sabato, 20 ottobre 2018 - 14:24
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GOOGLE-FCA, un matrimonio che s’ha da fare

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Viene ormai data per certa l’alleanza tra il colosso di Mountain View ed FCA.

Secondo i rumors, l’accordo tra la divisione che si occupa delle Self-driving cars di Google Alphabet e FCA riguarderà la cessione della tecnologia che da anni sta studiando, la prima, in cambio del know-how industriale nel produrre auto, da parte della seconda.

Un bel colpo per Sergio Marchionne, che porta ad alcune riflessioni su FCA e sui big dell’IT alle prese con l’auto a guida autonoma.

Oltre a Google, l’altro player dell’IT che ha allo studio una vettura che guida da sola è Apple, con il suo progetto Titan, di cui si sa ancora molto poco.

Da anni vediamo foto delle auto di Google a forma di mouse viaggiare a 40 all’ora sulle strade americane, impegnate nei test per rendere tecnologia, software e sensori a prova di incidente.

Al momento questa tecnologia è carissima e per diventare alla portata di tutti, o quasi, è necessario che sia messa nella produzione di massa, per sfruttare le economie di scala.

Lo stesso Marchionne sostiene che non ci si può improvvisare designer o costruttori di auto dall’oggi al domani. Ci vuole esperienza.

Naturale quindi che Google, dopo aver quasi pronto il pacchetto “self-driving” da vendere, mettesse sul mercato il suo prodotto e uno dei player scelti, dopo Ford, sia FCA.

Perché proprio FCA? Perché dal momento della fusione, il gruppo è diventato un player globale, presente in tutti i mercati mondiali, dal Sud-America, agli Stati Uniti, dall’Europa all’Asia. Stabilimenti in tutto il mondo capaci di adattarsi velocemente alle nuove sfide del mercato, alle nuove strategie di prodotto e soprattutto all’esigenza ormai sacrosanta di ridurre i costi di produzione.

In questo bisogna dare atto a Sergio Marchionne di aver avuto una visione di lungo periodo.

C’è poi un secondo motivo. Secondo diversi studi americani, la tecnologia della guida autonoma non farebbe fare i salti di gioia agli automobilisti, che sarebbero ancora molto scettici riguardo a questa “strada” da percorrere.

Serve quindi un costruttore che abbia con la storia un legame forte. E chi più di FCA con i suoi marchi?

Per contro, FCA deve fare i conti con un lieve ritardo rispetto ad altri costruttori, sia nelle tecnologie di guida autonoma e semi-autonoma, sia sull’auto elettrica, che non per forza di cose deve andare di pari passo con le self-driving cars.

L’accordo prevedrebbe la fornitura, da parte di FCA a Google, di un centinaio di esemplari del grande monovolume Chrysler Pacifica, presentato a Detroit e prima vettura del gruppo a propulsione ibrida, per completare i test su strada della tecnologia self-driving, in cambio appunto del pacchetto completo da offrire sulle prossime vetture del gruppo e, forse anche di un corrispettivo economico.

L’altro grande colosso, Apple, sembra stare a guardare dopo i contatti sfumati con BMW e Daimler a causa della volontà di Cupertino di integrare totalmente, ed esclusivamente, il suo sistema su una vettura.

L’accordo tra Google ed FCA, s’ha da fare, e porterà un gran vantaggio competitivo a entrambe.

Autore: Luca Berera

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