martedì, 12 dicembre 2017 - 15:13
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Porsche 919 Hybrid a Le Mans

15 curiosità sulla Porsche 919 Hybrid in vista di Le Mans

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Tempo di 24h di Le Mans, con la classica dell’Endurance che partirà sabato pomeriggio alle 15:00. Porsche, dopo le due vittorie assolute con la 919 Hybrid ottenute consecutivamente nel 2015 e nel 2016 (record assoluto di 18 vittorie nella classica francese, punta a fare bene e ad occupare i primi due gradini del podio.

In attesa del semaforo verde vi portiamo alla scoperta di 15 semplici curiosità legate all’esperienza del Marchio di Stoccarda a Le Mans, alcune di esse sono veramente curiose!

Vediamo insieme i 15 punti più curiosi sulla storia di Porsche a Le Mans

  1. Il roll-out inaugurale della prima 919 viene compiuto dal pilota ufficiale Timo Bernhard il 12 Giugno 2013 sulla pista di prova a Weissach. Poco più di due anni dopo, diventa Campione del mondo di endurance con la successiva evoluzione del prototipo Le Mans.
  2. Star di Hollywood arrivano a Le Mans con Porsche. L’interpretazione di Steve McQueen approda al cinema nel 1971, Paul Newman arriva secondo assoluto nel 1979 mentre Patrick Dempsey sale sul podio nel 2015, arrivando secondo nella classe GTE-AM.
  3. 6 piloti Porsche LMP in tre camere da letto: due piloti per ciascuna stanza condividono un container collocato dietro il pit box per riposare e dormire. È incluso un bagno in comune. La tranquillità non è un optional.
  4. 8 megajoule prodotti dai sistemi di recupero dell’energia per ogni giro a Le Mans, è la massima classe prevista dai regolamenti sull’efficienza. Porsche è stato il primo, e per lungo tempo l’unico, costruttore in questa categoria. La sfida lungimirante alla base di tutto: quanta più energia elettrica sfrutta la 919, tanto meno carburante può consumare.
  5. 14 gigabyte di dati vengono inviati da ogni 919 ai box durante le 24 ore di gara.
  6. 15 minuti prima della gara inaugurale della 919 a Silverstone nel 2014, il Direttore del team Andreas Seidl esprime la sua tensione con una citazione divertente: “Questo è un piccolo passo avanti per l’umanità, ma un enorme balzo per Porsche. Siamo riusciti a piazzare due LMP1 sulla griglia di partenza!”
  7. 30 soste per il rifornimento e dieci per la sostituzione di gomme e piloti è quanto previsto per ogni Porsche 919 Hybrid durante la gara di Le Mans.
  8. 60/40 Circa il 60% dell’energia recuperata dalla 919 Hybrid proviene dai freni anteriori, circa il 40% è fornita dall’impianto di scarico.
  9. 65 persone compongono la squadra operativa del team Porsche LMP ad una gara di sei ore. Alla 24 Ore di Le Mans il numero sale a 90.
  10. 90 gradi è l’angolo dei cilindri del motore V4 a combustione della 919 Hybrid. Ma la sua modalità di funzionamento è analoga a quella di un motore boxer disposto a sbalzo.
  11. 395 giri sono stati coperti da Earl Bamber/Nico Hülkenberg/Nick Tandy nella loro corsa verso la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 2015. Prima della gara, i tre debuttanti LMP concordarono che ognuno avrebbe guidato alla velocità più congeniale a ciascuno evitando qualsiasi tipo di collisione. Con questa scelta poteva arrivare anche il podio. La strategia ha portato alla prima vittoria assoluta per Porsche dal 1988.
  12. 919 La 919 Hybrid è l’unica vettura LMP1 che recupera energia non solo in frenata ma anche in accelerazione, grazie al sistema di recupero dei gas di scarico.
  13. 984 cambi marcia (aumentare e scalare marcia) effettuati col cambio della Porsche 919 Hybrid vincente durante al 24 Ore di Le Mans nel 2016.
  14. 62.000 kW di energia elettrica sono stati recuperati dalle Porsche 919 Hybrid durante i 321.000 chilometri complessivi (weekend di prove e di gara) dai loro due sistemi di recupero dell’energia (energia prodotta in frenata all’asse anteriore e dei gas di scarico). Se la 919 fosse una centrale elettrica, questa energia basterebbe ad alimentare per un anno intero un villaggio di 15 case, ciascuna delle quali occupata da quattro persone.
  15. 120.000 giri e oltre al minuto per la turbina collocata nell’impianto di scarico che aziona un generatore. Per recuperare energia anche a basso numero di giri, la turbina è a geometria variabile. Il turbocompressore lavora invece senza VTG.

 

Autore: Tommaso Corona

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