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Jeep Avenger vs Jeep Renegade: ecco cosa cambia tra i due modelli

Tempo di lettura: 9 minuti

All’ultimo Salone di Parigi ha debuttato una delle automobili più attese degli ultimi anni, la piccola Jeep Avenger. Conosciuta per molto tempo come Baby Jeep, Avenger è un modello importantissimo per la storia di Stellantis. La piccola Jeep è infatti la prima auto di un marchio dell’ex-Gruppo FCA a poggiare sulla piattaforma CMP apprezzata sui modelli PSA. Lunga poco più di 4 metri, da molti Avenger è stata vista come una sostituta dell’apprezzata Jeep Renegade: nulla di più sbagliato. In realtà Jeep Avenger e Jeep Renegade rimarranno in listino insieme, in quanto una non esclude l’altra. Anzi, secondo Jeep le due vetture sono complementari.

Sono parecchie le differenze tra Jeep Avenger e Renegade, a partire dalle dimensioni passando per stile, tecnologia e impostazione, senza dimenticare motori e alimentazioni. Sebbene, infatti, Renegade sia stata la prima Jeep elettrificata con il debutto della versione 4xe, Avenger è il primo modello Jeep a zero emissioni in più di 80 anni di storia del brand. Scopriamo differenze e somiglianze tra Jeep Avenger e Renegade, in una guida alla scelta in attesa di provare la più piccola delle Jeep.

Dimensioni Jeep Avenger e Renegade: entrambe compatte, con proporzioni molto diverse

Partiamo subito con la prima differenza che si nota tra i due modelli, ovvero le dimensioni di Jeep Avenger e Renegade e le conseguenti proporzioni. Prima di parlare di estetica e impatto su strada, già dai freddi numeri si capisce come Jeep Avenger e Renegade siano molto diverse tra loro.
Nel dettaglio, le dimensioni di Jeep Avenger sono:

  • Lunghezza: 4,08 metri
  • Larghezza: 1,80 metri
  • Altezza: 1,55 metri

Le dimensioni di Jeep Renegade, invece, sono:

  • Lunghezza 4,24 metri
  • Larghezza 1,81 metri
  • Altezza 1,67/1,69/1,72 metri
  • Passo: 2,57 metri

Si nota immediatamente una differenza di oltre 15 cm nella lunghezza. Con i suoi 4,24 metri, infatti, Renegade è dimensionalmente più piccola di rivali come Peugeot 2008, Hyundai Kona o Volkswagen T-Roc, inserendosi a metà tra i B-SUV più grandi e le vetture dello stesso segmento, ma più compatte, come DS 3 o SEAT Arona. Jeep Avenger, invece, strappa la palma di B-SUV più piccolo del listino attuale, battendo di 4 centimetri il piccolo T-Cross. A livello estetico, però, Jeep Avenger appare, paradossalmente, più grande.

Come è possibile? La differenza principale è infatti l’altezza: Jeep Renegade è tra i SUV compatti più alti sul mercato con i suoi 1,67 metri. Se scelta in versione 4xe, Renegade guadagna 2 cm in altezza. La versione più fuoristradistica Trailhawk, invece, arriva a ben 1,72 metri, risultando più alta di una Porsche Cayenne di 2 cm. Avenger, invece, è nella media con i suoi 1,55 metri. Questo, unito ad una larghezza pressoché identica, rende Renegade tozza e squadrata, regalandole lo stile che le ha dato tutto il suo successo. Avenger, invece, è più bassa, acquattata e ha linee che ne enfatizzano la larghezza. A livello puramente estetico, invece, Jeep Avenger riprende i classici stilemi di Jeep visti anche su Renegade, evolvendoli e modernizzandoli non poco.

Il frontale non rinuncia alle sette feritoie, tratto distintivo di Jeep dal 1943, e i paraurti non rinunciano a protezioni in plastica grezza e dettagli “fuoristradistici”. I fari, però, non sono tondi come Renegade, ma squadrati e ben integrati all’interno del frontale. Lateralmente, Avenger ha passaruota bombati incattiviti da un dettagli in plastica, le portiere posteriori annegate nel montante posteriore. Dietro, invece, Avenger si ispira a Renegade nella forma arcuata del lunotto, nei fari posteriori squadrati con motivo a X a LED e per il fascione paracolpi in plastica molto avvolgente.

