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Jean Todt torna a parlare di Schumacher: non posso lasciarlo solo

Suzuka 2000
Jean Todt porta in alto il suo pupillo Schumacher: il titolo piloti era appena tornato a Maranello
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Ormai ci siamo abituati. A cadenza semestrale, o giù di lì, si torna a parlare di Michael Schumacher, ormai non più l’uomo che ricordavamo dopo quell’incidente che il 29 dicembre 2013 cambiò per sempre la sua vita.

Chi ci informa, in minima parte, di ciò che è oggi la vita del campione di F1 è come sempre Jean Todt. Anni fa disse che abitualmente seguiva i gran premi con Michael al suo fianco, dai tempi dei successi in Ferrari i due sono legati da una profonda amicizia che è andata ben oltre la situazione medica in cui si trova oggi Schumi.

L’ultima rivelazione è stata concessa nel corso di un’intervista al Corriere della Sera dove Jean Todt ha rivelato che vede Michael Schumacher almeno due volte al mese. Da qui il discorso si è spostato velocemente sulla famiglia Schumacher: Todt è legato anche alla moglie Corinna e soprattutto al figlio Mick, al primo anno di F1 con la poco competitiva Haas.

Insomma, poche parole ma ben spese a difesa della privacy dell’amico. Non come fece Elisabetta Gregoraci, ex di Briatore, che davanti alle telecamere del Grande Fratello VIP, lo scorso settembre, si spinse a dire che il Kaiser comunica solo con gli occhi e che non si trova più a Ginevra, bensì presso la residenza di famiglia a Maiorca, ormai da diversi anni.

La chiusa di Jean Todt nell’intervista è da romanzo: “La bellezza di ciò che abbiamo vissuto fa parte di noi e va avanti“.

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