domenica, 17 Novembre 2019 - 15:53

Mazda2 1.5 90 CV | Prova su strada

Tempo di lettura: 7 minuti.

Recentemente rinfrescata, la Mazda2 è la citycar giapponese che si rinnova nella sua terza vita, quella derivata dal concept Hazumi, del lontano Salone di Ginevra 2014, dove per la prima volta si differenziava notevolmente dalla serie precedente.

Con il leggero maquillage dell’anno scorso, non cambiano le dimensioni esterne 4.060 x 1.695 x 1.495mm e non varia il passo di 2,57 metri. Invece si perfeziona l’unico motore disponibile, con tre livelli di potenza, che rispetta i criteri di omologazione Euro 6d temp, confermando la piccola giapponese al vertice della categoria delle compatte cittadine.

Design: ritocchi invisibili

Il moderato facelift mantiene quindi immutata le muscolosa linee del Kodo design puntando invece a cambiamenti più sostanziali da un punto di vista tecnico, di qualità di guida e soprattutto di qualità percepita per quanto riguarda dotazioni tecnologiche, materiali e finiture degli interni.

 Variano alcune versioni e i due pack:

  • le versioni con il Comfort Pack, già equipaggiate nella precedente versione con cerchi in lega da 15”, sensori parcheggio e fendinebbia, si arricchiscono dei vetri privacy, piacevolmente scuri rispetto alle concorrenti;
  • le versioni Exceed dispongono di videocamera posteriore e Smart Key di serie, in aggiunta ai fari Full LED, clima automatico, sistema di frenata di emergenza, sensori luce/pioggia, sistema infotainment MZD Connect completo di navigatore e cerchi in lega da 16”, già presenti nel precedente modello;
  • il Leather Pack prevede, a parità di prezzo, la scelta tra pelle Black e pelle White. Inoltre, fanno parte del Leather Pack anche i nuovi cerchi in lega da 16” bicolore Silver.

Più importanti gli interventi sugli interni dell’auto dove i progettisti si sono concentrati molto sulla qualità dei rivestimenti sia in tessuto – con nuove tonalità di colore su tutte le versioni – che in pelle, optional sulla versione top di gamma. 

Lo spazio interno, concepito attorno a guidatore e passeggeri di Mazda2, si è evoluto mediante l’utilizzo di una nuova grafica per la strumentazione, nuove finiture Piano Black ed un nuovo tipo di volante che restituisce un ottimo feedback.

L’Active Driving Display è stato rivisto al fine di migliorarne qualità e fruibilità nell’utilizzo quotidiano grazie all’adozione di uno schermo a colori più luminoso, molto più facile da leggere a colpo d’occhio, ma a nostro avviso con un contagiri digitale troppo piccolo rispetto al passato e l’impianto audio dispone ora di Radio Digitale DAB sulle versioni top di gamma (Exceed).

Interni dominati da plastiche di buona qualità, ma non sempre morbide. Piace il design delle bocchette asimmetriche. Il cambio manuale è un riferimento per precisione e inserimenti.

Il livello di qualità costruttiva della Mazda2 è stato ulteriormente migliorato con l’aggiunta di materiali fonoassorbenti per una migliore silenziosità e comfort acustico. E infatti all’interno la qualità percepita è buona, e si sente meno rumore di rotolamento rispetto ad esemplari provati in passato. Le plastiche sono morbide, ma non eccessivamente in alcune zone esposte.

La postazione di guida è ergonomicamente corretta, i comandi del clima e dell’infotainment sono a portata di mano e la visibilità è discreta, merito dei montanti anteriori arretrati. I sedili sono parecchio avvolgenti e comodi anche per lunghi tragitti, peccato per la regolazione dello schienale a “scatti”. Il clima manuale invece è sempre da regolare, consigliamo di optare per l’automatico, disponibile sulla più ricca Exceed.

L’abitacolo si rivela spazioso per quattro passeggeri, con qualche sacrificio per i più alti. Il bagagliaio con i suoi 280/950 litri non è tra i più grandi della categoria, anche se di forma regolare, ma con bocca di carico posta ad elevata altezza da terra.