Le linee di Jeep Renegade, invece, le conosciamo bene. Il B-SUV italo-americano, lanciato nel 2014, a quasi 9 anni dal lancio continua a convincere. Il merito è anche di uno stile particolarmente riuscito, tipicamente Jeep ma anche molto simpatico e sbarazzino. Il frontale con i fari tondi e le sette feritoie, la forma molto squadrata, i passaruota angolati e frontale e posteriore massicci continuano a piacere, e a farsi apprezzare dai tanti clienti. Concludendo con le dimensioni di Jeep Avenger e Renegade, a livello di carico i ruoli si ribaltano. Il bagagliaio di Jeep Avenger misura infatti 380 litri sia sulla versione a benzina che sull’elettrica, con quest’ultima che offre 34 litri aggiuntivi sotto il cofano. Renegade, invece, si ferma a 351 litri, che scendono a 330 sulle versioni 4xe.

Interni Jeep Avenger e Renegade: un salto generazionale enorme

Se da fuori i due SUV della Casa americana presentano già diverse differenze, gli interni di Jeep Avenger e Renegade dimostrano come le due auto siano di due generazioni differenti. Se infatti nel 2014, al lancio di Renegade, gli interni convincevano per qualità e tecnologia, oggi la plancia della B-SUV costruita a Melfi fa sentire tutto il peso degli anni.

Convince lo sviluppo in altezza della plancia, così come la presenza del “maniglione” davanti al passeggero per aggrapparvisi su strade sconnesse. Piace su Renegade anche lo spazio in altezza e larghezza, mentre la posizione di guida alta piacerà a chi ama dominare la strada. Ciò che però segna il passare degli anni sono, ad esempio, i comandi del clima, posizionati in basso e piuttosto scomodi, il volante non più all’ultimo grido e le plastiche, seppur di qualità discreta, non appagano alla vista né al tatto. Anche il sistema di infotainment è ancora il vecchio UConnect, un paio di passi indietro rispetto alle rivali più moderne, e gli assemblaggi non sono sempre impeccabili.

Gli interni di Jeep Avenger invece segnano un cambio generazionale totale. I più attenti riconosceranno la derivazione di parte dei comandi dall’apprezzatissima FIAT 500 Elettrica, dai comandi del clima fino alla pulsantiera del cambio, sul tunnel centrale. Anche la posizione delle bocchette dell’aria e dei tasti per la chiusura delle porte è praticamente la stessa, così come gli ottimi schermi di quadro strumenti digitale e infotainment. Il primo ha però dimensioni decisamente più generose di 500, da 10,25 pollici, e ripropone diverse informazioni in più al conducente. Le versioni d’accesso, però, verrà offerta con diagonale da 7 pollici.

Il sistema di infotainment UConnect 5, invece, convince e non poco. Realizzato su base Android Automotive, è fluido, completo e velocissimo, è facile da usare e pieno di funzioni molto interessanti. Convince anche il “coperchio” ripiegabile del vano portaoggetti davanti al selettore del cambio, così come la presenza di una fascia colorata (gialla sulle First Edition) che ravviva l’abitacolo. Praticissima, poi, la “tasca” sotto la fascia colorata per appoggiare gli oggetti di uso più comune. Avenger, infine, è anche la prima auto dell’ex-Gruppo FCA a sfoggiare dettagli di chiara origine PSA. Il selettore delle modalità di guida e i comandi per tergicristalli e specchietti elettrici sono gli stessi che troverete su una Peugeot 2008.

Motori Jeep Avenger e Renegade: la “francesina” e la “melfitana” sono diversissime

Passiamo quindi alla meccanica e ai motori di Jeep Avenger e Renegade, dove forse c’è stata la maggiore rivoluzione. Se infatti esterni ed interni sono già molto differenti, sotto la scocca è tutto, completamente diverso. Partiamo dalla più conosciuta Jeep Renegade, che ha una meccanica totalmente “italiana”. Costruita fin dal 2014 a Melfi, in Basilicata, l’italo-americana è stata realizzata partendo dalla piattaforma FGA Small Wide 4×4, derivata dalla FGA Small usata su FIAT Grande Punto e Opel Corsa all’inizio degli anni ’00 ed evoluta negli anni per essere più rigida, più pratica e, in questo caso, per ospitare la trazione integrale.

