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Mazda MX-30: prezzo, motore, autonomia, prova su strada

Tempo di lettura: 6 minuti

Mazda MX-30, un nome che da solo rievoca una sigla davvero pesante per la storia del Marchio giapponese. MX-5 è la roadster più famosa e venduta del mondo, conosciuta anche come Miata è semplicemente l’auto più iconica di Mazda. Il perché di questo nome è presto detto.

Per Mazda MX è una sigla adoperata sulle auto più sfidanti e più a rivoluzionarie, oltre alla Miata e alla MX-30 diverse concept nel tempo hanno portato questa sigla, ricordiamo ad esempio la MX-81 con l’innovativo volante che anticipava i moderni virtual cockpit. Per la MX-30 la ragion d’essere è ancora più evidente, in quanto prima auto totalmente elettrica di Mazda e prima auto elettrica al mondo a portare con sé una filosofia costruttiva che bada all’eco sostenibilità per tutta la vita della vettura, dalla produzione e alla rottamazione.

La prima elettrica della Casa giapponese è realtà, e in pieno stile Mazda decide di lanciarsi sul mercato differenziandosi marcatamente dalle concorrenti. La scommessa nonostante non si possa dire non sia stata vita, ha come contraltare dei vincoli di realtà che si chiamano in primo luogo: autonomia.

Esterni Mazda MX-30: design futuristico e citazioni dal passato

Le dimensioni della Mazda MX-30 sono: lunghezza 4,39 m, larghezza 1,79 m, altezza 1,55 m, con uno stille da crossover simile a quello della cugina endotermica CX-30. Nonostante ciò guardandola dal vivo l’impressione è molto differente, si notano i richiami stilistici e funzionali ad altre vetture della storia di Mazda sono evidenti e le forme quasi da coupé rendono la MX-30 un animale raro.

Impossibile non citare l’apertura freestyle delle portiere, mutuata dalla famosa RX-8, che permette di eliminare il montante centrale e donare alla vettura uno stile futuristico ed arioso. Il risultato è di sicuro effetto e non compromette la rigidità strutturale della vettura. Nonostante ciò la praticità di questa soluzione non può essere paragonata a quella delle classiche portiere. Ma, si sa, se il vestito è troppo comodo non può essere bello, così gli ingegneri Mazda sono dovuti a scendere ad alcuni compromessi che faranno felici gli amanti dello stile e meno gli amanti della comodità.

Gli esterni della Mazda MX-30 sono familiari, ma allo stesso tempo rivoluzionari, bello il disegno tondo dei fari sia all’anteriore che al posteriore che richiama altri modelli della casa. La fiancata è dominata dai passaruota scultorei già visti sulla CX-30. A questi elementi comuni si sposano una linea del tetto estremamente discendente con un particolare lavoro di grafiche a contrasto che abbassano ulteriormente, seppur solo visivamente, l’altezza della vettura. Al posteriore a cuneo si associa un anteriore molto verticale con una calandra che si rimpicciolisce talmente tanto da ricordare le vetture di fine anni ’90.

Un elemento estetico, certamente, ma anche una “non necessità” tecnica in quanto come noto le vetture elettriche hanno necessità di dissipare molto meno calore rispetto alle controparti endotermiche. La tavolozza di colori è sempre abbastanza varia, ma la livrea a contrasto è disponibile solo per le colorazioni: Soul Red Crystal, Polymetal Grey o Ceramic Metallic. Gli altri colori disponibili sono: Polymetal Grey, Machine Grey, Arctic White, Ceramic White e Jet Black. I prezzi variano dai 750 euro dei metallizzati ai 1.000 euro del Premium Machine Gray fino ai 2.250 euro del coinvolgente Soul Red Crystal.

Interni Mazda MX-30: parola d’ordine ecosostenibilità

Gli interni della Mazda MX-30, sono l’approssimazione più vicina a ciò che ci si aspetterebbe su una vettura premium. La qualità dei materiali è di primo livello e l’attenzione è focalizzata anche sull’eco sostenibilità grazie all’impiego del sughero. Gli assemblaggi, i giochi tra le componenti e il feedback di ogni tasto “trasudano” alta qualità. La plancia a sviluppo orizzontale dona ariosità agli interni della MX-30, così come lo schermo dell’infotainment da 8,8 molto schiacciato. Peccato per il sistema multimediale che supporta Apple CarPlay e Android Auto solo via cavo, peraltro, il sistema di navigazione integrato non ha una grafica particolarmente aggiornata. Buona l’interazione che avviene esclusivamente tramite un rotore sul tunnel centrale (HMI Commander)., soluzione ormai rara ma sempre molto efficace e meno distraente rispetto al touchscreen. In basso un ulteriore schermo da 7 pollici dedicato all’innovativo controllo della climatizzazione.

