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Mazda MX-5 Excite: prova su strada

Foto di Gabriele Bolognesi
Tempo di lettura: 4 minuti

Piacere, sono la cabrio più venduta di tutti i tempi, faccio parte della terza generazione lanciata nell’ormai lontano 2006, figlia della “leggendaria” Eunos Roadster nata a fine anni ’80.

Abbiamo deciso di fare la conoscenza con uno dei miti dell’automobilismo moderno, la Mazda MX-5, l’auto che ha fatto riscoprire – e riapprezzare – le spider, senza compromettere in alcun modo il piacere di guida, anzi. Nel 2013 ha subito un leggero restyling e ora è finita nelle nostre mani: ecco com’è andata.

La vettura in prova: più bella di così

MX-5 02

L’MX-5 che abbiamo provato è in configurazione Roadster Coupè (con il tetto rigido) ed è la versione limitata Excite, che potrebbe rappresentare il “canto del cigno” per quanto riguarda questa della piccola giapponese, in attesa del nuovo modello – creato in collaborazione con il Gruppo Fiat – previsto per il 2015.

La Limited Edition Excite, esalta la bellezza delle linee dell’MX-5, regalandole un’accoppiata con cerchi in lega da 17” dalla finitura cromata e carrozzeria in tinta Deep Chrystal Blue che toglie il fiato. Questo colore rende al meglio sotto i raggi del sole, dove la spider trova il suo habitat ideale. Il muso è la parte più affascinate con le bombature sui passaruota anteriori e i fari con bulbo lenticolare dallo splendido design. Manca purtroppo l’opzione dei fari allo xeno, problema sempre rimediabile in aftermarket.

Gli interni spartani della MX-5 sono stati resi più accoglienti da questo nuovo allestimento. Molto belli i sedili in pelle Sand e gli inserti, di nuovo in pelle, dalle ottime finiture posizionati sulle portiere, sul volante con comandi integrati, sul pomello del cambio e sul freno a mano. La strumentazione è molto sobria, semplice e non c’è confusione di pulsanti come su alcune auto più moderne. Al centro della plancia c’è uno schermo da 6,1 pollici che fa da navigatore, radio CD/MP3 e Bluetooth con streaming audio. Sotto troviamo i comandi del clima automatico, mentre sopra al monitor quelli per aprire il tetto, in 12 secondi netti.

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Due posti secchi e un bagagliaio che mantiene sempre la stessa capienza: con la capote chiusa o aperta, la capacità di carico è sempre di 150 litri, più che sufficiente per qualche giorno di vacanza in coppia.

Alla guida: il divertimento non manca mai, qualche cavallo sì

Appena saliamo a bordo, sentiamo subito l’atmosfera della “vecchia scuola”: posizione di guida ottima, nonostante le poche regolazioni disponibili – il volante si muove, poco, solo in altezza – sedili senza tanti fronzoli e volante quasi totalmente verticale.

Quando si mette in moto il quattro cilindri 1.8 benzina, il sound dei due scarichi arriva subito all’orecchio e vi accompagna costantemente, in modo piacevole, durante la guida. Purtroppo, però, in autostrada l’insonorizzazione a capote chiusa non è all’altezza, e a 130 km/h di rumore se ne sente un po’ troppo.

I 126 cavalli e i 167 Nm permettono all’MX-5 di accelerare da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 198 km/h. La grande leggerezza (1150 kg) e la trazione posteriore regalano tanto divertimento, soprattutto in curva. Quando si aggiungono anche i sovrasterzi il sorriso non tarda ad arrivare, però, per poter godere di un buon sovrasterzo di potenza la vettura necessiterebbe si qualche cavallo in più, e in Mazda hanno pensato anche a questo con la motorizzazione più potente, il 2.0 da 160 CV.

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Lo sterzo è sempre consistente ed essendo slegato dalla trazione posteriore, si comporta sempre in maniera ideale trasmettendo ogni sensazione al guidatore, che ringrazia e si diverte.

La questione del cambio merita una nota a parte. La leva, corta e tozza, offre una perfetta impugnatura e gli innesti sono duri ma molto precisi, esaltando il piacere di guida. Sia chiaro, questa MX-5 non un’auto per tutti e non è una spider facile da guidare bene, ma una volta prese le misure con i comandi e la giusta confidenza con la distribuzione dei pesi (50% ant. e 50% post.), non vorrete più scendere da questa MX-5, e se lo farete sarà per salire sulla versione più performante.

I consumi, invece, non sono meritevoli di plauso, ma d’altronde da un milleotto aspirato non si possono pretendere miracoli. Dosando il gas in maniera attenta comunque si ottengono buone percorrenze, vicine ai 7 l/100 km dichiarati dalla Casa giapponese. In autostrada a 120 km/h con cruise control si scende sotto i 6,8 litri, mentre in città difficilmente si riesce a stare sotto gli 8/8,5 litri.

Filosofia cabrio

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Guidare “en plein air” rappresenta uno stile di vita, un modo di pensare. Quando si decide di comprare una spider, l’acquirente sa già che dovrà andare incontro a qualche sacrificio, ma sa anche che le sensazioni di guida sono amplificate e che con il tetto giù si vive la vettura in maniera totalmente diversa.

Ecco perché noi appassionati siamo dell’idea che se si decide di comprare una decapottabile, quest’ultima debba  viaggiare – ogni volta che pioggia e clima rigido lo permettono – con il tetto aperto. Potrà sembrare una banalità, ma quante volte vi è capitato di vedere cabrio “non sfruttate” mentre fuori il sole splende? Questo fenomeno si palesa molto meno, rispetto alla media, quando la spider in questione è una Mazda MX-5, la quale incarna lo stereotipo della vera cabrio “nuda e cruda”.

Prezzo e concorrenti

L’ultima arrivata, MX-5 Excite, condivide i prezzi con la versione Cult e parte dal prezzo di 25.950 euro per la versione “soft top”. La nostra Mazda invece si presenta alla clientela con il prezzo di 27.950 €, 2.000 in più della versione con il tetto “morbido”, ma da me preferita sia dal lato estetico, sia da quello pratico.

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Inoltre l’MX-5 si presenta pronta all’uso, infatti, senza l’aggiunta di optional si ha tra le mani una vettura dalla dotazione completa, a un prezzo non basso in assoluto, ma in linea con il mercato.

Un mercato, quello delle cabrio, che vede una concorrenza molto diversificata e ben radicata. A partire dalle più costose e performanti Audi TT spider, BMW Z4, Mercedes-Benz SLK e Lotus Elise, per continuare con Mini Roadster, Opel Cascada, Volkswagen Golf e Maggiolino cabrio. Tanti modelli, tutti con una propria personalità, come la MX-5 che da più di trent’anni propone la sua idea di “scoperta”, trasformando ogni generazione della cabrio giapponese in un mito.

Pilota professionista

Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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