sabato, 23 Febbraio 2019 - 5:41
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Foto di Gabriele Bolognesi

Ford Focus ST diesel | Prova su strada

Tempo di lettura: 4 minuti.

Con la tanto amata versione benzina ci siamo divertiti per diverse generazioni e ora, con l’ultimo aggiornamento, è arrivata anche una variante TDCi, meno potente e sicuramente più sobria nei consumi. Parliamo della Focus ST che dopo essere arrivata a 250 cavalli ne ha proposti 185 sulla sua declinazione diesel.

Non è certo il primo né l’ultimo modello che offre questa doppia possibilità, ma quali sono le motivazioni che dovrebbero portarci alla scelta di una versione sportiva diesel? Ne vale la pena? Cerchiamo di scoprirlo insieme, nel nostro test drive.

Design: uno squalo con i cerchi da 18”

Bella e aggressiva. Questi sono i primi due pensieri non appena la vediamo. La grossa bocca colorata di nero lucido con il logo ST, i fari bi-xeno e la vernice pastello Stealth Grey rappresentano i tratti peculiari di un muso che sembra, come già anticipato, quello di uno squalo. Le minigonne laterali, i cerchi da 18” con pinze rosse e i vetri oscurati danno un look sportivo ad un profilo molto aerodinamico.

Al posteriore troviamo un bell’alettone (optional), i fari che scorrono dai lati al retro e lo scarico a forma di otto che racchiude due terminali. Se si cerca un’auto discreta si può cambiare colore, anche se, secondo me, questo è grigio è uno dei colori più belli che si possano scegliere su un’auto e si sposa alla perfezione con la cattiveria della Focus ST, che rimane indifferente sia sulla benzina sia sulla diesel.

All’interno troviamo immutata l’atmosfera che solitamente trasmettono le ST. Sedili Recaro molto avvolgenti, e forse un po’ stretti, volante sportivo e pedaliera in alluminio la distinguono dalla versione “civilizzata”, mentre la plancia è configurata con una buona dose di tecnologia, grazie all’ottimo sistema di infotainment SYNC2. Lo schermo touchscreen da 8 pollici, infatti, è intuitivo ed efficace, grazie alla suddivisione in 4 sezioni: telefono, media, navigazione e clima. Non mancano all’appello la porta USB e l’impianto audio fornito da Sony.

Ford Focus ST 13

Intelligenza e originalità anche per alcune dotazioni che questa Focus propone. Dalla Door Edge Protection, la piccola protezione dagli urti di gomma che protegge la portiera quando la si apre, al Quicklear Heated Windscreen, il sistema anti appannamento del parabrezza, le soluzioni si rivelano esclusive e veramente utili.

A questa ventata di novità si aggiungono i più “normali” cruise control, sensori di parcheggio e telecamera posteriore che danno sempre una mano nella vita di tutti i giorni.

Infine, lo spazio a disposizione è praticamente invariato rispetto alle altre versioni con un buon spazio per i passeggeri e con un bagagliaio che offre una capienza che va da 363 a 1262 litri.

Alla guida del 2.0 TDCi da 185 CV: gran coppia e assetto affilato

È possibile divertirsi alla guida di un’auto diesel? Secondo noi sì. Per godere di un buon piacere di guida, infatti, non servono tanti cavalli e prestazioni folli, ma bastano pochi elementi, messi al posto giusto. E questa Focus ST sembra averne alcuni.

La potenza erogata dal 2.0 TDCi è di 185 CV disponibili a 3500 giri/min, con una coppia massima di ben 400 Nm, il tutto abbinato ad un cambio manuale a 6 marce. La velocità massima è di 217 km/h, mentre l’accelerazione sullo 0-100km/h è di 8,1 secondi.

Semplici numeri che hanno poco da dire se confrontati alle sensazioni di guida. Innanzitutto la coppia è subito una delle cose più interessanti che si nota: sempre presenti, fin dai bassi regimi (2.000 giri), i 400 Nm sono abbondanti e regalano una spinta appagante. Se nell’allungo i 185 cavalli fanno quello che possono, quello che a noi interessa è, come sempre, come la Focus ST si comporta quando è ora di curvare.