La consolle flottante libera ulteriore spazio al di sotto, dove sono disponibili anche due prese USB e una 220V, non comodissime a dire la verità. Come anticipato l’interno è caratterizzato dalla particolare finitura in sughero, materiale ricavato senza la necessità di abbattere l’albero, ma che allo stesso tempo dona una piacevole sensazione al tatto e un buon grip. Infine come non ricordare il legame storico che lega questo materiale al marchio giapponese, nel 1920 anno in cui fu fondata Mazda la sua principale attività era proprio quella di lavorare il sughero. Anche il resto dell’abitacolo comprese le sellerie sono costituite da materiali riciclati.

Infine il bagagliaio da 365 litri è piuttosto buono, meno bene l’assenza dell’apertura elettroattuata. La powerunit della MX-30 è ovviamente un motore elettrico denominato “e-Skyactiv” con potenza massima di 107 kW ovvero 145 CV, capace di garantire 270 Nm di coppia istantanea, per uno 0-100 che viene coperto in 9,7 secondi.

Mazda MX-30 l’incognita batteria: la giusta misura è troppo poco?

La vera nota dolente della Mazda MX-30 è la batteria che conta una capacità di appena 35,5 kWh. Una mancanza o una scelta? La risposta è meno scontata di quanto si possa pensare. In primo luogo Mazda rileva come in media i clienti europei percorrono 48 km al giorno, ecco perché qui l’autonomia di circa 200 km nel ciclo WLTP non dovrebbe preoccupare. Al contempo la “misura” del pacco batteria è stata influenzata dagli studi sulle emissioni di C02 delle auto elettriche considerando l’intero di vita (LCA – Life-Cycle Assessment) del mezzo, secondo quest’ultimi le emissioni di CO2, considerando quelle provocate dalla costruzione stessa della vettura e dallo smaltimento del pacco batterie esausto, sono decisamente inferiori per le auto con pacchi batteria più piccoli. Del resto per chi dovrà percorrere più strada Mazda ha in serbo un’attesissima versione con in motore rotativo di tipo Wankel che funzionerà come range extender. La casa giapponese ha infatti riesumato il glorioso motore rotativo perfezionandolo per renderlo perfetto per funzionare come generatore di corrente. Quest’ultimo non trasmetterà la trazione alle ruote e lavorerà a rotazione costante producendo energia nel modo più efficiente possibile. La soluzione potrebbe essere vincente perché rispetto a un classico propulsore ciclo otto il Wankel è più leggere e compatto, emette meno inquinanti e richiede decisamente meno manutenzione se lavora a regimi costanti.

Per quanto riguarda la ricarica, il sistema e-Skyactiv può essere caricato con alimentazione CA o con ricarica rapida tramite alimentazione CC. Il modello supporta la ricarica a 125A CC sia con lo standard CHAdeMO che con quello COMBO. La batteria della Mazda MX-30 si può caricare dal 20% all’80% in 3 ore utilizzando l’alimentazione in CA, o in circa 36 minuti con quella in CC.

Alla guida della Mazda MX-30: fluidità, mai fiacca

La guida della Mazda MX-30 è particolarmente fluida e ovattata, risultato ottenuto anche grazie al sistema di controllo della coppia motrice, chiamato Il G-Vectoring Control Plus, che gestisce l’assetto in base alla velocità e in base alla pressione applicata sul pedale del motore elettrico. La consolle ingloba anche 4 pulsanti: P per la sosta, R per la retromarcia, N per la folle e D per la marcia. Presenti anche due paddle dietro il volente che, invece di cambiare le marce, fungono da regolatori della frenata rigenerativa, con cinque livelli selezionabili: due livelli superiori e due inferiori rispetto al livello di base “D”, ed influenzano anche la posizione di ON che di OFF del pedale del motore elettrico.

Al volante della MX-30 la sensazione è quella di guidare quasi nel velluto, il propulsore molto silenzioso e l’ottima taratura delle sospensioni, in particolare all’anteriore, contribuiscono a questa sensazione. La visibilità è favorita dall’altezza da terra, tuttavia al posteriore è particolarmente contrastata dalla forma del lunotto. Per fortuna esistono le telecamere con visuale a 360°, purtroppo lo schermo non è enorme ed è piuttosto lontano dagli occhi ed obbliga ad aguzzare la vista. Il carattere della vettura è del tutto peculiare, più scattante di una vettura endotermica, ma con un’erogazione decisamente più graduale e costante rispetto alle auto elettriche più diffuse. Il comfort di guida è dunque garantito ed è anche coadiuvato da un tranquillizzante, finto, rumore del motore ottimamente tarato e quasi naturale.

Prezzi Mazda MX-30

Tre gli allestimenti disponibili per la nuova MX-30: Executive, Exceed ed Exclusive, con prezzi che oscillano tra i 34.900 euro della prima ai 39.350 euro della top di gamma. I prezzi indicati sono al lordo degli ecoincentivi statali che, tuttavia, al momento non sono attivi. A mettere una pezza ci pensa la stessa Mazda che propone in questo periodo la CX-30 con uno sconto di 4.500 euro.

Mazda ha già pensato a un’offerta per la sua nuova arrivata grazie alla formula di finanziamento Mazda Advantage, a partire da 329 euro/mese (Tan fisso 3,99% – Taeg fisso 5,05%) per la versione Executive con anticipo.

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