Renegade utilizza la versione a passo corso della Small Wide 4×4 insieme alla gemella FIAT 500X, mentre la Small Wide 4×4 LWB (a passo lungo) è usata da Jeep Compass e dal nuovo Alfa Romeo Tonale. Questo ha portato Jeep Renegade ad utilizzare in tutta la sua carriera esclusivamente motori di origine FCA. Oggi la gamma Renegade non conta più sull’apprezzato 1.4 MultiAir, né sugli amati 1.6 e 2.0 MultiJet turbodiesel, ma si sviluppa attorno ai nuovi motori FireFly. Alla base della gamma troviamo il 1.0 Turbo T3 da 120 CV, un tre cilindri turbocompresso disponibile con cambio manuale a 6 marce. Per chi cerca consumi più contenuti, dall’inizio del 2022 troviamo in gamma il 1.5 T4 e-Hybrid, un sistema mild hybrid molto avanzato che conta su 131 CV, un cambio automatico doppia frizione a 7 marce e un motore elettrico da circa 15 CV.

Al top della gamma motori di Jeep Renegade, però, è il sistema 4xe, un ibrido plug-in che conta su un 1.3 T4 FireFly turbo da 130 o 180 CV, accoppiato ad un motore elettrico posteriore da 61 CV. Insieme erogano tra i 190 e i 240 CV a seconda del motore scelto, nonché un sistema di trazione integrale “combinata”. Non ci sono più, infatti, Renegade con trazione integrale meccanica: se cercate l’avventura, la 4xe è l’unica scelta. La batteria da 11,4 kWh consente un’autonomia a zero emissioni di 44 km secondo il ciclo WLTP, e il cambio è un automatico a 6 marce.

La meccanica di Jeep Avenger, invece, è un vero e proprio salto generazionale. Addio, infatti, alla FGA Small Wide 4×4, e al suo posto arriva la piattaforma CMP. Per i più appassionati, questa sigla non sarà affatto nuova. Si tratta infatti dell’apprezzata base meccanica sviluppata dal Gruppo PSA e vista sui modelli più piccoli di Peugeot, Citroen, Opel e DS. Jeep Avenger è il primo modello a sfruttare un pianale di origine PSA, sancendo ufficialmente l’inizio dell’era Stellantis. Avenger, poi, ha un alto enorme primato: è la prima Jeep di serie elettrica, a zero emissioni. La versione di lancio First Edition è infatti stata presentata al Salone di Parigi solo in versione elettrica. La produzione sarà affidata allo storico stabilimento polacco di Tychy, dove sono costruite oggi FIAT 500 termica e Lancia Ypsilon.

Sotto la scocca troviamo il motore rinnovato visto sulle piccole elettriche Peugeot e DS, dotato di 156 CV e 270 Nm di coppia. La trazione è solo anteriore, e la batteria arriva a 54 kWh. L’autonomia tocca così i 392 km nel ciclo misto WLTP, con prestazioni di tutto rispetto. Non ci sarà, però, solamente una versione a zero emissioni: per chi vorrà, Avenger sarà disponibile anche a benzina. Anche qui, però, siamo di fronte ad una cambio epocale. Sotto il cofano, infatti, prende posto il 1.2 tre cilindri PureTech Turbo sviluppato da PSA, disponibile per ora in versione da 100 CV e con cambio manuale. In futuro, infine, arriverà l’immancabile variante a trazione integrale. Si tratterà, però, di una trazione integrale ottenuta con l’adozione di due motori elettrici, per la prima Jeep 4×4 a zero emissioni.

Prezzi Jeep Avenger e Renegade: la più grande costa (per ora) di meno

Arriviamo allora ai prezzi di Jeep Avenger e Renegade, ancora non facili da confrontare. Per ora, infatti, Jeep Avenger è stata presentata nella sola versione top di gamma First Edition, dotata di tutti gli optional e pochissime dotazioni a richiesta. Il prezzo di Jeep Avenger First Edition è infatti di 26.900 euro se scelta con il 1.2 Turbo benzina da 100 CV e cambio manuale, e di 39.500 euro per la versione elettrica. Siamo di fronte a prezzi più bassi rispetto alle cugine Peugeot e-2008, Opel Mokka-e e DS 3, l’unica con già disponibile il nuovo motore da 156 CV.

Di serie, la Avenger First Edition offre i due schermi da 10,25 pollici per quadro strumenti e infotainment, la guida autonoma di Livello 2 con Cruise Control Adattivo e mantenimento di corsia, fari full LED anteriori e posteriori, fascia della plancia gialla, i sensori di parcheggio a 360° con telecamera posteriore a 180°, cerchi in lega da 18 pollici e sedili riscaldati.

