venerdì, 24 novembre 2017 - 12:06
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Panda a biometano

Tutta l’Italia a bordo di Fiat Panda a biometano

Tempo di lettura: 2 minuti

Nei giorni scorsi, in occasione del Festival dell’Acqua, in programma a Bari, le luci dei riflettori si sono spostate temporaneamente sulla Fiat Panda a biometano (Natural Power), fornita da FCA al Gruppo CAP come “esperimento” per essere alimentata dal biometano prodotto dai reflui fognari.

Mossa dal bicilindrico TwinAir di 0.9 cm3 in grado di erogare 80 cv quando alimentata a gas naturale. Commercializzata dalla fine del 2006, dall’anno successivo è stata la vettura a gas naturale più venduta in Europa e alcuni mesi fa ha superato l’importante traguardo dei 300 mila esemplari prodotti.

La Panda a biometano è partita da Milano sabato scorso per arrivare nel capoluogo pugliese il giorno dopo. Prima tappa a Rimini, dove per l’occasione è stata annunciata la sua presenza alla prossima edizione di Ecomondo, la seconda a Cascia, dove il Gruppo CAP ha realizzato una struttura per le popolazioni terremotate.

Fiat sta scommettendo sull’economia circolare, ovvero sul riuso di ciò che si produce già, un campo che sta conoscendo una nuova alba parallelamente allo sviluppo della mobilità elettrica e ibrida. Sfruttare le risorse razionalmente sarà la chiave della mobilità del futuro e del futuro stesso dell’umanità: pensando alle migliaia di  tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia e nel mondo, è proprio vero che la soluzione, molto spesso, è lì sotto i nostri occhi, anche quando non vogliamo vedere.

Panda a biometano: come funziona?

Il biometano è un biocombustibile che si ottiene sia dall’acqua di scarto, come in questo caso, sia dagli scarti di biomasse di origine agricola, sia da quello che chiamiamo comunemente rifiuto organico, opportunamente trattato. I vantaggi del biometano ricavato da origini biologiche sono numerose e reali: innanzitutto è un carburante rinnovabile e quindi virtualmente inesauribile, che assicura livelli di emissioni inquinanti e di gas serra allo scarico particolarmente contenuti. Inoltre, il suo impatto ambientale dal “pozzo alla ruota” è pari a quella delle auto elettriche, non richiede modifiche rispetto alle auto già alimentate a metano, la rete di distribuzione nazionale esistente è pronta e in fase di espansione, riduce la dipendenza dal petrolio, crea occupazione nella filiera nazionale, contribuisce alla sostenibilità economica di aziende agricole e allevamenti, permette il riutilizzo efficiente dei rifiuti.

Autore: Tommaso Corona

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