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Come saranno le auto nel 2050? Il Gruppo Volkswagen la vede così

Auto del futuro 2050
Tempo di lettura: 8 minuti

Quali progressi farà l’umanità nei prossimi 10, 20 e 30 anni e quale sarà l’evoluzione del Gruppo Volkswagen? Nikolai Ardey, Responsabile di Volkswagen Group Innovation, racconta dove sta andando l’industria automotive e che cosa possiamo aspettarci.

Il settore della mobilità e in particolare l’industria automotive stanno attraversando la trasformazione più radicale della loro storia. Concetti come le zero emissioni e la guida autonoma stanno gradualmente diventando realtà, sia nei contesti urbani che nelle aree extraurbane, creando possibilità inedite.

Nel prossimo futuro il tempo trascorso in auto potrà essere usato per il contatto sociale, l’intrattenimento e il relax. La mobilità avrà un ruolo completamente diverso nella vita quotidiana, con vantaggi sia per l’intera società, sia per le singole persone. È la visione di Nikolai Ardey, Responsabile di Volkswagen Group Innovation.

Orizzonte 2050

“Nel 2050 le emissioni zero, l’approvvigionamento energetico intelligente, la mobilità connessa e la guida autonoma saranno realtà diffuse e ci sposteremo in vari modi” spiega Ardey, che poi parla di un mix di micromobilità, robo-taxi, trasporto pubblico e mobilità individuale. I soggetti della mobilità saranno per lo più autonomi e controllati dall’intelligenza artificiale, tanto che un giorno i semafori non saranno più necessari; le auto parcheggeranno da sole in senso verticale, occupando uno spazio minimo.

Così “le città diventeranno più tranquille, i parcheggi torneranno ad essere spazi verdi e riacquisteremo la qualità della vita. Questo è lo scenario da cui stiamo partendo per derivare le fasi intermedie degli anni 2030 e 2040”.

New Auto: la strategia aziendale

“Le nostre attività di ricerca si concentrano su soluzioni di mobilità sostenibili, connesse, sicure e personalizzate e iniziano con circa otto anni di anticipo rispetto alla loro introduzione sul mercato. Ciò significa che le innovazioni che potrebbero entrare in produzione nel 2026 o nel 2027 sono già in una fase successiva, quella dello sviluppo” riprende Ardey, spiegando che ora il focus di Volkswagen Group Innovation è sulla strategia aziendale “NEW AUTO”, che vedrà il Gruppo trasformarsi da produttore di veicoli a fornitore di mobilità basata su software entro il 2030. “In parallelo, stiamo lavorando per rispondere a un’altra domanda: che cosa ci aspetta nei prossimi decenni? In questo caso la ricerca di base è essenziale”.

Dalla teoria alla pratica

In generale, mentre nel campo della ricerca l’Europa ha una solida tradizione e un ruolo da protagonista, quando si passa all’ambito industriale realtà come gli USA e la Cina sono più rapide nel portare le nuove tecnologie su larga scala. “Spesso altri paesi sono più coraggiosi nell’investire sull’innovazione; quando una start-up cresce e servono maggiori finanziamenti, a volte in Europa ci blocchiamo e questo è un problema” afferma Ardey, spiegando che serve una diversa cultura dell’assunzione di rischi e una politica di finanziamento più concertata.

“Nell’informatica quantistica abbiamo un’eccellente base di ricerca, ora vanno definiti i passi giusti in ottica industrializzazione. In Volkswagen non abbiamo questi problemi, proprio perché la scalabilità è la nostra forza: ogni giorno lavoriamo a progetti che devono necessariamente essere scalabili e poi li trasferiamo ai colleghi per lo sviluppo avanzato”.

La base dell’innovazione

Il Gruppo Volkswagen lavora su innovazioni e nuove tecnologie da mezzo secolo, anche se in precedenza l’attenzione era concentrata su quella che si definisce come “innovazione chiusa”, ovvero la ricerca svolta a porte chiuse, con risorse e processi interni all’azienda. Ma lo spirito pionieristico e la volontà di trasformare sono sempre stati nel DNA Volkswagen.