Alla guida della Mazda2 1.5L MT Evolve: un aspirato che soddisfa

La novità principale del leggero restyling di Mazda2 riguarda tuttavia l’evolizione della motorizzazione: avevamo già avuto modo di saggiare la filosofia Mazda del rightsizing, in controtendenza rispetto alla concorrenza, incline a montare sulle vetture utilitarie e di fascia B motori con cilindratura ridotta, tre cilindri e turbocompressori compatti (cosiddetto downsizing). Mazda ha scelto la strada di un’ottimizzazione e aumento dell’efficienza dei propulsori già esistenti, con l’utilizzo di un motore con tecnologia Skyactive a quattro cilindri 1.5 aspirato, comprensivo del sistema start e stop. La mancanza di una turbina favorisce la diminuzione dei consumi di carburante ed è compensata dal peso della vettura relativamente ridotto rispetto alle concorrenti nel segmento.
Inoltre in quanto a vibrazioni e rotondità il motore giapponese non ci sembra secondo a nessuno (tranne che a freddo), anche per il frazionamento a 4 cilindri, in un mondo ormai di piccole a tre.

La motorizzazione diesel della piccola Mazda non è più disponibile per questo modello e adottando un approccio ingegnoso, Mazda ha nuovamente dimostrato che si possono ottenere emissioni pulite anche senza complessi e costosi dispositivi di post-trattamento allo scarico. Infatti, il motore benzina SKYACTIV-G ad iniezione diretta rispetta le norme Euro 6d temp, senza la necessità di filtri antiparticolato e solo con le modifiche apportate al motore. Il cambio manuale, ha innesti precisi e puntuali (di riferiemento oseremmo dire) dispone di marce lunghe (purtroppo solo 5) che fanno viaggiare la Mazda2 a 2.850 giri a velocità da codice autostradale.

E alla prova dei fatti si vede come il 1.5 sia brioso sia in basso che in alto, con un tiro molto regolare già a soli 1.500 giri. La coppia massima è sì in alto (148Nm a 4.000giri), ma distribuita in modo uniforme per tutto il resto della fascia di lavoro. Il picco di potenza (90 CV) poi si raggiunge a 6.000 giri, ma conviene cambiare prima: insistere è controproducente. Per noi questa è l’unità più equilibrata, sta a voi optare per il 75 CV se predilige un uso urbano, o 115 CV se ci si trova spesso a percorrere le tre corsie autostradali, certi che la coppia massima è sempre la medesima o quasi. Per far capire le potenzialità la “nostra” Mazda2 90 CV fa segnare un ottimo 9,4 secondi nello scatto da 0-100 km/h e raggiunge una velocità massima di 183 km/h.

La guida è appagante e non disdegna i percorsi tortuosi, ma stiamo comunque parlando di una tranquilla citycar. Motore corposo e rotondo, non è mai in affanno

Ora grazie alle precedenti soluzioni, all’elevato rapporto di compressione 14:1 i consumi risultano molto bassi. Il propulsore della Mazda2 non essendo sovralimentato ha poca spinta ai bassi regimi, ma la ripresa risulta comunque lineare. Il lato positivo di questa caratteristica si traduce in termini di efficienza elevati con un consumo medio di circa 16 km/l in ogni condizione.

L’obiettivo di Mazda è quella di costruire auto che abbiano una dinamica di guida esaltante e che tendano, in ossequio alla filosofia Jinba Ittai, all’unione ideale tra l’uomo ed il mezzo meccanico. Per seguirla alla lettera a livello meccanico sono state inoltre aggiornate le geometrie di sospensioni e sterzo per un migliore comportamento su strada. Notiamo una dinamica di guida sincera e piacevole. Ovviamente rollio e beccheggio sono presenti, essendo prevalentemente una cittadina, ma sui percorsi tortuosi si lascia guidare, senza esagerazioni, complice un assetto solido e frenato. Le sospensioni assorbono bene i dossi e le asperità della strada, anche grazie alla gommatura da 185/65 montata su cerchi da 15”. Lo sterzo è leggero ma preciso e conferisce il giusto comfort e piacere di guida alla vettura. I controlli elettronici sono solerti nel frenare ogni movimento anomalo del corpo vettura. Notevole il diametro di sterzata di soli 9,4 metri muro-muro.

Da un punto di vista della dotazione tecnologica Mazda2 è stata dotata del G-Vectoring Control (GVC), che fa parte delle tecnologie SKYACTIV-VEHICLE DYNAMICS di Mazda, che varia la coppia del motore per ottimizzare il carico su ciascuna ruota e fornire una gestione più precisa della coppia per un migliore comfort unito ad un inserimento in curva ancora più preciso.