Ford Focus ST 31

Le sospensioni sportive e gli ammortizzatori con tarature specifiche ci regalano un assetto veramente rigido che in città potrebbe risultare, a tratti, esagerato. Per quanto riguarda la tenuta di strada, invece, rappresenta una vera manna dal cielo, poiché fornisce sempre il giusto feeling in ingresso di curva grazie ad un muso reattivo e ad un posteriore pronto ad assecondare al meglio l’immissione tramite un leggero allargamento di quest’ultimo. Divertente ed efficace, senza dubbio.

Il Torque Vectoring Control e l’ESC tarato in Sport (è possibile anche disattivarlo del tutto), si occupano, tra le altre cose, di tirare fuori dalle curve piuttosto bene la Focus, anche se manca un differenziale autobloccante.

Menzione di merito per lo sterzo, poco demoltiplicato, che permette di affrontare i cambi di direzione di quasi ogni angolazione senza staccare mai le mani dal volante. Bene anche la precisa leva del cambio e la frizione, consistente al punto giusto. Il sound all’interno dell’abitacolo è particolare, quasi a richiamare lontanamente il V8 della “sorella” Mustang, mentre all’esterno si configura il classico rumore da diesel.

I consumi, uno dei motivi principali della scelta di una Focus ST diesel, sono molto buoni. Non siamo sul livello dei 4,2 litri per 100 km omologati nel ciclo misto, ma siamo riusciti tranquillamente a tenerci entro i 6 l/100 km, muovendoci sia in città, sia nell’extraurbano. Presente anche l’Active Grille Shutter, il sistema che apre e chiude automaticamente un pannello applicato alla griglia del radiatore per migliorare l’efficienza aerodinamica del veicolo, capaci di far ridurre i consumi fino al 2%.

Una granturismo senza compromessi

Assetto rigido, sedili molto contenitivi, ottime prestazioni e aspetto piuttosto vistoso. Tutto buono per una super sportiva, no? Certo, se questa fosse una sportiva senza compromessi, ma in questo caso parliamo di un’auto con un (performante) motore diesel. Attenzione, però. Quelli prima elencati sono alcuni degli elementi tipici della Focus ST, ma dall’altro lato – quello più “diesel friendly” – abbiamo bassi consumi, ottima versatilità, sfruttabilità quotidiana e ampio spazio per passeggeri e bagagli.

Ford Focus ST 36

Possiamo sicuramente affermare che il mix è più particolare del solito e, dal mio punto di vista, più intrigante. L’assetto è veramente duro in città, ma allo stesso tempo preciso e molto soddisfacente fuori; le prestazioni sono molto buone e di pari passo lo sono i consumi, in perfetto equilibrio. In conclusione la Focus ST diesel ha accettato alcuni dei compromessi al quale deve per forza andare incontro una versione più pacata, ma senza rinunciare ai punti cardine di quelli che sono i modelli con il DNA sportivo di Ford.

Prezzo e concorrenti: carte in regola

La Ford Focus ST 2.0 TDCi parte dal prezzo di 34.000 euro e offre una dotazione di serie piuttosto ricca grazie ai bi-xenon, i sedili elettrici Recaro, i cerchi da 18”, la radio cd MP3 e il clima automatico bi-zona.

La Focus che abbiamo messo alla prova era equipaggiata con alcuni optional che ne fanno aumentare il prezzo finale di circa 5.000 euro. Tra gli optional più apprezzati il sistema di navigazione SYNC 2 con radio Premium Sony (1.750 euro), la bella vernice pastello (400 euro), lo spoiler posteriore (250 euro) e il Pack ST con cerchi neri, pinzo rosse e il battitacco retroilluminato (400 euro).

Quasi ogni marchio che possiede a listino una segmento C ha creato sportive alimentate a gasolio tra le quali annoveriamo l’Alfa Romeo Giulietta 2.0 170 CV, Audi A3 2.0 170 CV, BMW Serie 120d, Mercedes Classe A 220d, Peugeot 308 GT, Seat Leon 2.0 TDi FR, VW Golf GTD e Volvo V40 D4.

Ford Focus ST 06

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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