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Mercedes SLC 200 | Prova su strada

Foto di Gabriele Bolognesi
Tempo di lettura: 4 minuti

La nuova nomenclatura varata da Mercedes ha fatto sì che anche l’ormai leggendaria SLK cambiasse nome, in favore della sigla SLC. Il risultato però non cambia, infatti, parliamo sempre della spider compatta della Casa tedesca che con l’ultimo restyling, insieme ad un nuovo nome, ha acquisito il nuovo family feeling del Marchio.

Abbiamo provato la versione 200, un altro numero che da sempre viene abbinato al modello, anche se dal 1996 ad oggi sono cambiate tante cose. Ecco, quindi, come va la Mercedes SLC 200 nel nostro test drive.

Design: moderna, ma lo spirito rimane

Figlia del recente restyling, che come abbiamo detto ne ha anche cambiato il nome, la nuova SLC presenta alcune modifiche, la maggior parte di queste nella parte anteriore. Tra le novità la calandra Matrix, i bellissimi fari full LED e un paraurti rinnovato, che nell’allestimento AMG della versione da noi provata, cambia di molto i “connotati” alla spider Mercedes.

La compattezza della SLC (lunga 4,13 m) si vede tutta nella vista laterale, dove la silhouette è inconfondibile e i bei cerchi da 18” a 5 razze vanno a “braccetto” con la carrozzeria di un classico colore bianco. Al posteriore troviamo gruppi ottici a LED e un paraurti sportivo con doppio scarico cromato a vista. Ottima la soluzione dell’hard top che in pochi secondi trasforma la vettura, con il tetto che scompare nel bagagliaio attraverso un movimento elettrico. Unico neo, riscontrato durante apertura e chiusura della capote, è il rumore che produce il meccanismo, non proprio piacevole da sentire durante quei pochi attimi.

Mercedes SLC 21

All’interno è cambiato poco rispetto all’ultima SLK. Come all’esterno la cura per i dettagli è tanta, gli assemblamenti e i materiali non hanno pecche, ma il rivestimento del tunnel centrale, molto bello alla vista, presenta dei bordi leggermente taglienti con i quali, a volte, si entra in contatto. Non male il sistema di infotainment con schermo da 7 pollici, comandabile dalla rotella posta tra poggia braccio e cambio. La leva del 9G-Tronic, a differenza degli altri modelli del Marchio, sulla SLC torna sul tunnel centrale.

I sedili sono molto belli esteticamente, comodi e anche contenitivi, sicuramente uno dei plus di quest’auto. Inoltre, l’AirScarf, il getto di aria calda sul collo, permette di godere della cabrio veramente 365 giorni l’anno.

Ottima, infine, l’abitabilità dei due passeggeri, con il bagagliaio che offre una buona capienza massima, pari a 335 litri.

Alla guida del 2.0 turbo da 184 CV: spinta e sound, senza dimenticare il comfort

La Mercedes SLC che abbiamo provato era equipaggiata con il propulsore 2.0 benzina turbo, un 4 cilindri in linea da 184 CV e 300 Nm, scaricati completamente, come da tradizione, sulla trazione posteriore. Il motore è abbinato al 9G-Tronic, cambio automatico 9 marce. Il risultato di questa accoppiata è una velocità massima di 240 km/h e 7 secondi sullo 0-100, numeri da sportiva.

Fin dai primi chilometri si capisce, però, che l’SLC è studiata per un piacere di guida a 360 gradi. Tutto convive in un mix tra sportività e comfort con l’ago della bilancia rappresentato dal Dinamic Select, la selezione del profilo di guida. Da Eco a Sport+ la spider Mercedes cambia notevolmente, rimanendo sempre entro i paletti di comfort e sportività, mai agli estremi né dell’uno né dell’altro.

In Eco, la guida in città è piacevole, dossi e buche vengono assorbite in maniera egregia, lo sterzo è morbido e la scarsa visibilità posteriore è coadiuvata dalla retrocamera, anche se le dimensioni ridotte permettono di fare manovra senza ausili particolari. Attenzione ai consumi che non sono altissimi, ma bisogna saper dosare bene il piede per non trovarsi troppo di frequente a fare rifornimento.

Mercedes SLC 30

In Sport e Sport+ il benzinaio interessa meno, mentre ciò che più colpisce è il cambio di “voce” della SLC, che inizia a cantare dai due scarichi come non ti aspetteresti da una cabrio da 180 CV. Il coinvolgimento aumenta e di molto, poco importa se i 1.480 kg si fanno sentire negli inserimenti in curva. In uscita, anche con i controlli inseriti, si riesce a disegnare qualche virgola sull’asfalto, poco prima che intervengano i sistemi di sicurezza.

Lo sterzo è leggermente troppo demoltiplicato, mentre i paddle al volante obbediscono molto bene agli ordini. Buono l’allungo così come la frenata. Le 9 marce, infine, permettono un’ottima guida autostradale e consumi discreti che portano il dato sul misto a 6,6 l/100 km.

Prezzo e concorrenti

La Mercedes SLC parte dal prezzo di listino 37.006 euro, per la 180 Sport, mentre la 200 Sport parte da 42.008.

La SLC 200, nell’allestimento AMG Line (cioè quello da noi provato) parte dal prezzo di 46.363 euro e comprende di serie, tra le dotazioni più interessanti, cruise control, cerchi da 18” cinque razze, doppio scarico cromato, LED diurni e posteriori, pacchetto sportivo AMG, hard top, Autoradio 20 CD con MP3, Bluetooth, Aux-In, USB, Comand Controller, attention assist e brake assist.

Mercedes SLC 09

La versione da noi provata era dotata di alcuni optional come l’Airscarf (501 euro), l’Airguide (342 euro), il Navigatore Garmin Map Pilot (610 euro), il Blind spot assist (549 euro), il cambio automatico 9G-Tronic con Dynamic Select (2.562 euro), i LED intelligent light system (1.599 euro) e il pacchetto Night AMG (1.159 euro), per un totale di circa 53 mila euro.

L’intero panorama delle vere cabrio due posti è oggi composto da poche vetture, quindi la concorrenza è ristretta ma molto agguerrita. Le eterne rivali da prima degli anni duemila sono l’Audi TT Spider e la Bmw Z4. Ognun con uno stile diverso e con la sua storia. Voi quale preferite?

Pilota professionista

Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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Foto di Gabriele Bolognesi

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