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Mercedes Classe B 250e Plug-In: Prova su strada, motore, consumi e prezzo

Tempo di lettura: 7 minuti

Siamo giunti alla terza serie di Mercedes Classe B, un’auto che ha la Stella sul cofano dal 2004 e che da quell’anno ha conquistato più di un milione di clienti nel mondo, di cui un 15% abbondante in Italia. Dopo il cambio di segmento della Classe A, di dimensioni comunque più contenute, per anni è stata l’unica proposta nel segmento delle monovolume premium e ora si rinnova completamente migliorando tutti gli
aspetti, dalla guida, al comfort a bordo, alla tecnologia.

Mercedes B: una “classe” elegante e mai sfacciata

A livello stilistico la differenza con la vecchia Classe B si percepisce subito, ormai lo stile è maturo e classico, ovviamente la “spolverata” di fari Led contribuisce all’eleganza della vettura. A occhio nudo la linea è globalmente più filante e più pulita. Risaltano maggiormente i dettagli come la grossa stella anteriore – che nasconde sapientemente il radar – oppure i proiettori disegnati con pochi sfuggenti tratti.
Poi ce ne sono altri che definiscono il family feeling, come il design del giro porta, oppure le stesse maniglie, la forma a cuneo della fiancata, oppure le cromature intorno alle guarnizioni. Le linee del posteriore sono molto pulite ed eleganti anche se non altrettanto originali come quelle del frontale. In generale, in ogni caso, si tratta di un’auto appagante, ma piuttosto “minimal”. Insomma, se vi piace lo stile delle Mercedes degli ultimi anni, la Classe B vi soddisferà al 100%.

Con la terza versione la lunghezza è cresciuta in modo impercettibile (4,42 metri, + 26 millimetri), così come la larghezza (+1 cm). L’altezza invece è diminuita di 40 mm, mentre il passo è aumentato di 30 mm. Cambiamenti con la versione benzina? Poche, ci pensano pochi ma essenziali elementi a differenziare le versioni endotermiche da quella ibrida plug-in della compatta di Stoccarda. Sono infatti i badge EQ Power e quello “250e”, sul portellone, a semplificare l’identificazione di questa versione a batterie di una delle auto più desiderate dai Millennials. C’è poi un altro elemento essenziale e speculare al vecchio sportello per il rifornimento di benzina: si tratta dello sportello per la ricarica, sul lato destro della vettura. In vista posteriore, i codini finti ingannano a meraviglia: il vero scarico sbuca sotto il pianale.

Diciamo subito che la Classe B non è una campionessa di volumetria interna, ma non per questo è piccola, in quattro si sta comodi, il quinto patisce invece il divano rigido centrale. Considerate le dimensioni esterne ci si potrebbe attendere qualche cosa in più, anche dal bagagliaio che si ferma a meno di 450 litri, ma per via della batteria del motore elettrico.

Ma la Mercedes si fa perdonare con tutto il resto. Il Cx di 0,25 si traduce in una totale assenza di fruscii e vortici. I materiali, poi, sono di alta qualità con il cruscotto che ha una plastica morbida come in giro se ne vedono poche. Anche i pannelli lucidi sono fatti molto bene e non si graffiano, mentre gli accoppiamenti – anche tra superfici diverse – sono semplicemente perfetti. Forse a nostro avviso gli ambient light sono veramente eccessivi per un’auto da padre di famiglia, ma si possono regolare nel colore e nell’intensità, specie la notte, quando creano fastidiosi riflessi su vetri e parabrezza.

Menzione di merito anche ai sedili, che sono piuttosto duri come da tradizione teutonica ma anche estremamente confortevoli. In altre parole, a bordo si respira un senso di pace e comodità, che fa risaltare ancora di più le caratteristiche del sistema di infotainment MBUX, debuttato sulla Classe A. Il lungo display sviluppato orizzontalmente con cluster e infotainment quasi contigui, molto eleganti e funzionali. Qui un menu specifico (EQ) permette di visualizzare in primis i flussi di energia tra motore termico, motore a benzina e batterie, finendo con la media dei consumi e le impostazioni per la ricarica.

