grazie alla comprensione del linguaggio naturale (NLU), i conducenti possono comunicare con l’assistente denominato Casey come farebbero con un passeggero. Un’altra virtù di Casey è la sua capacità di pensare in anticipo.

I display digitali rendono la guida più sicura

Abitacolo del futuro

Per l’abitacolo del futuro sarà fondamentale avere le informazioni importanti a portata del campo visivo. Informazioni, avvisi, comandi di radio e navigatore, tutto dovrebbe non sforare il campo visivo dell’automobilista medio, così da non indurlo in distrazione. Basti pensare che, a una velocità di 50 km/h, l’auto percorre 30 metri mentre il conducente non sta guardando la strada per due secondi; a 120 km/h su un’autostrada, la distanza può aumentare fino a 60 metri di guida “alla cieca”.

 

Autore: Tommaso Corona

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