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L’Europa che non vuole le auto a motore tradizionale

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Si moltiplicano le intenzioni di nazioni e città europee che hanno in programma, almeno a parole, di voler vietare la vendita o la circolazione delle auto mosse da motore tradizionale entro il prossimo decennio.

L’ultima in ordine di tempo è stata la Norvegia, che fa seguito a Olanda e alla città di Parigi. Non un semplice blocco alla circolazione, ma un blocco alle vendite di vetture a benzina e diesel a partire dal 2025.

A darne notizia è il quotidiano norvegese Dagens Naeringsliv, poi ripresa da tutti i media internazionali e via Twitter da Elon Musk che ha speso grandi lodi per il paese nordico.

Per il momento si tratta di una proposta, piuttosto concreta e trasversale, che secondo il quotidiano vede l’accordo dei quattro principali partiti, con successiva presa di distanze da parte del partito conservatore.

La volontà non è solo quella di vietare le vendite di auto con motore endotermico ma anche quella di vietarne la circolazione, ritenuta prioritaria nel piano nazionale dei trasporti 2018-2029.

L’altro paese ha già intrapreso questa strada è l’Olanda, il cui Parlamento ha già iniziato l’iter di approvazione del provvedimento, con un primo voto favorevole alla mozione del partito Laburista e dei Verdi, nonostante la forte opposizione dei partiti di estrema destra.

Norvegia e Olanda, sono tra i paesi europei nei quali la percentuale di veicoli elettrici in circolazione è maggiore. Nel paese nordico il 20% del parco circolante è costituito da elettriche pure, arrivando al 33% calcolando le ibride plug-in. In Olanda invece i numeri sono molto inferiori, a malapena prossimi al 2%, che le permettono comunque di entrare nella top 3 dei paesi con maggior numero di auto elettriche. Il tutto senza contare le ibride.

Questa proposta sembra quindi essere decisamente più a portata di mano della Norvegia, che tra l’altro è il maggior produttore europeo di petrolio oltre che essere il paese con il 90% del proprio fabbisogno energetico nazionale soddisfatto attraverso energie rinnovabili, in particolare energia idroelettrica.

Va detto che simili provvedimenti sono decisamente più facili da prendere e realizzare in paesi piccoli, con una popolazione prossima ai 5 milioni di persone in Norvegia e 6,318 milioni in Olanda e con un parco circolante con numeri contenuti: 2,4 milioni.

Altro dato da sottolineare comunque la si pensi, è la lungimiranza dei governi. In Norvegia il 45% delle esportazioni è rappresentato dal petrolio, che pesa anche per il 20% sul PIL nordico.

Soldi che in parte vengono reinvestiti in infrastrutture elettriche e non, cosa che negli atri paesi, Italia in primis, non avviene proprio.

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