mercoledì, 18 luglio 2018 - 12:24
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Jeep Cherokee 2WD

Jeep Cherokee 2WD | Prova Flash

Tempo di lettura: 4 minuti.

Ci son auto “insipide”, che non trasmettono emozioni e poi ci son altre che colpiscono al primo sguardo, in positivo o in negativo: o le ami o le odi, ma non passano di sicuro inosservate. La nuova Cherokee con il cofano “spiovente” la griglia a sette feritoie e i fari led sottili appartiene alla seconda specie, o osannata o snobbata.

Abbiamo quindi un profilo estetico poco convenzionale, che “rompe” i canoni classici estetici del marchio, ma mantiene, allo stesso tempo, i tratti stilistici più distintivi dei “padri dell’offroad”. I fari anteriori dalla forma allungata presentano inconfondibili luci diurne a LED e fari allo xeno, che giocano un ruolo importante nel definire le inedite proporzioni del frontale. Lateralmente, spiccano i passaruota trapezoidali, tipici del marchio USA, così come la griglia anteriore a sette elementi, qui con l’aggiunta di un vistoso “scalino”.

I nuovi interni sono moderni, accoglienti e confortevoli, mantengono un’impostazione americana con alcuni accorgimenti pensati per i mercati asiatici. I progettisti Jeep si sono ispirati all’heritage del marchio e molti dettagli riprendono le quattro per quattro per antonomasia, un po’ come già visto sulla piccola Renegade.
La funzionalità è una delle caratteristiche principali degli interni della nuova Jeep Cherokee
, dove non mancano gli scomparti utili a custodire oggetti, che siano portafogli, cellulari o lattine. Inoltre, il sedile del passeggero anteriore abbattibile, offre al proprio interno un comodo contenitore cui si accede ribaltando la seduta.

Le plastiche interne son migliorate rispetto al passato, ma non son ancora al top del segmento: le rivali premium fanno meglio sia come accostamenti, sia come materiali soft touch, anche le cuciture dei sedili a dire il vero sono un po’ grossolane. Nel complesso però l’ambiente è piacevole e lussureggiante, anche nella versione “entry level” Longitude. Scenografico e funzionale il display centrale da Uconnect 8.4″ smartouch con radio DAB, lettore SD card, USB, AUX e l’impianto audio Alpine da 506 W con nove altoparlanti e subwoofer.

Lo spazio per i passeggeri non manca, né per quelli anteriori, né per i tre posteriori, davanti i sedili son accoglienti per ogni statura e comodi per i lunghi viaggi. Le ginocchia di chi si nel retro non toccano mai i sedili avanti e per la testa lo spazio abbonda, solo il quinto centrale si trova in una posizione poco felice: seduto sul “duro”, è impacciato dal tunnel della trasmissione.

Il baule non è da primato, 591litri fino al tetto, ma se c’è il kit di gonfiaggio rimane spazio per un ampio doppiofondo (al posto della ruota di scorta di dimensioni normali). Prese 12V e luci di illuminazione completano la dotazione del portabagagli, in ultimo il portellone elettrico è comodo quando si hanno le mani impegnate dalle borse della spesa.

Su strada: più “europea” nell’assetto e più parca nei consumi

L’esemplare un prova è equipaggiato con il motore trasversale turbodiesel da 2.0 litri a iniezione diretta Common Rail con tecnologia Multijet II. Dotato di sistema d’iniezione Common Rail da 1600 bar, iniettori a solenoide e turbocompressore a geometria variabile (VGT), è in grado di sviluppare 140 CV a 3.750 giri/minuto e 350 Nm di coppia a 1.500 giri/minuto. Abbinato a un cambio manuale C635 a sei rapporti, rivisto negli innesti e poco contrastato nell’inserimento, ha una spinta buona e costante, ma il 2.2Multijet automatico (da noi provato) è tutta un’altra cosa per fluidità, grazie all’automatico a nove rapporti, e per potenza (fino a 200cv).

