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La nuova Lancia Delta potrebbe vedere la luce grazie a Stellantis?

nuova lancia delta render
Tempo di lettura: 2 minuti

Grazie a Stellantis, sì, ma soprattutto grazie a DS. No, non siamo ubriachi, bensì applichiamo alla lettera ciò che più volte ha ripetuto il CEO Carlos Tavares: condivisione. Ora che la fusione è completa, ci siamo già soffermati sul pensare quali modelli potremmo vedere da qui ai prossimi anni e la presentazione della nuova DS 4, crossover dalle linee coraggiose, ci ha spinto a…spingerci oltre.

Veniamo al soggetto di questo articolo, la nuova Lancia Delta. La 1° generazione non ha bisogno di presentazioni, la 2° qualcuno se la è dimenticata e la 3° non ha centrato gli obiettivi sperati. Ora che la piattaforma c’è (EMP2, made in PSA), capace per altro di accogliere l’ibrido, ha davvero senso pensare a un modello che, dopo anni, possa estendere a due la gamma dei modelli offerti da Lancia, oltre all’eterna Ypsilon recentemente soggetta all’ennesimo restyling.

Sarà proprio la prima parte del 2021 a decidere la sorte di quei marchi che in Stellantis sembrano essere partiti in difficoltà: Abarth, attesa dalla sfida dell’elettrico, e proprio Lancia, sono attese alla prova del 9. La nuova Lancia Delta, quella che sarebbe la 4° generazione di questo modello capace di far appassionare almeno una generazione di appassionati, potrebbe vedere la luce già entro il 2022 e noi abbiamo voluto immaginarla così, come la vedete nella foto di copertina.

L’ispirazione è stata la nuova DS 4 ma ci è piaciuto giocare con alcuni elementi tipicamente Lancia come la calandra e soprattutto, questo sì un omaggio alla Delta 3° serie, ai cerchi. Crossover o berlina? Qui abbiamo lasciato decidere…ai francesi, che per la DS 4 hanno scelto un assetto da crossover, sebbene abbiamo preferito avvicinarla più a terra, come una vera sportiva (visti i trascorsi).

Senza la nuova Lancia Delta, con un solo modello il brand avrà vita dura

Qui è solo questione di fantasia, e il risultato può piacere o meno, ma se così fosse, potremmo anche pensare a un nuovo modello, una nuova speranza, un nuovo motivo per credere nell’Italia, con lo zampino francese, ok, dell’automobile. Questo non è il più il futuro, è il presente!

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