venerdì, 19 gennaio 2018 - 20:12
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Foto di Andrea Occhilupo

Harald Wester: l’erede della MC12 potenzialmente sarà l’Alfieri

Tempo di lettura: 3 minuti. 

A margine dell’evento di chiusura del centenario Maserati, abbiamo intervistato Harald Wester, CEO Maserati, a cui abbiamo posto alcune domande.

Quale significato ha la giornata di oggi, anche in relazione al futuro aziendale?

Per me è una giornata molto emozionante. Ho avuto i primi contatti con la Maserati, dal punto di vista professionale, nel 1998 quando ero responsabile prodotto in Ferrari e devo dire che nella storia recente del Marchio, Ferrari ha dato un contributo significativo alla rinascita della Maserati. Proprio dal 2004 infatti è partito un nuovo percorso di crescita senza il quale oggi non saremmo qui a celebrare i recenti successi. Quest’anno abbiamo prodotto oltre 35 mila vetture e solo qualche anno fa chi l’avrebbe detto che avremmo festeggiato il centenario in queste straordinarie condizioni.

Tornando alla domanda iniziale posso dire che mi sento parte integrante della storia recente di quest’azienda.

Dovesse lanciare uno slogan per la seconda fase post-centenario quale userebbe?

L’esatto opposto dell’ordinario è il nostro slogan attuale, mi piace molto e non lo cambierei.

Cosa ha reso Maserati il marchio che è oggi rispetto a quello che era 10 anni fa?

La Maserati era ed è un marchio con un appeal altissimo, nonostante i numeri delle vendite degli anni passati fossero piccoli. Non bisogna spiegare alla gente cos’è Maserati, è un marchio molto conosciuto, ma senza dubbi ha sofferto negli anni passati l’incoerenza e la mancanza di linearità evolutiva, si pensi alle collaborazioni con PSA e De Tomaso. Quello che abbiamo fatto noi nell’ultimo periodo è stato ridare coerenza, non abbiamo rivitalizzato, ma dato una solida base con prodotti nuovi e coerenti con la strategia del marchio.

In questo senso va detto che Maserati è un’azienda che fa parte di un gruppo e sarebbe disastroso se tutti producessimo di tutto senza strategia. Noi ora abbiamo un posizionamento preciso e posso anche dire che non andremo mai a fare vetture di segmento inferiore alla Ghibli attuale.

Potrebbe farci il punto della situazione a livello di produzione?

La situazione è molto chiara, a Modena vengono prodotte la Granturismo, la Grancabrio e l’Alfa Romeo 4C. A Grugliasco viene prodotta la Quattroporte, sia V8 che GTS e proprio oggi abbiamo prodotto la numero 50.000 grazie all’intenso lavoro spalmato su due turni.

A Mirafiori, invece, stiamo preparando una nuova area in cui sarà prodotto il futuro SUV Levante e poi successivamente arriveranno in produzione sempre a Mirafiori l’Alfieri, sia Coupé che Cabriolet.

A proposito di Levante, quando arriverà e quanto sarà differente rispetto al Concept che abbiamo già visto?

Arriverà e sarà prodotto a Mirafiori. Per ora può bastare questa informazione.

Dopo i successi ottenuti con la MC12 Corsa, ci sarà una sua erede e quali sono i piani sportivi futuri per Maserati?

Correre con le auto è nel DNA Maserati, lo è sempre stato ed è il vero scopo per cui 100 anni fa è nata questa casa automobilistica. I fratelli Maserati volevano vincere, competere, correre.

Noi attualmente ci stiamo concentrando ad estendere il portfolio di prodotti in gamma e posizionare il marchio ad un livello globale.

Quando ci siamo ritirati nel 2010 dal FIA GT1 con la MC12 Corsa l’abbiamo fatto da campioni del mondo sia piloti che costruttori.

Per ora a livello sportivo c’è il nostro Maserati Trofeo MC, ma con la futura Alfieri avremmo di nuovo una tipologia di prodotto che si presta ad essere una base per delle vetture GT e correre nei campionati globali che spesso non sono allineati con i regolamenti e l’auto potrebbe adattarsi a diversi di questi. In questo modo i clienti che acquisteranno una di queste vetture diventeranno i rappresentatinti del nostro Marchio nel mondo corse.

L’Alfieri si presterebbe a un’operazione del genere, ma non sto parlando di una promessa: è un’opportunità di businnes per noi.

Qual’è stato il mercato che nell’ultimo anno l’ha sorpresa di più?

Quello italiano, perchè è quello in cui vendiamo mille auto dove fino a qualche anno fa ci muovevamo intorno alle cento unità (nel 2012 ndr). Mentre gli USA sono il primo mercato in termini di volumi e la Cina è il secondo, ma questa non è una sorpresa.

Dopo l’operazione di scorporo di Ferrari, potrebbe succedere lo stesso per Maserati?

No, l’operazione Ferrari è stata unica e delicata, non se ne faranno altre.

Come altri vostri concorrenti anche voi state preparandovi a produrre motorizzazioni alternative?

Quello delle motorizzazioni alternative è un campo che lascia molte perplessità e il cui andamento è legato alle legislazioni dei vari Paesi. Investire oggi sull’ibrido significherebbe mettere in conto grandi cifre con il rischio di arrivare in ritardo: meglio guardare più in là, per esempio alle fuel-cell, una tecnologia che anche personalmente mi interessa molto.

Autore: Federico Ferrero

Direttore Autoappassionati.it

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