Per intendersi: i 140cv non son per nulla sottodimensionati per la mole della vettura, lo testimoniano i rilevamenti 10.9 secondi da 0-100 e 187km/h di punta, ma se viaggiate sempre a pieno carico meglio puntare più in alto. Il duemila privilegia l’efficienza, anche per via della trazione solo anteriore, così non si rimane mai delusi e vista la generosa coppia non occorre metter mano al cambio in sorpasso.

Il Cherokee mantiene gran parte delle doti da fuoristrada delle sue antenate, ma la nostra FWD viene concepita perlopiù come un SUV urbano: i consumi son bassi oltre le aspettative: parliamo di 15km/l in autostrada a velocità autostradali (a 130 siamo a 2.400 giri in sesta marcia), con picchi di 12-14 in citta e con 60 litri di serbatoio l’autonomia sfiora i 900km. Invece con una capacità di traino di 2.200kg e un corpo vettura a vuoto di 1650kg una roulotte o una barca pesanti non son un problema da portare a spasso.

Dinamicamente parlando il corpo vettura è molto frenato e si possono digerire le strade tutte curve senza il rischio di nauseare i passeggeri a causa di un rollio esagerato. Nonostante l’assetto “fermo”, le asperità quasi non si sentono, merito della geometria delle sospensioni, del tuning fino delle boccole e della spalla generosa del pneumatico 225/60 con cerchio da 17 pollici. La nuova Cherokee è, infatti, dotata quattro ruote indipendenti con sospensioni multi-link al posteriore e montanti MacPherson sull’asse anteriore. Con il nuovo servosterzo elettronico il feedback alla guida è tra i migliori del segmento e il raggio di sterzata è pari a 10,9 metri sui modelli 4×2: al pari di una compatta.

Manovrare in città è, quindi, più facile nonostante i 4metri e 60 di lunghezza. A pagamento c’è un sistema ad ultrasuoni che rivela un parcheggio, sia in parallelo che in perpendicolare, e assiste il conducente nella manovra.

La nuova Jeep Cherokee è stata sviluppata fin da subito per garantire il massimo livello di sicurezza, costituita da una solida struttura costruita con acciaio altoresistenziale al 65%.
Ciò ha consentito alla nuova generazione del Medium SUV Jeep di 
aggiudicarsi le prestigiose cinque stelle Euro NCAP con un punteggio globale di 83/100.

Gli ingegneri Jeep hanno aggiunto una ricca dotazione per la sicurezza attiva e passiva che comprende oltre 70 dispositivi. Di serie la Cherokee comprende sette airbag (frontali multistadio, laterali anteriori, laterali a tendina e per le ginocchia del conducente), l’ESC (controllo elettronico di stabilità) con ERM (sistema elettronico antiribaltamento) e l’ABS con calibrazione off-road. Per garantire la massima protezione, a richiesta è possibile dotare la nuova Cherokee di ulteriori e innovativi dispositivi, tra cui il Forward Collision Warning-Plus, il sistema di assistenza al parcheggio ParkSense Parallel/Perpendicular Park Assist, l’Adaptive Cruise Control-Plus, il Lane Departure Warning-Plus, il Blind-spot Monitoring ed il Rear Cross Path detection.

Prezzi e concorrenti: 2WD o 4WD, ma tutto è di serie

Il Jeep Cherokee disponibile in tre allestimenti: Longitude, Limited e Trailhawk, con prezzi che partono da 40.150 euro per arrivare ai 53.000 euro della top di gamma Trailhawk 4×4 con il 3.2 V6 Pentastar da 272CV.

Tra le dirette avversarie annoveriamo sia le più generaliste crossover: le coreane e giapponesi Hyundai Santa FèKia Sorento, l’ibrida Mitsubishi Outlander, la Nissan X-Trailsia le concorrenza teutonica più agguerrita come l’Audi Q5la best-seller BMW X3, la modaiola Range Rover Evoque. la Mercedes GLC la Volvo XC60

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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