lunedì, 19 Agosto 2019 - 22:25
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Bosch al Salone di Ginevra 2019

Bosch al Salone di Ginevra 2019: si punta su elettrico e guida autonoma

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Una conversione verso il futuro quella portata da Bosch al Salone di Ginevra 2019, con le ultime novità che guardano più o meno lontano, ma sempre al futuro del mondo delle quattro ruote. Se il Wrong Way Alert, ossia il sistema presentato ai Digital Days e poi portato a Ginevra che evita spiacevoli situazioni a causa della guida in contromano, è già una realtà, vediamo quali sono state le principali novità che l’azienda tedesca ha presentato alla kermesse svizzera.

Nel futuro della mobilità Bosch vede la guida autonoma, dove la localizzazione dell’auto sta diventando un fattore sempre più importante, l’elettrico e la mobilità condivisa. Proprio da quest’ultimo aspetto si parte, considerando le milioni di persone che si muovono ogni giorno nelle grandi città di tutto il mondo. Bosch pensa a una flotta di Shuttle completamente elettrici e senza pilota. Mobilità intelligente cui Bosch potrà contribuirà con un “ecosistema” di servizi, dalla connessione alla condivisione e prenotazione da smartphone.

Sarà infatti strategico riempirle questi shuttle, e il software sarà in grado di individuare altre persone con la necessità di condividere lo stesso tragitto, con 4 passeggeri alla volta ad alimentare il carpooling elettrico del futuro.

Come si accederà alle auto (e agli shuttle)?

Via la chiave, questo il motto di Bosch. Già alla Future Mobility Week dello scorso ottobre vi parlammo del sistema Perfectly Keyless, la chiave virtuale, pensata per abbattere al 100% i furti, che permette di accedere all’auto solo tramite il proprio smartphone. Non si tratta del classico ingresso Keyless, che prevede la presenza della chiave in tasca, il motivo grazie al quale molti ladri riescono a captare il segnale.

La tecnologia usata sarà di tipo Bluetooth e prevederà l’installazione in auto di specifici sensori, a meno che, nel giro di qualche anno, tutte le auto andranno a montare questo tipo di tecnologia, ipotesi da non escludere. Nessun dubbio nel malaugurato caso in cui venga rubato lo smartphone: un rapido intervento permetterà di bloccare tutto il sistema.

Quando si parla di auto elettriche, Bosch si fa trovare pronta

Bosch, da diversi mesi azionista unico dell’azienda EM-Motive, tra i maggiori produttori di motori elettrici in Europa, vede un futuro a batterie per l’automobile. Con questa importante acquisizione (l’azienda venne creata nel 2011 al 50% con Daimler AG) Bosch fa quindi un passo in avanti sull’onda dei crescenti progetti riguardanti le auto elettriche, sia di quelle già in commercio sia di quelle che arriveranno nei prossimi anni sul mercato.

E la guida autonoma?

Più che l’elettrico, il cui futuro appare ancora remoto, più per la mancanza di colonnine, Bosch al Salone di Ginevra 2019 si è concentrata sulla guida autonoma. Più che sulle tante telecamere e radar che equipaggiano i modelli più avanzati in tal senso, cruciale è lo sviluppo di sistemi di localizzazione geografica precisi al centimetro, così da poter permettere la comunicazione tra veicoli autonomi.

In tal senso Bosch ha sviluppato un sensore che consente ai veicoli autonomi di determinare la loro posizione con estrema precisione, il quale comprende un’unità ricevente ad alte prestazioni per i segnali GNSS (Global Navigation Satellite System). Basandosi su rilevazioni satellitari, con i conseguenti ritardi di trasmissione, Bosch ha aperto alla collaborazione con Sapcorda, la quale fornisce provider a terra in grado di correggere questi dati e renderli il più precisi possibili.

Sensori sullo sterzo e sul tachimetro permetteranno invece di prevedere il movimento della singola auto, creando così la base definitiva per l’arrivo della guida autonoma. Se invece, ultima delle ipotesi, starete attraversando una galleria, il posizionamento dell’auto verrà riconosciuto dalla mappatura stradale creata da Bosch stessa per i sistemi di navigazione da lei implementati.

In conclusione, a Ginevra Bosch ha presentato la sua idea di connettività V2X (vehicle to infrastructure), cui Bosch sta lavorando insieme alla startup Veniam: oltre alla sempre più precisa geo-localizzazione, questa tecnologia permetterà a oltre 470 milioni di veicoli, si parla del 2024, di comunicare tra loro leggendo allo stesso tempo la segnaletica stradale o i vari ostacoli, comunicandoli agli altri veicoli circostanti.

Autore: Redazione Autoappassionati.it

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