“Nel 2019  Group Research è diventata Group Innovation e dovremo continuare a reinventarci anche in futuro, perché sviluppo e trasformazione corrono velocissimi. Ci stiamo allontanando dai componenti tradizionali delle auto, come il motore termico e le trasmissioni, e ci stiamo avvicinando ai sistemi energetici, alla digitalizzazione e alle soluzioni di mobilità con un approccio olistico” continua Ardey, che poi pone l’accento sull’uso crescente della co-innovazione all’interno di reti agili e solide, per aumentare la consapevolezza intorno a questi argomenti.

Ricerca globale

Il Gruppo Volkswagen ha centri di ricerca e “incubatori” in ogni parte del mondo, dalla Cina agli Stati Uniti fino a Israele: una scelta precisa, per rimanere sempre al passo con ciò che accade nei poli di innovazione, come la Silicon Valley o Tel Aviv. “Nei nostri team lavorano persone che conoscono la realtà locale, fanno parte della comunità scientifica e comprendono la cultura; in questo modo abbiamo costruito una rete solida e siamo pronti quando nascono nuove start-up o emergono ricerche interessanti dalle università” racconta ancora Ardey.

Quando c’è una nuova idea, Volkswagen Group Innovation fornisce supporto in varie modalità, che spaziano dallo sviluppo congiunto all’investimento; così nascono i progetti di ricerca internazionali, che poi si trasformano in prodotti per gli utenti di tutto il mondo. “La diversità è fondamentale per garantire il successo di una squadra e lo è ancora di più in un contesto dove si parla di innovazione, perché la alimenta direttamente” sottolinea Ardey.

Essere visionari

Volkswagen Group Innovation usa l’intelligenza artificiale per analizzare i flussi finanziari, i brevetti, gli articoli dei giornali e la letteratura scientifica. Da queste analisi emergono alcuni segnali che possono indicare una tendenza, così come gli studi sui valori. È questo il punto di partenza per sviluppare soluzioni coerenti con questi cambiamenti, inserendole nella strategia aziendale e nei prodotti dei diversi marchi.

Un esempio concreto, sempre nelle parole di Ardey: “Dal 2018 collaboriamo con QuantumScape per produrre su larga scala le batterie allo stato solido, che consentiranno di aumentare l’autonomia delle auto elettriche e ridurre i tempi di ricarica. Il passo successivo è stato passare il progetto al Centro di Eccellenza per le Batterie di Salzgitter, dove sarà creato un impianto pilota per la produzione di batterie allo stato solido”.

Future Mobility Days

La visione del Gruppo Volkswagen è quella di un sistema di mobilità completamente integrato: per questo le innovazioni e i progetti di ricerca sono direttamente collegati tra loro. Nel corso dei Future Mobility Days, che si sono tenuti nelle scorse settimane, i temi centrali sono stati la mobilità sulle lunghe distanze e la guida autonoma, tema per cui sarà fondamentale l’utilizzo del cloud: spostando i laboriosi calcoli dei parametri tecnici dall’auto al cloud, potranno essere eliminati alcuni componenti hardware dell’auto, riducendo drasticamente i costi della guida autonoma e rendendola alla portata di tutti.

“Anche la decarbonizzazione è fondamentale, per questo abbiamo convertito un banco prova per motori a dodici cilindri, così da utilizzalo per rimuovere la CO₂ dall’aria attraverso l’assorbimento passivo dei minerali” racconta Ardey.

Il trattore elettrico

Ai Future Mobility Days è stato anche presentato un trattore elettrico da utilizzare in Africa, dove l’esodo rurale legato a un calo della nutrizione sta creando condizioni sociali difficili nelle città. Sostituendo il lavoro manuale e introducendo trattori elettrici si potrebbe affrontare meglio questo problema.

“In questo caso stiamo lavorando su digitalizzazione ed elettrificazione e costruendo un hub per l’agricoltura sostenibile in collaborazione con i nostri partner, GIZ (Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit, letteralmente Società tedesca per la cooperazione internazionale, un’agenzia che opera nell’ambito dello sviluppo) e l’Università del Ruanda. Sarà un ecosistema completo, con un’infrastruttura solare per trattori elettrici, prenotazione tramite app e molto altro ancora. Così sarà possibile quintuplicare il raccolto, migliorando il reddito degli agricoltori e, si spera, fermando l’esodo rurale”.