Il listino prezzi di Jeep Renegade, invece, è più economico per quanto riguarda le versioni d’accesso, mentre le top di gamma superano di slancio i 40.000 euro. Il prezzo di Jeep Renegade più basso è di 26.000 euro per la 1.0 T3 in allestimento Longitude, quello d’accesso. La dotazione è decisamente più spartana rispetto ad Avenger, nonostante questa costi 900 euro in più. Di serie, infatti, la Longitude offre clima manuale, fari alogeni, cerchi in lega da 16″, radio DAB, sensori di parcheggio posteriori, cruise control classico e sedile posteriore frazionato.

Decisamente più ricca la Limited, che offre il cruise control adattivo, la frenata automatica di emergenza e i fendinebbia. La più ricca è però la versione Trailhawk che include lo schermo più grande dell’infotainment UConnect da 8,4 pollici, il clima automaitco, i sedili in pelle, i vetri oscurati, i cerchi in lega da 17 pollici con pneumatici M+S adatti al fuoristrada. In più non manca anche un’altezza da terra maggiorata e un selettore per le modalità di guida offroad. Disponibile unicamente in versione 4xe plug-in da 240 CV, il prezzo di Jeep Renegade Trailhawk arriva a 45.700 euro.

Quali sono le differenze tra Jeep Avenger e Renegade? A chi sono consigliate

Jeep Avenger e Renegade sono due vetture molto diverse, sebbene siano sulla carta così simili. Sono infatti realizzate su due piattaforme completamente differenti, e questo ne cambia radicalmente l’indole e le caratteristiche. Nonostante i suoi quasi 9 anni di età, Renegade continua a convincere grazie a interni spaziosi, una guida facile e disinvolta e soprattutto ad uno stile riuscito, apprezzato e ancora giovane, vero segreto del suo successo.

Avenger, dal canto suo, perde quello stile squadrato e così particolare di Renegade. Rimane comunque un’auto inconfondibilmente Jeep, dal frontale con le sette feritoie alle linee massicce, aggressive e squadrate. A livello dimensionale, però, è molto compatta e agile, perfetta per la vita in città, e l’altezza ridotta la rende più “normale” delle sue sorelle. Gli interni, però, sono davvero riusciti, e fanno invecchiare in un attimo quelli di Renegade. La tecnologia, la stessa già vista su FIAT 500 Elettrica, Jeep Compass e Alfa Romeo Tonale, è di livello assoluto, e la piattaforma CMP ha dato ottimi riscontri sui modelli Peugeot, Citroen, Opel e DS su cui è stata montata.

Per i puristi manca ancora la trazione integrale, che arriverà sotto forma di un’elettrica con doppio motore. Questo potrebbe rendere Avenger una Jeep invisa ai jeepers, gli appassionati Jeep più incalliti, ma indubbiamente apre il brand ad una nuova fascia di mercato. Come ha fatto per prima Renegade nel 2014, Jeep Avenger riprende ciò che ha reso cool il marchio americano, dallo stile all’indole rude. L’intera auto è però più gentile e adatta alla vita di tutti i giorni, e punta ad essere una Jeep che si sceglie con il cuore, ma anche e soprattutto con la testa. E Renegade? Il SUV italo-americano continua ad esserci, con il suo sistema 4xe e il suo stile così apprezzato.

Per chi cerca un SUV compatto a trazione integrale, Renegade continua ad essere una buona scelta nonostante l’assenza di una trazione integrale meccanica, nonché la scelta obbligata (per ora) all’interno della gamma Jeep. Il look continua a far innamorare, e la praticità e robustezza dell’auto sono note dopo anni di successi. Dopo il lancio di Avenger ci aspettiamo anche importanti campagne di offerte da parte di Jeep, capaci di renderla ancora più appetibile a livello economico. Per ora, Jeep Avenger e Renegade continuano insieme il loro viaggio, con la convinzione da parte di Jeep di avere due modelli non sovrapponibili. Vedremo, quindi, come si evolverà la situazione. Di sicuro, però, Jeep Avenger sarà il cavallo di battaglia della Casa americana, pronta a diventare il nuovo fenomeno di mercato dopo la sorella Renegade. In conclusione, quest’ultima avrà una sua erede molto presumibilmente già nel corso del 2024, e anche in quel momento Avenger e la nuova Renegade continueranno a marciare l’una a fianco all’altra.

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