lunedì, 23 aprile 2018 - 0:13
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Jean Alesi
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La nostra intervista a Jean Alesi, tra presente e passato

Tempo di lettura: 2 minuti.

È stato presentato ieri a Milano il nuovo Coyote NAV+, l’ultima versione del dispositivo che così tanto successo ha avuto tra gli automobilisti di tutta Europa. Proprio a margine della presentazione, abbiamo intervistato Jean Alesi, indimenticato ex ferrarista e oggi testimonial ufficiale di Coyote anche sul mercato italiano. Ecco cosa ci ha raccontato.

Jean sei testimonial di Coyote anche nel 2018. Un’azienda in continua evoluzione così come i suoi prodotti. Cosa ti piace più del nuovo NAV+ tu che che non sei proprio un automobilista come tutti gli altri?

“Proprio quello che hai detto tu. Ovvero la continua evoluzione di Coyote, ogni giorno c’è una novità delle quali ogni tanto anche io rimango stupito. Il suo segreto che sta alla base del suo successo è però il suo essere in grado di dare informazioni in anticipo grazie alla community che ogni giorno tiene aggiornata la condizione della strada. In più quel senso di sicurezza che solo la community di Coyote riesce a dare sta alla base di un viaggio in auto con la A maiuscola.”

Non possiamo non parlare della tua carriera. Tornano alla memoria i tuoi duelli con Senna (GP U.S.A. ’90) e la tua vittoria con la Ferrari in Canada nel 1995. Dopo la F.1 sono arrivati il DTM, Le Mans e anche Indyanapolis. Un ricordo che ti è rimasto indelebile?

“Beh ho tanti bei ricordi ma se devo pensare alla mia carriera mi tornano in mente i momenti, da giovane, quando presi parte al mio primo Gran Premio (Francia 1989). Un momento di grandi emozioni e un ricordo che rimane per sempre. Mi ricordo più o meno tutte le mie gare ma se devo pensare a un altro momento fuori dall’abitacolo ecco che davanti ai miei occhi si presenta il mio primo giorno alla Ferrari. Ero a Fiorano, stavo per salire su quella macchina rossa e…il resto è storia.”

Il tuo cuore rimane ferrarista?

“Senza alcun dubbio!”

Tuo figlio Giuliano sta cercando di ripercorrere le tue orme. C’è speranza di vederlo presto su una F.1 e con lui il casco così ispirato al tuo che ha fatto emozionare tanti appassionati?

“Con tutto il bene che gli auguro deve concentrarsi sul presente. Quando ci parliamo lui mi racconta di come sta vivendo la sua esperienza alla Ferrari Driver Academy a Maranello, ogni giorno vive a stretto contatto con le rosse di F.1, sta vivendo un sogno, ma io gli dico sempre di tenere la testa bassa e di pensare a cogliere il massimo dalla sua esperienza attuale, il futuro sarà conseguenza di questa attitudine.”

Infine che emozione hai provato a vedere il ritorno di Alfa Romeo in F.1 anche se a livello di sponsorizzazione del team Sauber? Ti fa emozionare?

“Tantissimo perché io amo la storia della F.1 e dell’automobilismo da Nuvolari a oggi. Enzo Ferrari ha iniziato la sua carriera da pilota con l’Alfa Romeo e, visto il mio rapporto con il Cavallino, non si può che sorridere davanti a questa novità. Vero è che si tratta di una sponsorizzazione ma già entrare è importante, sappiamo comunque che Marchionne quando si mette in testa una cosa c’è da stare attenti.”

 

Autore: Tommaso Corona

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