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E’ giusto pagare di piu’ per avere di meno?

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A causa del mio lavoro, mi trovo molto spesso a guidare una vasta varietà di auto per mia grande fortuna, in qualità di (Auto)appassionato. In questi sei anni di attività non ho potuto fare a meno di notare una discrepanza enorme tra le case generaliste e le cosiddette premium sulla gestione dei famigerati optional. Quello che no avuto modo di constatare è che i modelli generalisti hanno una dotazione di serie molto più completa rispetto ai costruttori “nobili”, che non perdonano nulla e chiedono di pagare numerosi extra.

Paghiamo solo il blasone del marchio?

I modelli generalisti, anche nelle versioni più accessoriate, costano comunque meno di quelli Premium e offrono di serie dispositivi all’avanguardia, mentre le vetture di alta gamma, che già hanno prezzi proibitivi, si fanno pagare quasi tutti gli optional a parte. Si è arrivati alla assurda situazione che pari categoria una vettura con un prezzo maggiore è meno “dottata” di una con un prezzo sensibilmente inferiore.

Non che questi optional non siano disponibili, se spulciamo un listino di una casa blasonata ci dobbiamo districare in, almeno, una decina di pagine di accessori, optional, personalizzazioni, ma semplicemente costano un occhio della testa. Un cliente, che già si è trovato in una situazione di aver speso parecchie migliaia di euro, per comprare “un lusso” spesso non è in grado di sostenere un’ulteriore spesa per pareggiare la dotazione.

Ad esempio un Csuv di un costruttore “dalle poche pretese” costa meno di €30.000 nella versione più lussuosa, con media motorizzazione: ha di serie tutti gli equipaggiamenti per la sicurezza e il comfort necessari come abbaglianti attivi, frenata automatica, rilevatore segnali stradali, mantenimento in carreggiata, avviso di stanchezza, accesso senza chiave, telecamera posteriore, sensori di parcheggio anche anteriori, radio digitale DAB e molto altro. Una suv pari livello, che si fregia di un ben più famoso marchio, costa almeno €10.000 in più con pari motore, non ha nessuno di questi dispositivi già installato di serie, nonostante sia, a vedere il listino, la “top di gamma”. Certo spulciando nella brochure abbiamo modo di colmare il vuoto, ma ogni voce extra richiede dai 250 ai 2.000 Euro, così che alla fine la somma genera un valore enorme… da segmento superiore.

Pensandoci bene si può intuire perché per strada pullulano molte “blasonate” con i fari alogeni al posto dei led e con i cerchi in acciaio o anche gli interni in tessuto e la vernice pastello.

E se si lesina sulla sicurezza parliamo sempre di “premium”?

Voi direte: beh, meglio una “ricca” con la dotazione minima, che non una “povera” full optional. E potrei esser in parte d’accordo, ma pazienza per quegli accessori “futili”, ma qui si parla anche di dotazioni di sicurezza come i dispositivi per la frenata di emergenza, i sensori di superamento carreggiata, il cruise attivo, il radar di allerta per i veicoli in sorpasso, il lettore di cartelli stradali, eccetera.

Siamo dell’idea che se la sicurezza viene meno, il concetto premium vacilla: “beh non evita gli incidenti, perchè il radar costava troppo… però mica è da poveri”.

Pensiamo che almeno per gli allestimenti più ricchi le case blasonate, dovrebbero imporre una dotazione completa o almeno a pari livello delle case più generaliste e… generose.

Guidatore della domenica

Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica.
La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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