mercoledì, 21 novembre 2018 - 9:26
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Kimi Raikkonen: ad Austin appuntamento col destino

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Come più volte sottolineato dopo la splendida vittoria di Kimi Raikkon al Gran Premio di Austin, per il finlandese si è trattata di una vittoria da capogiro che ha dato, per altro, un “senso”, quasi allo scadere, in zona Cesarini, al suo secondo periodo con la Ferrari. Come già annunciato, il pilota saluterà la rossa ad Abu Dhabi per accassarsi in Sauber e questa vittoria è tutta sua, figlia di quell’aggressività e tenacia che troppo spesso nel corso di questi anni non si erano viste.

Facile parlare di ordini di scuderia e di ordini dall’alto di fare il secondo: da Monza, quando gli fu comunicata la fine del contratto, Kimi è un pilota libero di correre e ieri se ne è avuta la dimostrazione. Prima posizione agguantata in partenza, una solida leadership mentre Hamilton si fermava per le sue due soste e, sul finire, ottimo nel resistere agli attacchi del duo Verstappen Hamilton, dimostrando una lucidità e una freddezza che, non a caso, gli sono valsi il soprannome che porta.

Sembrava di vedere il Kimi di 11 anni, quando a Interlagos andava a conquistare il suo unico mondiale, l’ultimo titolo piloti della rossa. Fu una gara condizionata dal patatrac McLaren ma fu comunque un trionfo, un appuntamento col destino. Come questa, di domenica, con il miglior modo possibile per salutare tutti i Tifosi, sempre a modo suo (il suo profilo Instagram parla per sé).

E Vettel? Male, anche stavolta. Prima l’errore costatogli tre posizioni in griglia, poi l’aggancio con Ricciardo e relativo testacoda. Risultato? Rimonta dal fondo e un quarto posto conquistato con gli artigli. Se ti chiami Vettel e il tuo compito è vincere il mondiale ancora troppo poco. Speriamo, per il 2020, di vedere un Vettel diverso, alla Raikkonen visto domenica, purtroppo solo questa domenica e poche altre dal 2014 in avanti.

Le dichiarazioni dei piloti Ferrari dopo Austin

Kimi Raikkonen: “Ovviamente è fantastico aver vinto questa gara. E’ stato bellissimo dimostrare a tutti di poter vincere ancora; è questa la ragione per cui siamo qui, per cercare di vincere le corse e i Campionati. E’ stata una gara avvincente non solo per noi, ma anche per gli spettatori. Per tutto il weekend siamo stati costanti, mi sentivo fiducioso e ne sono felice, soprattutto perché ultimamente avevamo avuto dei weekend difficili per tutta la squadra. E’ stata una bella battaglia ed è bello vedere di essere ancora veloci e di poter lottare fin quando si può. In questo weekend la macchina si è comportata come ci aspettavamo. La partenza è stata un momento chiave; durante la prima parte della gara eravamo veloci, ho cercato di gestire le gomme e risparmiare benzina. Poi le Mercedes si sono fermate e sono tornate in pista con gomme fresche: a quel punto il mio obiettivo era quello di tenerle dietro prima che anche noi facessimo il nostro pit stop. Se Hamilton ci avesse superato prima della sosta ai box, sarebbe stata un’altra storia. Stiamo ancora lottando per entrambi i Campionati e va bene così. Ora andremo in Messico, dove cercheremo di fare del nostro meglio e speriamo di ottenere un buon risultato per entrambi i piloti e per la squadra. Lotteremo fino alla fine!

Sebastian Vettel: “Sono davvero felice per Kimi e per il risultato che ha ottenuto oggi, ma non sono soddisfatto della mia gara e sono spiacente per aver deluso la squadra oggi. C’è stato un contatto con Ricciardo nel primo giro, non sono sicuro che lui mi abbia visto quando mi stavo avvicinando. Volevo mettergli pressione per la curva successiva, non intendevo giocarmi tutto in una curva sola, ma non avevo spazio dove andare, così ci siamo toccati con le gomme e io sono finito in testa coda. Credo che questa fosse una gara importante per tutta la squadra ed è bello vedere che avevamo il ritmo giusto durante la gara, sebbene ci siano ancora molte cose da imparare e capire. Non è stato un periodo semplice per me ultimamente e risultati non soddisfacenti fanno parte del gioco, ma credo che sia sempre possibile superare le difficoltà.

Autore: Tommaso Corona

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