Guidando la Classe B si scopre che la sua dimensione è assolutamente corretta. Non costringe a spostare troppo gli occhi dalla strada ma non distrae nemmeno troppo occupando il campo visivo. Le sue funzionalità e possibilità sono semplicemente il top attualmente in circolazione e ci vorrebbero pagine a parte per descriverle tutte. Per cui ne scegliamo una, il navigatore con realtà aumentata, che quando è ora
di svoltare sovrappone l’indicazione digitale all’immagine live della telecamera anteriore: una vera chicca.

Alla guida della Classe B 250e: ideale per la città e l’extraurbano, meno per i lunghi viaggi

Ormai è volontà comune abbandonare i diesel in favore dell’ibrido, e in Mercedes non si fanno trovare impreparati. In questo caso la “Stella” proprone una plug-in hybrid benzina, con un’autonomia dichiarata di 70 km in modalità 100% elettrica e caratterizzata da efficienza (1,6-1,4 l/100 km nel ciclo combinato) ed emissioni
(36-32 CO2  g/km nel ciclo combinato) record.

L’accoppiata è quindi il motore 1.3 4 cilindri turbo da 163 CV, quello che solitamente troviamo sulla B 200, e il motore elettrico da 102 CV direttamente abbinato al doppia frizione a 8 marce, dal funzionamento preciso e impercettibile e una batteria agli ioni di litio da 15,6 kWh. Ne risultano pertanto ben 218 CV.

Le prestazioni infatti son di tutto rispetto come lo 0-100 di soli 6,8 secondi e la velocità massima di 235 km/h. Aiuta l’impulso dato dall’elettrico e la Classe B è quindi scattante sul dritto, con un ottimo allungo anche ad alte velocità, ma è tra le curve che inizia a sentirsi tutto il peso aggiuntivo dovuto alla presenza di questa tecnologia che grava di circa 230 chili sulla bilancia: non sono pochi (per un totale di circa 1.725 kg in ordine di marcia, rispetto a 1.495 della B250 benzina).

L’auto ha un comportamento dinamico tendente al rollio e la coppia dell’elettrico lascia spazio a una tendenza sottosterzante che rovina un po’, ma non eccessivamente, il divertimento. Ma in fondo ci sta: stiamo parlando di una monovolume da famiglia, quindi normale che l’assetto risulti un po’ troppo morbido, più adatto alla città che alle strade sportive, nonostante i cavalli siano più di 200.

Se impostate il dynamic select su Sport scoprirete un “nervosismo” sconosciuto ad auto più specializzate, con cambi marcia velocizzati, ma nulla di sportivo. Tutti nuovi i programmi di marcia “Electric” e “Battery Level”. Inoltre i paddle dietro al volante gestiscono il recupero dell’energia in rilascio (D Auto, D+, D- e D–). Sono disponibili anche i programmi Comfort e ECO, con i quali il guidatore può dare eventualmente priorità alla guida elettrica o al relax.

Il volante è piuttosto diretto e preciso, anche se rimane sempre leggero in stile Mercedes. L’assetto, infine, è una delle parti più riuscite dell’auto, sui freni, invece, il giudizio non è dei migliori: il pedale, come da tradizione della Stella, è comunque piuttosto morbido e il recupero energetico in frenata rende il comando poco modulabile, specie quando si frena forte. 

Quanto spesso occorre caricare e quanto costa?

La Classe B 250e riesce ad assicurare poco meno di 55 km reali di autonomia in elettrico, dopodiché il 1.3 turbo si accende dal torpore. In ogni caso l’autonomia complessiva supera i 600 km (nonostante i soli 30 litri di serbatoio) e ciò elimina l’ansia da ricarica, pur considerando che a carica finita vi dovrete portare a spasso quel peso in più sopra descritto. Basta poi il comando “Hey Mercedes” per scoprire subito quanto autonomia è rimasta nelle batterie, sempre gradevole interagire con l’MBUX “ibridizzato”.

