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Messina Denaro, maxi-blitz per cercare il boss latitante: l’ultima immagine lo ritrae su una Pajero

Tempo di lettura: 2 minuti

Il volto di Mattia Messina Denaro, numero uno di Cosa Nostra, superlatitante, immortalato in un video mostrato dal Tg2 lo ritrae a bordo di una Mitsubishi Pajero 2800 GLS.

In questo momento sono impegnati circa 150 agenti delle squadre mobili di Palermo, Trapani e Agrigento, supportati dagli uomini del Servizio centrale operativo e dei reparti prevenzione crimine di Sicilia e Calabria

La Polizia sta eseguendo decine di perquisizioni in Sicilia con l’obiettivo di individuare dove si nasconde il boss numero uno di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993.

Messina Denaro su una Pajero, l’ultima immagine disponibile

Ieri sera durante l’edizione delle 20:30, il Tg2 ha trasmesso un video in cui si vede l’immagine del volto del numero uno di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, ripreso da una telecamera di sicurezza a bordo di una Mitsubishi Pajero.

Durante il servizio giornalistico è stato detto che le immagini sono state registrate da una telecamera in strada in provincia di Agrigento. I reperti video che mostrano Messina Denaro a bordo di una Pajero risalgono al 2009 e sono le uniche che inquirenti e investigatori hanno dal 1993. Il video è possesso degli investigatori della Direzione centrale anticrimine della Polizia. 

Il video mostrato dal TG2

Nelle immagini, che durano purtroppo pochi secondi e risalgono al dicembre del 2009, si vede una Mitsubishi Pajero blu, probabilmente in versione 2800 GLS che percorre una strada sterrata in piena campagna. A bordo ci sono due persone: l’autista e, sul sedile del passeggero, un uomo stempiato e con gli occhiali. Secondo investigatori e inquirenti, afferma il servizio, quell’uomo potrebbe essere proprio Matteo Messina Denaro.

Le immagini, sostiene sempre il Tg2, sono state riprese da una telecamera di sicurezza a poche centinaia di metri dalla casa di Pietro Campo, boss della Valle dei Templi e fedelissimo del numero uno di cosa nostra che in quel periodo era protetto dalle famiglie agrigentine e, forse, stava andando proprio ad un incontro con i capi mafia locali. 

Fonte: TG2

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