lunedì, 22 gennaio 2018 - 11:20
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Le Mans: L’ALPINE A450

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Il primo obiettivo è raggiunto con il ritorno di Alpine in competizione. Annunciata l’8 marzo, questa partecipazione alla 24 Ore di Le Mans 2013 in categoria LMP2 ha permesso di misurare l’inarrestabile sostegno del pubblico.

In pista, Tristan Gommendy, Nelson Panciatici e Pierre Ragues hanno raggiunto il traguardo. Rallentati da un inizio di corsa complicato, con due interventi del team Signatech Alpine in pit lane, sono poi passati dal cinquantunesimo al quindicesimo posto nella classifica generale finale, e al nono posto in categoria LM P2.
Prova dell’efficacia dell’équipe Signatech Alpine, una giuria ha consegnato il 38° Premio ESCRA (Ecole Supérieure du Commerce des Réseaux de l’Automobile – Scuola superiore del commercio delle reti automobilistiche) per la migliore assistenza tecnica della 24 Ore di Le Mans ai meccanici Michaël Bimont, Pierre Gaches, Benoît Hamel e Denis Motot, capo vettura. Il premio era già stato attribuito all’équipe Renault Alpine, vincitrice nel 1978.
«La prima certezza è la qualità della nostra équipe», sottolinea Philippe Sinault, Team Principal di Signatech Alpine. «Il lavoro effettuato in queste ultime settimane, e ancor più in queste 24 Ore, è stato eccezionale. Siamo fieri di vedere i nostri meccanici premiati da una giuria. È importante, perché è con loro che vogliamo costruire il futuro. Abbiamo anche potuto valutare il desiderio del pubblico di veder continuare la storia di Alpine. La corsa è stata moralmente difficile. Abbiamo dimostrato di avere un grande potenziale. La frustrazione è stata attenuata dal bel recupero realizzato: dovevamo dimostrare di cosa siamo capaci! Ma solo la vittoria è bella, e faremo tutto il possibile per raggiungere questo nuovo obiettivo il più rapidamente possibile!».
Nelson Panciatici: «Penso che siamo stati efficaci. I tempi al giro mostrano che eravamo in linea. Sono ovviamente deluso del risultato finale. Il mio ultimo turno è stato il più difficile, ma non avevamo più niente da giocarci. Abbiamo un potenziale con questa équipe e l’Alpine A450… Lo abbiamo dimostrato!».
Tristan Gommendy: «È stata un’edizione particolarmente difficile. Abbiamo commesso qualche piccolo errore, non siamo rimasti nel plotone durante la prima parte della corsa. Abbiamo fatto il massimo per ritornare in gara. È alla fine della corsa che mi sento meglio e che posso correre di più. Il mio ultimo turno è stato realmente gradevole. Credo di essere rimasto circa tre ore nell’auto, ma conserveremo un ottimo ricordo di questa edizione, che segnava il ritorno di Alpine a Le Mans!».
Pierre Ragues: «Credo che sia stata l’edizione più difficile delle sette cui ho partecipato. Non ho fatto neanche un turno senza pioggia. Le condizioni della pista cambiavano costantemente. Per il ritorno di Alpine a Le Mans, le condizioni avrebbero potuto essere più favorevoli! Dovevamo assolutamente arrivare al traguardo, soprattutto dopo i problemi che abbiamo avuto all’inizio della corsa. Per quanto mi riguarda, ho fatto il massimo, ma sono un po’ deluso e frustrato, perché le nostre ambizioni per il podio erano raggiungibili».

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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