Chiudiamo con la ricarica e con i consumi. A batteria carica, non è difficile toccare i 30 km/l, mentre esaurita la carica rileviamo un comunque buono 15 km/l. Le ibride danno il meglio in città e nei percorsi affrontati abbiamo messo alla prova la vettura anche in autostrada, dove abbiamo apprezzato l’ottima insonorizzazione, tranne in piena accelerazione quando il 1.3 “frulla” veramente in modo fastidioso.

La ricarica si effettua con il caricatore da 3 kW fornito di serie e da casa impiegherete circa 6 ore per passare da 0 a 100% di carica, spendendo all’incirca 2 euro, tutto è comunque monitorabile grazie all’ottima app Mercedes Me. Dalla colonnina di ricarica rapida (CC) ci vorrà invece meno di un’ora, mentre la Wallbox da 7,4 kW, per caricare più velocemente dal box domestico, costa 366 euro in più a listino.

La Classe B offre un livello di sicurezza attiva che è tra i più alti del segmento, con alcune funzioni ricevute da Classe S. Per la prima volta Classe B può viaggiare in modalità parzialmente autonoma in alcune situazioni specifiche. Dispone infatti di telecamere e sensori radar perfezionati, che le permettono di rilevare le condizioni del traffico fino a 500 metri di distanza, sfruttando i dati cartografici e di navigazione
per le funzioni di assistenza alla guida (sistema Distronic).

La nuova Classe B è dotata, di serie, di un sistema di assistenza alla frenata attivo ampliato. Il sistema aiuta a mitigare o a evitare del tutto le collisioni, non soltanto con i veicoli più lenti che precedono, stanno frenando o sono fermi, ma adesso anche con pedoni e ciclisti in attraversamento. A proposito di accessori a pagamento, è un peccato che il Blind Spot Assit e il Lane Keep Assist (brusco nel funzionamento) siano rimasti fuori dal pacchetto Tech e ci vogliano più o meno altri 1.000 euro per installarli. Piace la funzione “hold” che permette al piede destro di riposarsi ai semafori.

Mercedes B 250e: “green” ideale per i centri urbani

 Il prezzo Mercedes Classe B parte da 25.635 euro per la B 160 Executive con il motore benzina da 136 CV MT, mentre il prezzo d’accesso della motorizzazione d’ingresso Diesel è di 28.800 euro per la 180 d da 116 CV MT. Se parliamo di ibrida plug-in le cifre salgono subito a 41.439 euro è altresì vero che la versione di ingresso è la Sport, ben più dotata delle precedenti.

La nostra Sport Plus ( +1.850 euro) prevede: MBUX con due display widescreen da 10,25” touchscreen, touchpad, clima automatico, telecamera posteriore, servizi Mercedes me con predisposizione per il set-up, monitoraggio vettura e car sharing privato, inserti decorativi cromati, volante sportivo in pelle, sedili Comfort anteriori, portellone posteriore EASY PACK e fari LED High Performance.

Tre pacchetti completano il lotto: Tech pack +2.276 € (sistema di navigazione su disco fisso e display centrale con diagonale da 10,25″); Prestige pack +3.972€ (Tech pack più display sulla plancia con diagonale da 10,25″, luci soffuse «ambient» con 64 diversi colori, sedili anteriori riscaldabili elettricamente, Advanced Sound System, soglie d’ingresso anteriori illuminate con cover intercambiabile); Luxury Pack +5.947 € (Tech pack + Prestige pack + Tetto Panorama scorrevole, Fari MULTIBEAM LED, sedile
guidatore regolabile elettricamente con funzione Memory, Sedile anteriore destro regolabile elettricamente con memoria, supporto lombare regolabile).

Insomma se ci si fa prendere la mano superare i 50.000 euro non è impossibile. Le emissioni di 32 g/km di CO2, che danno accesso alla seconda classe di incentivi statali (da 21 a 60 g/km) si traducono poi in sconti fino a 6.500 euro con rottamazione dell’usato. 

Le competitor? Dopo l’uscita di scena della VW Golf Sportsvan, di premium ne è rimasta solo una: BMW Serie 2 Active Tourer.

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