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Intervista a Jannik Sinner: il talento italiano del tennis e la sua passione per le auto

Jannik Sinner Alfa Romeo
Tempo di lettura: 4 minuti

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche parola, seppur da remoto, con il giovane campione di tennis Jannik Sinner, ormai protagonista sia sui campi da gioco, dove la sua carriera procede a gonfie vele, e fuori: è già stato scelto da varie aziende come uomo immagine e una di queste è Alfa Romeo, che si è legata al giovane atleta nato il 16 agosto del 2001 a partire dall’autunno del 2020.

Poco dopo, il primo trofeo in un ATP conquistato (Sofia), pochi mesi prima i quarti raggiunti ai prestigiosi Rolland Garros 2020. A fine 2019, il successo che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, con la vittoria dei Next Gen di Milano, a soli 18 anni e pochi mesi di età. Nel mentre, la voglia di mettersi in gioco e diventare ambassador di Alfa Romeo sui campi da gioco e sui suoi social, come avrete modo di scoprire in questa intervista.

Innanzitutto non possiamo che iniziare questa chiaccherata menzionando il tuo nuovo ruolo di testimonial ufficiale di Alfa Romeo, dallo scorso ottobre. Cosa significa per un ragazzo così giovane e talentuoso come Jannik Sinner rappresentare, in tutto il mondo, un Marchio così importante per la storia dell’auto?

Per me è un grande privilegio. Alfa Romeo ha una storia eccellente nel mondo dell’automobile ed è uno dei marchi più popolari, non solo in Italia ma in tutto il mondo, quindi per me rappresentare globalmente questo brand significa veramente molto ed è qualcosa per il quale vado molto orgoglioso.”

Hai già avuto modo di provare uno dei modelli ad alte prestazioni della gamma Alfa Romeo? Se potessi scegliere un modello del passato, invece, quale sceglieresti? Ti abbiamo visto sui tuoi social alle prese con la tua Giulia sommersa dalla neve. Ci racconti poi com’è andata a finire?

Sono abbastanza fortunato di aver avuto modo di provare diversi modelli Alfa Romeo e quelli ad alte prestazioni sono i miei preferiti, come Giulia e Stelvio Quadrifoglio. Riguardo la Giulia del mio post di Instagram (foto sotto, ndr.) sì nel mio paese natale in Sud Tirolo siamo abituati alla neve e qualche volta nevica talmente tanto che ti ritrovi l’auto completamente ricoperta. In quel caso è bastata una pala e nel giro di pochi minuti la neve è stata completamente rimossa, così da iniziare a guidare. Un’auto dal passato di Alfa Romeo? Penso che vorrei provare una Giulia degli anni ’60, penso a una Giulia Sprint. Sarebbe bello comparare le differenze tra ieri e oggi, amo molto anche lo stile del passato.

Più in generale, ti consideri un appassionato di auto o nella tua testa c’è solo la tua carriera nel tennis in ascesa?

Sicuramente la mia passione n.1 è quella per il tennis, ma amo le auto e amo guidare. Quando sono a casa mi sposto in autonomia agli allenamenti e amo guidare per le strade di montagna, anche se si tratta di un lungo viaggio.”

Venendo allo sport dove ti stai mettendo in mostra e dove porti alta la bandiera italiana, a poche settimane dall’annuncio della partnership con Alfa Romeo hai vinto il tuo primo ATP, davvero un ottimo inizio. Un anno prima il tuo “debutto in società”, con la vittoria dei Next Gen ATP Finals a Milano, nel 2019. Come vedi il tuo futuro sportivo e qual è o quali sono gli obiettivi ai quali punti?

Non ho uno specifico obiettivo, se non continuare a migliorare e imparare il più che posso. Capisco che si tratta di un processo lungo e che richiede uno sforzo giornaliero se voglio avere la chance di esaudire i miei sogni da giocatore di tennis professionista.

Jannik Sinner Alfa Romeo Giulia

Parlando del presente, come la pandemia ha cambiato le abitudini di Jannik Sinner?

Inizialmente ero molto straniato, ero a casa in lockdown come tutti, quindi zero allenamenti e zero tornei. Una volta stabilizzata e capita la situazione, ho potuto ricominciare a giocare ma ovviamente seguendo regole ben precise. Regole che non hanno riguardato solo noi giocatori bensì tutte le persone impegnate attivamente nei tornei, fino al pubblico che è venuto ad assistere sugli spalti. Siamo stati fortunati di essere riusciti a giocare qualche torneo durante il 2020 e in questo inizio di 2021, e in ogni situazione ci sono state varie procedure da seguire così da creare un ambiente sicuro e protetto per tutti, e questa è la cosa più importante al momento. La pandemia ha effettivamente cambiato le abitudini quotidiane ma la cosa più importante, a prescindere dal luogo in cui mi trovo, è mettere in pratica le precauzioni, per me e per il mio team.

Hai affermato in varie occasioni che non pensi alle ATP Finals in programma a fine anno (fino al 2026) a Torino. Hai cambiato idea?

Sicuramente sarebbe un grande traguardo prendere parte alle ATP Final a Torino, questo significherebbe che sarei nella Top 8, il che significherebbe chiudere l’anno alla grande. Mi piacerebbe molto, ma devo pensare ad affrontare al meglio un torneo dopo l’altro e vedere come andrà il 2021. Come ho detto è impegnandosi ogni giorno e imparando il più possibile che potrò raggiungere questi obiettivi.

C’è un campione della racchetta dal quale prendi ispirazione e se dovessi scegliere un pilota del motorsport, chi sceglieresti come tuo pilota preferito?

Nel mondo del tennis, Roger Federer è sempre stato il mio idolo, così come Andreas Seppi. Lui è tirolese come me ed è stato il primo giocatore di tennis famoso a essere nato nella mia stessa regione. Lui è stato d’ispirazione per me così come i tanti atleti invernali, visto che è più raro avere sportivi tirolesi impegnati in discipline che non si svolgono nei mesi invernali. Lo conosco bene ed è un bravo ragazzo, l’ho sempre ammirato da quando ero piccolo quindi è bello essere arrivati al suo livello. Lato motorsport, mi piace molto la Formula 1 e cerco di seguirla quando posso. Sono buon amico di Antonio Giovinazzi, anche lui fa parte della famiglia Alfa Romeo quindi lo supporto sempre quando corre.”

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