È proprio questo il concetto alla base dell’innovazione: creare valore aggiunto per la società.

Quali progressi farà l’umanità nei prossimi 10, 20 e 30 anni e quale sarà l’evoluzione del Gruppo Volkswagen? Nikolai Ardey, Responsabile di Volkswagen Group Innovation, racconta dove sta andando l’industria automotive e che cosa possiamo aspettarci.

Il settore della mobilità e in particolare l’industria automotive stanno attraversando la trasformazione più radicale della loro storia. Concetti come le zero emissioni e la guida autonoma stanno gradualmente diventando realtà, sia nei contesti urbani che nelle aree extraurbane, creando possibilità inedite.

Nel prossimo futuro il tempo trascorso in auto potrà essere usato per il contatto sociale, l’intrattenimento e il relax. La mobilità avrà un ruolo completamente diverso nella vita quotidiana, con vantaggi sia per l’intera società, sia per le singole persone. È la visione di Nikolai Ardey, Responsabile di Volkswagen Group Innovation.

Orizzonte 2050

“Nel 2050 le emissioni zero, l’approvvigionamento energetico intelligente, la mobilità connessa e la guida autonoma saranno realtà diffuse e ci sposteremo in vari modi” spiega Ardey, che poi parla di un mix di micromobilità, robo-taxi, trasporto pubblico e mobilità individuale. I soggetti della mobilità saranno per lo più autonomi e controllati dall’intelligenza artificiale, tanto che un giorno i semafori non saranno più necessari; le auto parcheggeranno da sole in senso verticale, occupando uno spazio minimo.

Così “le città diventeranno più tranquille, i parcheggi torneranno ad essere spazi verdi e riacquisteremo la qualità della vita. Questo è lo scenario da cui stiamo partendo per derivare le fasi intermedie degli anni 2030 e 2040”.

New Auto: la strategia aziendale

“Le nostre attività di ricerca si concentrano su soluzioni di mobilità sostenibili, connesse, sicure e personalizzate e iniziano con circa otto anni di anticipo rispetto alla loro introduzione sul mercato. Ciò significa che le innovazioni che potrebbero entrare in produzione nel 2026 o nel 2027 sono già in una fase successiva, quella dello sviluppo” riprende Ardey, spiegando che ora il focus di Volkswagen Group Innovation è sulla strategia aziendale “NEW AUTO”, che vedrà il Gruppo trasformarsi da produttore di veicoli a fornitore di mobilità basata su software entro il 2030. “In parallelo, stiamo lavorando per rispondere a un’altra domanda: che cosa ci aspetta nei prossimi decenni? In questo caso la ricerca di base è essenziale”.

Dalla teoria alla pratica

In generale, mentre nel campo della ricerca l’Europa ha una solida tradizione e un ruolo da protagonista, quando si passa all’ambito industriale realtà come gli USA e la Cina sono più rapide nel portare le nuove tecnologie su larga scala. “Spesso altri paesi sono più coraggiosi nell’investire sull’innovazione; quando una start-up cresce e servono maggiori finanziamenti, a volte in Europa ci blocchiamo e questo è un problema” afferma Ardey, spiegando che serve una diversa cultura dell’assunzione di rischi e una politica di finanziamento più concertata.

“Nell’informatica quantistica abbiamo un’eccellente base di ricerca, ora vanno definiti i passi giusti in ottica industrializzazione. In Volkswagen non abbiamo questi problemi, proprio perché la scalabilità è la nostra forza: ogni giorno lavoriamo a progetti che devono necessariamente essere scalabili e poi li trasferiamo ai colleghi per lo sviluppo avanzato”.

La base dell’innovazione

Il Gruppo Volkswagen lavora su innovazioni e nuove tecnologie da mezzo secolo, anche se in precedenza l’attenzione era concentrata su quella che si definisce come “innovazione chiusa”, ovvero la ricerca svolta a porte chiuse, con risorse e processi interni all’azienda. Ma lo spirito pionieristico e la volontà di trasformare sono sempre stati nel DNA Volkswagen.

