sabato, 21 Settembre 2019 - 9:09
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Volvo e il limite di velocità a 180 km/h: una notizia che fa discutere

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Tante volte, da buoni appassionati, il desiderio di andare veloce su un’automobile si scontra con la dura realtà delle strade che ci circondano: limiti, strade dissestate, autovelox, pattuglie e chi più ne ha più ne metta. D’altro canto quando si legge velocità massima 250 km/h ci si chiede: “quando mai potrò andare così veloce”? Memore della realtà che ci circonda, Volvo, da sempre molto attenta alla sicurezza, lancia il sasso che sa di valanga: la sua proposta è quella di portare il limite di velocità a 180 km/h, a partire dal 2020 (e non stiamo parlando di Polestar).  

La strategia etica della Casa automobilistica, nota come Vision 2020, punta ad azzerare il numero di vittime o feriti gravi a seguito di incidente a bordo di una vettura della Casa svedese. Un percorso iniziato ormai una decina di anni fa con lo sviluppo dei primi sistemi ADAS e che oggi segna un nuovo capitolo.

Tre sono le aree secondo le quali si instaurano i maggiori problemi sulla strada che vuole portare alla completa eliminazione degli incidenti stradali, sempre parlando di auto prodotte dalla Casa svedese. Il più ricorrente, o almeno questo dimostrano le statistiche, è rappresentato dall’eccesso di velocità.

Volvo è leader nella sicurezza: è sempre stato così e lo sarà anche in futuro,” ha dichiarato Håkan Samuelsson, Presidente e CEO della marca. “Grazie alle ricerche che abbiamo effettuato, sappiamo dove si concentrano le aree problematiche quando si tratta di porre fine agli incidenti mortali o con gravi conseguenze a bordo delle nostre automobili. E sebbene la limitazione della velocità massima non rappresenti una soluzione definitiva, vale la pena tentare questa strada se può contribuire a salvare anche una sola una vita umana.

Desideriamo avviare un dialogo per stabilire se i costruttori di automobili abbiano il diritto, se non addirittura l’obbligo, di installare a bordo tecnologie in grado di modificare il comportamento del conducente, allo scopo di far fronte a situazioni quali la velocità eccessiva, la guida in stato di ebbrezza o la distrazione del conducente,” ha proseguito Samuelsson. “Non abbiamo una risposta certa al riguardo, ma riteniamo di dover prendere l’iniziativa e guidare il dialogo, svolgendo un ruolo da pioniere in questo senso.”

Il problema legato all’eccesso di velocità consiste nel fatto che, al di sopra di determinate velocità di marcia, la tecnologia di sicurezza installata a bordo e le infrastrutture intelligenti non sono più sufficienti a evitare morti e feriti gravi in caso di incidente. È per questa ragione che nella maggior parte dei Paesi occidentali sono in vigore i limiti di velocità, sebbene il problema della guida troppo veloce sia diffuso ovunque e costituisca una delle più comuni cause di morte nel traffico.

Ogni anno, milioni di persone prendono multe per eccesso di velocità e i dati sugli incidenti stradali pubblicati dall’agenzia governativa statunitense National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) mostrano che il 25% di tutte le vittime di incidenti stradali verificatisi negli USA nel 2017 è riconducibile all’eccesso di velocità.

Jan Ivarsson, uno dei principali esperti in sicurezza di Volvo, sostiene che la gente non si rende conto del pericolo legato alla guida troppo veloce: “In quanto esseri umani, tutti noi comprendiamo i pericoli rappresentati dai serpenti, dai ragni e dall’altezza. Con la velocità non siamo altrettanto bravi,” ha commentato Jan Ivarsson. “Le persone spesso guidano a velocità troppo elevata in una determinata situazione di traffico e fanno fatica ad adeguare la velocità di marcia rispetto alla circostanza specifica e alla loro capacità di guida. Dobbiamo promuovere un comportamento più virtuoso e aiutare le persone a realizzare e comprendere che l’eccesso di velocità è pericoloso.

Oltre all’eccesso di velocità, ci sono altre due aree problematiche che costituiscono un divario da colmare per raggiungere “quota zero”. Lo stato di alterazione e la distrazione, con varie cause tra le quali l’alcool, la droga o, più semplicemente, lo smartphone. Su questi aspetti, prima ancora che sull’imporre un limite di velocità che cambierebbe per sempre il mondo dell’auto, c’è ancora da lavorare e si può fare di più.

Autore: Tommaso Corona

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