venerdì, 15 dicembre 2017 - 7:35
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Eni e FCA

Eni e FCA e l’intesa per la riduzione delle emissioni

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Protocollo d’intesa raggiunta ieri a Palazzo Chigi, alla presenza del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, tra  Claudio Descalzi  e Sergio Marchionne e, rispettivamente Amministratori delegati di Eni e FCA.

Le due parti hanno firmato un accordo per lo sviluppo di applicazioni tecnologiche per la riduzione delle emissioni di CO2 nei trasporti su strada, un tema sempre più di stretta attualità. Mettendo assieme l’esperienza e il know how le due aziende puntano a raggiungere un livello molto significativo di abbattimento delle emissioni del settore.

Nel dettaglio, Eni e FCA concentreranno i loro sforzi in diversi ambiti di collaborazione, partendo dallo sviluppo di tecnologie e materiali per l’assorbimento del gas naturale, Adsorbed Natural Gas (ANG), che permettano di migliorare l’attuale tecnologia legata al gas naturale compresso, nel campo dell’automotive.

Ci sarà poi un attento progetto di ricerca per l’utilizzo del gas nei trasporti su gomma, cercando di introdurre gradualmente il metanolo, un alcol ottenuto dal gas che impiegato nei carburanti consente la riduzione delle emissioni. A questo scopo, Eni ha sviluppato una nuova benzina con il 20% di carburanti alternativi (15% di metanolo e 5% di bioetanolo), ora in sperimentazione congiunta con FCA sulle 500 della flotta Enjoy, con ridotte emissioni di CO2 e altri componenti emissivi.

Grazie al MIT (Massachussets Institute of Technology), Eni e FCA stanno sviluppando tecnologie e dispositivi per la cattura e lo stoccaggio temporaneo a bordo dei veicoli di parte della CO2 prodotta da motori a combustione interna. Tenendo conto che i trasporti contribuiscono per il 23% circa alle emissioni globali di CO2 e che la quota di competenza dei soli veicoli leggeri è pari al 10% circa, questa soluzione tecnologica permetterebbe di diminuire in modo significativo le emissioni di CO2 nel settore trasporti.

Sul fronte diesel, ampi margini di sviluppo sembrano essere concessi dal cosiddetto olio vegetale idrotrattato (green diesel o HVO), in percentuali maggiori rispetto al già presente sul mercato Eni Diesel+, mentre le due società concordano di avviare e implementare nuove collaborazioni con Università italiane e internazionali al fine di creare e formare nuovi profili professionali per il futuro.

Autore: Tommaso Corona

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