“Nel 2019  Group Research è diventata Group Innovation e dovremo continuare a reinventarci anche in futuro, perché sviluppo e trasformazione corrono velocissimi. Ci stiamo allontanando dai componenti tradizionali delle auto, come il motore termico e le trasmissioni, e ci stiamo avvicinando ai sistemi energetici, alla digitalizzazione e alle soluzioni di mobilità con un approccio olistico” continua Ardey, che poi pone l’accento sull’uso crescente della co-innovazione all’interno di reti agili e solide, per aumentare la consapevolezza intorno a questi argomenti.

Ricerca globale

Il Gruppo Volkswagen ha centri di ricerca e “incubatori” in ogni parte del mondo, dalla Cina agli Stati Uniti fino a Israele: una scelta precisa, per rimanere sempre al passo con ciò che accade nei poli di innovazione, come la Silicon Valley o Tel Aviv. “Nei nostri team lavorano persone che conoscono la realtà locale, fanno parte della comunità scientifica e comprendono la cultura; in questo modo abbiamo costruito una rete solida e siamo pronti quando nascono nuove start-up o emergono ricerche interessanti dalle università” racconta ancora Ardey.

Quando c’è una nuova idea, Volkswagen Group Innovation fornisce supporto in varie modalità, che spaziano dallo sviluppo congiunto all’investimento; così nascono i progetti di ricerca internazionali, che poi si trasformano in prodotti per gli utenti di tutto il mondo. “La diversità è fondamentale per garantire il successo di una squadra e lo è ancora di più in un contesto dove si parla di innovazione, perché la alimenta direttamente” sottolinea Ardey.

Essere visionari

Volkswagen Group Innovation usa l’intelligenza artificiale per analizzare i flussi finanziari, i brevetti, gli articoli dei giornali e la letteratura scientifica. Da queste analisi emergono alcuni segnali che possono indicare una tendenza, così come gli studi sui valori. È questo il punto di partenza per sviluppare soluzioni coerenti con questi cambiamenti, inserendole nella strategia aziendale e nei prodotti dei diversi marchi.

Un esempio concreto, sempre nelle parole di Ardey: “Dal 2018 collaboriamo con QuantumScape per produrre su larga scala le batterie allo stato solido, che consentiranno di aumentare l’autonomia delle auto elettriche e ridurre i tempi di ricarica. Il passo successivo è stato passare il progetto al Centro di Eccellenza per le Batterie di Salzgitter, dove sarà creato un impianto pilota per la produzione di batterie allo stato solido”.

Future Mobility Days

La visione del Gruppo Volkswagen è quella di un sistema di mobilità completamente integrato: per questo le innovazioni e i progetti di ricerca sono direttamente collegati tra loro. Nel corso dei Future Mobility Days, che si sono tenuti nelle scorse settimane, i temi centrali sono stati la mobilità sulle lunghe distanze e la guida autonoma, tema per cui sarà fondamentale l’utilizzo del cloud: spostando i laboriosi calcoli dei parametri tecnici dall’auto al cloud, potranno essere eliminati alcuni componenti hardware dell’auto, riducendo drasticamente i costi della guida autonoma e rendendola alla portata di tutti.

“Anche la decarbonizzazione è fondamentale, per questo abbiamo convertito un banco prova per motori a dodici cilindri, così da utilizzalo per rimuovere la CO₂ dall’aria attraverso l’assorbimento passivo dei minerali” racconta Ardey.

Il trattore elettrico

Ai Future Mobility Days è stato anche presentato un trattore elettrico da utilizzare in Africa, dove l’esodo rurale legato a un calo della nutrizione sta creando condizioni sociali difficili nelle città. Sostituendo il lavoro manuale e introducendo trattori elettrici si potrebbe affrontare meglio questo problema.

“In questo caso stiamo lavorando su digitalizzazione ed elettrificazione e costruendo un hub per l’agricoltura sostenibile in collaborazione con i nostri partner, GIZ (Deutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit, letteralmente Società tedesca per la cooperazione internazionale, un’agenzia che opera nell’ambito dello sviluppo) e l’Università del Ruanda. Sarà un ecosistema completo, con un’infrastruttura solare per trattori elettrici, prenotazione tramite app e molto altro ancora. Così sarà possibile quintuplicare il raccolto, migliorando il reddito degli agricoltori e, si spera, fermando l’esodo rurale”.

È proprio questo il concetto alla base dell’innovazione: creare valore aggiunto per la società.

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