Infotainment e sicurezza al top, ma non per tutti

Abbiamo detto che la vettura è pronta a stupire per qualità di comfort e accessori. Tra questi ultimi spicca l’infotainment (non disponibile sulla base e opt. sulla Evolve), importante punto a favore della casa giapponese. Semplice e intuitivo, il tablet MZD Connect da 7 pollici touchscreen è utilizzabile fino ad una velocità di 7 km/h, dopodiché è possibile accedere ai menù attraverso la rotella posizionata dietro alla leva del cambio, come sui modelli tedeschi di alta gamma. Al di sopra della rotella vi sono alcuni tasti che velocizzano il passaggio da navigatore a multimedia e aiutano il guidatore a non distrarsi durante la marcia. Sotto invece c’è il comando per regolare il volume, facilmente raggiungibile da tutti i passeggeri. Il navigatore offre mappe europee in 3D su scheda SD. Non mancano Android Auto ed Apple CarPlay.

Tanti i comandi disponibili sul volante: a sinistra si comanda l’infotainment mentre a destra il cruise control o limitatore di velocità. Ottimi i comandi vocali che rispondono alle richieste in modo veloce e corretto.

E’ inusuale trovare su una piccola un comando rotary per l’infotaiment, la Mazda lo offre, unito al touch (attivo solo a basse velocità).

Capitolo sicurezza invece l’ultimo modello Mazda, nonostante un peso a vuoto che parte da soli 970 kg, garantisce inoltre un’eccezionale sicurezza passiva. Tutto questo grazie alla struttura innovativa del suo telaio SKYACTIV-Body, che contiene una maggiore percentuale di acciai leggeri ed ultraleggeri ad alta resistenza rispetto al telaio della Mazda 2 attuale. Ai severi crash test EuroNCap la Mazda 2 prende quattro delle cinque stelle previste.

La Mazda 2 vanta anche un pacchetto di sicurezza attiva migliorata (I-Activesense Technology +600 €), riservato alla versione più ricca Exceed, che introduce il riconoscimento dei pedoni per il sistema di frenata intelligente in città cui si  aggiunge anche la funzionalità di pericolo in retromarcia.

Inoltre può disporre di un sistema di rilevazione della stanchezza del guidatore, sistema di avviso fuoriuscita dalla carreggiata, fari anteriori Full LED, sistema di monitoraggio degli angoli ciechi e sistema di controllo dei fari abbaglianti. Occorre altresì dire che la versione da noi provata non aveva nessuna di queste features, non disponibili neppure come optional: occorre optare per la più ricca Exceed.

Prezzo e concorrenti

Tre gli allestimenti disponibili, tutti 5 porte:

  • Essence (di serie: servosterzo elettrico, 6 airbag, ABS, controllo di stabilità e trazione, climatizzatore manuale, computer di bordo, sistema start e stop, radio e presa USB/AUX con comandi al volante)
  • Evolve (in aggiunta al precedente: bluetooth, cerchi in lega, sedile posteriore frazionabile, cruise control e limitatore di velocità)
  • Exceed (in aggiunta ai precedenti: climatizzatore automatico, fendinebbia, sensori di parcheggio, lettore CD/MP3, sistema di controllo fuoriuscita dalla carreggiata, sistema di frenata intelligente, cerchi da 16″, fari Full LED)

Tre livelli di potenza sono disponibili: 75 CV cambio manuale, pensato per offrire la possibilità di guida anche ai neopatentati, 90 CV cambio manuale e automatico e 115 CV cambio manuale e sistema i-ELOOP per il recupero dell’energia in frenata, tutti rispondenti all’ultima normativa sulle emissioni Euro 6d Temp.

Un innovativo modo di sviluppare i motori, molti componenti sono è stati reinventati per migliorare efficienza e dinamica: tutto ciò è la Skyactiv Technology.

Il prezzo per la base Essence da 75 CV è di 14.050 Euro, per il modello Evolve da noi provato siamo a 15.500 €, per arrivare ai 19 mila euro del top di gamma Exceed con motore da 115 CV. Pochi gli optional disponibili come il Connect Pack, il Confort Pack e il metallizzato.

L’ambizione della Mazda2 è quella di competere con vetture che fanno della loro immagine la caratteristica “must”, come Mini e Audi A1, ma anche con auto “fresche” e dinamiche, come la DS3, Renault Clio  e Peugeot 208 o le coreane Hyundai i20 e Kia Rio.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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