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Mercato auto: novembre Europa a +0,9% e Italia a -4,54%

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“L’Italia grazie alla totale mancanza di strategie politiche e alla tassazione selvaggia continua ad essere fanalino di coda di un’Europa che a sua volta è fanalino di coda del mondo. La politica deve dare un segno di discontinuità andando in controtendenza rispetto a quanto fatto fino ad ora e cioè utilizzare il settore auto come bancomat”.

Questo il commento di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, ai dati europei delle immatricolazioni auto, diffusi oggi da Acea, che a novembre hanno registrato il terzo rialzo consecutivo con 975.281 unità, +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2012, mentre in Italia lo stesso mese si è chiuso a -4,54%. A fronte di questo timido segnale europeo di ripresa, il mercato dei 27 più Efta resta in territorio negativo con un complessivo negli 11 mesi di -2,8%.

“Da tempo chiediamo al Governo interventi concreti per il settore auto – prosegue il presidente di Federauto, l’associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus-. In particolare l’attuazione di politiche di defiscalizzazione per i privati e le aziende. Ripartire dal settore auto, che occupa 1.200.000 addetti, significa offrire un futuro al Paese”.

A tal proposito, il 16 dicembre si è tenuto un’incontro a Montecitorio tra Federauto e il presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone.

Per l’associazione, che rappresenta i concessionari di tutti marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, veicoli industriali e autobus erano presenti il presidente Filippo Pavan Bernacchi, il direttore generale Gianfranco Soranna e Marco Di Pietro, consulente della Federazione per la fiscalità delle auto aziendali.

Secondo quanto dichiarano gli esponenti di Federauto, Capezzone ha dimostrato vivo interesse per le problematiche della filiera auto vittima della morsa della crisi strutturale del nostro Paese e delle scelte governative che fino ad oggi hanno avuto l’effetto di affossare un comparto che vale l’11,6% del Pil, partecipa per il 16,6% alle entrate fiscali nazionali occupando complessivamente 1.200.000 addetti.

“Quello di oggi è stato un incontro molto importante – ha dichiarato il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi al termine del confronto – in cui abbiamo posto l’accento su possibili rimedi volti a rilanciare i consumi e il mercato dell’auto a breve e a lungo termine, trovando in Capezzone un interlocutore disposto ad impegnarsi con noi nell’individuazione degli strumenti e dei percorsi utili per intravedere la luce alla fine del tunnel. In particolare – ha concluso Pavan Bernacchi – abbiamo discusso delle misure per incidere positivamente sulla riduzione della fiscalità delle auto sia private che aziendali“.

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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